
L’Onda dei precari si è riunita ieri davanti alla sede provinciale del provveditorato agli studi di Milano. Qualche centinaio di insegnanti hanno manifestato pacificamente con striscioni e cartelli di protesta, rappresentanti di migliaia di precari del comparto scuola che rischiamo di perdere il posto a causa dei tagli stabiliti dalla Legge 133. Giovani precari che insegnano, assunti a settembre, licenziati a giugno: e così ogni anno. Su 300.000 precari milanesi, si parla di un dimezzamento delle assunzioni.
I giovani insegnanti non sanno che fine faranno, quali saranno gli effetti di questi tagli sulla scuola milanese. E’ da giugno che i precari, rappresentanti dell’Ata, i lavoratori della scuola, chiedono il ritiro del Ddl Aprea che porterebbe, secondo alcuni, ad una vera e propria privatizzazione della scuola pubblica.
Foto dalCorriere
Lo scontro tra cattolici e laici divampa ormai in ogni settore, il caso Englaro ha ultimamente reso manifesta questa divergenza ideologica in cui, in sostanza, i primi cercano di imporre agli altri la loro morale. Così, per contrastare il potere cattolico (che in Lombardia ha Formigoni come fedele vassallo), circa venti associazioni riunitesi hanno deciso di costituire la Consulta per la laicità. Essa si propone di monitorare le attività delle istituzioni denunciando le iniziative in contrasto con i principi di libertà e laicità difesi dalla Costituzione Italiana.
La Consulta, anche nella Carta dei Principi, si rifa esplicitamente a quella torinese, nata da qualche anno e molto attiva sul territorio. Le questioni su cui supervisionare sono tantissime; la prima che mi viene in mente è l’accordo tra Comune e diocesi sull’insegnamento della religione nella scuola, notizia che vi avevamo dato ieri.
Ma c’è poco da fare, i Patti Lateranensi hanno da qualche giorno compiuto gli 80 anni eppure sono più arzilli che mai. Le loro conseguenze sul sistema scolastico sono tuttora visibili. È lì che si stabilì il numero di ore settimanali dedicate alla religione e che gli insegnanti di Religione, pur essendo formati dall’autorità ecclesiastica, avrebbero dovuto essere retribuiti da quella statale.
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I residenti stranieri sono sempre di più nella nostra città, specie tra le nuove generazioni e nelle scuole. Questo fenomeno si sta traducendo in un integrazione con gli italiani o - al contrario - in forme di segregazione e ghettizzazione? A queste domande ha cercato di rispondere il seminario svoltosi ieri alla Facoltà di Sociologia dell’Università Bicocca, che 02blog ha seguito per voi.
A Milano, secondo i ricercatori della Bicocca, non c’è segregazione abitativa degli stranieri, che sono sparsi in maniera abbastanza uniforme in tutta la città: tuttavia esistono casi di forte concentrazione scolastica, specie in alcuni istituti, e questo è dovuto principalmente al fatto che gli stranieri sono in media molto più giovani e prolifici degli italiani.
In generale, come hanno fatto notare Barbara Borlini e Francesco Memo, la percentuale di alunni stranieri in città è cresciuta tra il 2000 e il 2005 dal 6 a circa il 17%, ed è in continuo aumento. Questo ha reso Milano la città con in assoluto più alunni con cittadinanza estera in Italia (50.000 nella provincia, di cui metà nel capoluogo).
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Scommetto che qualcuno di voi su Facebook si è ritrovato una strana richiesta di amicizia. Un tale con un nome familiare ma con una faccia completamente estranea. Un’ulteriore indagine su frequentazioni e gruppi vi ha regalato una certezza: è il vostro vecchio compagno di classe, quello con i brufoli, secchione e antipatico che non vi suggeriva mai ai compiti in classe. Una persona di cui avreste fatto volentieri a meno nel vostro parterre di contatti (ovviamente il caso è speculare).
Ed eccoci arrivati al punto nevralgico dell’articolo. Da quando esiste il diabolico Facebook (che ha soppiantato vetusti siti tipo Vecchicompagnidiscuola) i ritrovi si sono moltiplicati e i gestori di pizzerie e ristoranti gioiscono.
Foto by Tom, Flickr
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Sono iniziate questa mattina le prime occupazioni dei licei milanesi, dopo le agitazioni delle scorse settimane contro la riforma Gelmini, ora partono i blocchi delle lezioni. “Chi non occupa preoccupa”, era il tipico slogan di quando andavo a scuola io. Oggi non ho veramente idea di quali siano le ‘parole d’ordine delle occupazioni’, ma secondo me non è mica cambiato molto.
Al Liceo artistico Boccioni l’occupazione è stata approvata questa mattina alle 8.30 dalla stragrande maggioranza dei partecipanti, riporta l’ansa, i ragazzi in queste ore stanno pianificando l’occupazione che secondo le prime voci dovrebbe proseguire fino a mercoledì.
