
Pare che la pavimentazione della Galleria sia in attesa di essere rifatta dal lontano 1966. Almeno così racconta il pezzo de Il Giorno. Niente da fare: tutto ancora rimandato: il salotto di Milano dovrà attendere ancora per rifarsi il trucco, almeno per quanto riguarda i portici settentrionali e meridionali.
Strani luoghi, quelli vicini alla Galleria: basti pensare all’incredibile vicenda dei sottotetti abitati da homeless, scoperta da Sgarbi. Fa un certo effetto pensare che
salendo salendo, tra uffici di vere e fantomatiche associazioni, tra porte di abitazioni con il campanello rotto, tra cartelli «attenzione videosorveglianza » senza che ci siano telecamere, ecco, salendo salendo si arriva in cima. Nei sottotetti. Conquistati dai barboni. E usati dagli inquilini regolari che hanno sfondato gli spazi per regalarsi verande. Con lavatrici. Rubinetti. Tavoli di lavoro. Piani per stendere la biancheria. Vasi di fiori. È l’abusivismo che dalle periferie sconfina in centro. In pieno centro. In quel «salotto» di Milano che, all’assessore alla Cultura Vittorio Sgarbi, più che un salotto pare un altro posto della casa
Foto | Andrish, Flickr

Dopo l’immaginifica prima puntata in cui 02blog si propone di prepotenza come unica credibile Guida Michelin dei bagni pubblici milanesi, si continua sulla stessa dorsale: e si parla di scuole elementari. Per la precisione delle Antonio Locatelli di via Veglia 80, zona Nord della città, proprio davanti ai giardini Wanda Osiris, di cui si era raccontato qualche tempo fa. Ma attenzione: è una recensione un pò particolare, perchè tratta del quinquennio 1988 - 1993: letta oggi è totalmente inutile, ma è lì il bello.
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“Caro Vittorio, ritengo importante la tua partecipazione alla mostre e alle intitolazioni che tu hai promosso, riconoscendo il valore dell’attività da te svolta al riguardo (…) La revoca della tua delega da assessore, non incide nella stima che ho nei tuoi confronti come uomo di cultura. Spero che accetterai l’invito e colgo l’occasione per salutarTi cordialmente”
A parte che se qualcuno si scusasse con me utilizzando formule da burocrate come il “salutarTi” qualche dubbio mi verrebbe: meglio così, per fortuna che mi hanno licenziato, penserei. E credo che anche Sgarbi in fondo la veda così. Roma è un palcoscenico forse ancora più al centro dell’attenzione, rispetto a Milano. Almeno a breve termine, perchè l’Expo alla fine lo si fa qui.
Intanto Gianni Alemanno ha già capito come tira il vento: “Per Sgarbi si profilano incarici tecnici, non assessorili”, traduzione; niente ruoli in cui possa fare i suoi consueti show. Non sanno cosa si perdono…
Foto: txkimmers, Flickr
Vogliamo ricordarlo così. Mentre a fatica sopporta Piero Ricca - e a proposito, pardon per il Pietro del post scorso - il nostro ex assessore alla cultura. Con una gragnuola di video che potete vedervi dopo il salto. La notizia va da sè è che
«Preferisco un incarico da consulente piuttosto che da assessore - ha spiegato Sgarbi - poiché, non avendo presentato nessuna lista alle elezioni, non posso avere un ruolo politico diretto. Mi piacerebbe - ha poi aggiunto l’ex assessore milanese - occuparmi del centro storico». Indiscrezioni vorrebbero invece Vittorio Sgarbi come nuovo responsabile della programmazione delle mostre del Comune di Roma o come «direttore artistico della città» con delega alla conservazione dei Beni culturali. Molto dipenderà, ovviamente, anche dall’eventuale compenso.
come riporta il Tempo. Davvero, mi mancherà. Dopo il salto, c’è di tutto…
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Non ci sarà più alle inaugurazioni, ai vernissage e alle conferenze stampa. Di lui ci rimarrà il ricordo delle sue invettive al fulmicotone, delle dichiarazioni brucianti su giunta e sindaco e degli approcci rocamboleschi con il gentil sesso. Proprio oggi l’ex assessore alla Cultura del comune di Milano avrebbe dovuto partecipare all’intitolazione di un giardino all’editore triestino Roberto Bazlen, famoso critico letterario.