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A breve partirà un concorso dedicato a tutti i giovani studenti delle scuole superiori di Milano e provincia. Il tema del concorso è l’arte del writing, del fare graffiti, e in buona sostanza gli studenti che faranno il graffito più bello sui muri della loro scuola si porteranno a casa un assegno (borsa di studio).
La richiesta che arriva dalla provincia (il bando dovrebbe partire a fine mese) è quella di cancellare le scritte dei muri, ovvero le orride tag a pennarellone oppure i tvtttb, e sostituirli con pezzi artistici. Ovviamente i presidi delle scuole potranno decidere se aderire o meno al concorso. Se i presidi accetteranno di partecipare dovranno dedicare una parete della scuola agli studenti graffitari.
La giuria che deciderà i vincitori sarà presieduta da Dario Fo, che però non so quanto abbia a che fare con l’hip hop e il writing… bho. Prendo da Repubblica la dichiarazione di Giansandro Barzaghi, assessore all’Istruzione della Provincia:
“In opposizione al clima da caserma che il ministro Gelmini vuole creare a scuola, con grembiule obbligatorio e tolleranza zero sulla condotta, noi aiutiamo i ragazzi a esprimere la loro creatività”
De Corato intanto protesta:
“E’ un modo per aumentare il vandalismo sui muri delle città”
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La scorsa settimana è stato presentato il Rapporto 2007 del CISEM, istituto di ricerca e intervento sui problemi scolastici della Provincia di Milano. Cosa ci dice dunque questa sorta di radiografia della scuola superiore della nostra città e del suo hinterland? Molte cose, tra le quali un paio che forse potranno stupire:
- il numero di iscritti stranieri è in crescita impetuosa negli ultimi anni, e sfiora ormai nelle classi prime il 10%. In media, perché a ben vedere la situazione è molto variabile: a seconda dell’indirizzo (preferiscono tecnici e professionali ai licei) e a seconda del singolo istituto (in alcuni, come al Bertarelli, superano il 50%). Altri studi mostrerebbero poi che, a dispetto dei pregiudizi, gli stranieri non sarebbero bocciati più degli italiani. Anzi.
- i maschi vanno decisamente peggio a scuola, rispetto alle femmine: studio scarso e risultati peggiori, meno interesse e più indisciplina. Ma perché succede? La domanda tormenta i ricercatori del CISEM a tal punto che hanno deciso di aprire un blog per vederci più chiaro. Se avete delle ipotesi, dategli una mano
Foto: [auro], Flickr

La scuola superiore non è più quella di una volta, diciamolo è messa male. Un rapporto elaborato dagli organi competenti ha messo in luce un abbandono del 28% tra le scuole superiori milanesi. Pare che gli stranieri prediligano gli istituti professionali e gli italiani i licei, ma che in entrambi i casi siano molti quelli che lasciano prima del diploma.
In particolare nei professionali si raggiungono picchi d’abbandono del 38%. In termini assoluti la popolazione liceale è comunque aumentata, oggi il 50% scegle questo indirizzo, mentre nel 2000 era solo il 30% ad andare al liceo. Se va avanti così fra trent’anni saremo tutti analfabeti!
E’ arrivato per tutti e in molte famiglie saranno dolori. Il test antidroga, dall’uso molto simile al test di gravidanza, ha superato la sperimentazione in Zona 6 e il Comune estende l’iniziativa a tutta la città mettendo a disposizione, in tutte le sue 340 farmacie, 5mila kit antidroga.
Test gratuiti per le famiglie con figli tra i 13 e i 16 anni a cui sono state inviate 35mila lettere e il coupon da consegnare per ritirare il set che rivelerà l’eventuale uso di stupefacenti. «Uno strumento per avviare il dialogo», spiega l’assessore Landi di Chiavenna. Per qualche famiglia il dialogo ci sarà ma immaginiamo che sarà piuttosto turbolento. Un’inchiesta di Repubblica ha evidenziato l’uso massiccio di droghe leggere nelle scuole italiane. Torna alla mente il ragazzo morto dopo aver fumato del crack a scuola a maggio scorso. L’uso di droga nelle scuole non è una novità, certo il fenomeno è sempre in crescita.
L’iniziativa ha sollevato più cori di protesta, probabilmente tra chi sa bene che il consumo è davvero diffusissimo tra gli studenti delle scuole superiori e il test non getta certo acqua sul fuoco. Nel frattempo Mariolina Moioli stanzia 680mila euro per iniziative antidroga nelle scuole come spettacoli teatrali, concerti, mostre e rassegne.

Finalmente, c’è da dire. Finalmente nasce CentrOrientamento, un progetto voluto dalla Provincia di Milano per consentire agli studenti freschi freschi di diploma di districarsi tra le molte offerte didattiche universistarie e non.
Il primo sportello, dedicato al tema dell’orientamento verso l’università e l’alta formazione artistica e musicale, vedrà la luce nella scuola Gallaratese a Milano ed entro il mese di aprile sarà pubblicata una guida contenente le varie possibilità didattiche presenti sul suolo provinciale; il tutto sarà finalizzato ad invertire l’andamento attuale che vede il 20% degli iscritti al primo anno accademico abbandonare entro 365 giorni.