Presto fatto. L’indisciplinato Critico D’arte è stato sostituito da Giovanni Terzi, responsabile del Tempo Libero, il collega che più di ogni altro ebbe a scontrarsi con il critico d’arte (Leoncavallo in primis) e i suoi metodi bohemienne.
Intanto il toto assessore procede spedito. Il più accreditato, per il momento, è il presidente della Triennale, Davide Rampello (nella foto), che però ha smentito le voci dichiarando di non aver avuto nessun contatto con il sindaco Moratti e di essere molto legato alla Triennale.
Una prece. Da oggi sono onestamente in lutto. E tutto per la faccenda della delibera taroccata dell’altro giorno di cui vi avevamo parlato qui; Letizia Moratti avrebbe “licenziato” Vittorio Sgarbi a causa della mancanza di rispetto mostrata nei confronti della giunta. Mah. Io avrei licenziato la giunta. Ma sono punti di vista.
In realtà, a ripercorrere i rapporti tra i due non si compone proprio un idillio, se non forse all’inizio. Il nostro - e grazie al buon Bareddu che ci ripropone questo pezzo fantastico uscito su Rolling Stone:“Sport estremi:una giornata con Vittorio Sgarbi” - ha sempre avuto qualche divergenza di vedute con il conformismo un pò bigotto della Sindachessa.
Gli esempi li ricorderete di certo anche voi. Dalla mostra “Vade Retro”, alle polemiche a non finire su Witkin e Saudek, passando per i graffiti del Leoncavallo, la mostra sulla street art, il Cenacolo, chi più ne ha più ne metta. Ma in fondo basta poco ad irritare Letizia Moratti. Al di là di questo c’è chi dice che dietro al licenziamento dell’assessore ci siano anche le escandescenze di Anno Zero - che potete rivedervi qui su polisblog - voi che dite? Possibile? Mi mancherà.
Foto: elena torre, Flickr
Uno non dice di - orrore - arrivare ad essere come molti altri paesi europei, come la Germania per esempio, che su alcuni red light district - ecco quello di Amburgo - ci campa, turisticamente parlando, da decenni. E non parliamo di Amsterdam, ma lì, terribile, è legale anche la droga. Saranno pazzi.
Ieri sera in viale Sarca è successo questo: potete leggere tutto qui, su Il Giornale, ci sono anche delle dichiarazioni di De Corato, anche delle proposte, anche delle parole, anche delle discussioni. E le multe che sono semplici deterrenti, e le prostitute che hanno novanta giorni di tempo per dimostrare di avere di documenti, il permesso di soggiorno eccetera eccetera.
«Solo nei primi tre mesi del 2008 - spiega De Corato -, a seguito di 3mila354 persone e 3mila483 veicoli controllati, la polizia municipale ha inflitto ben 1.048 multe ai clienti che hanno adescato le lucciole per strada. E gli introiti, al solito, hanno finanziato il progetto di accoglienza delle donne vittime della tratta. Progetto che dal 2001 ha sottratto quasi 500 donne dalla morsa degli sfruttatori (76 solo nel 2007). Ora - prosegue De Corato - è tempo di dar corso alla revisione della legge Merlin che è vecchia di mezzo secolo
Voi siete d’accordo con il vicesindaco? O magari con Sgarbi, che proponeva una città dell’amore alla Bicocca?
Una sola parola; genio. Ecco l’ultimo colpo di Sgarbi. C’è questa delibera da far passare sul patrocinio per un festival di teatro gay. Con la parola “omosessuale” nel titolo, non ce n’è, la delibera non passa. “E’ così, siamo nell’era di Suor Moratti“, come spiega Aurelio Mancuso, presidente Arcigay.
I precedenti ci sono, dalla mostra Vade Retro, alle polemiche su Witkin e Von Gloeden, non è che il Comune sia stato particolarmente progressista su certi temi. Ma sorvoliamo. La giunta non vuole proprio farla passare la delibera. Allora Sgarbi, che conosce i suoi polli, che fa?
Toglie la parola “omosessuale” dalla delibera, e la sostituisce con “liberi amori possibili”. E la giunta ci casca approvando. Ora: non so quale delle due ipotesi sia la migliore. Se davvero il grado di attenzione di una giunta comunale sia pari a quello di uno scimpanzè sotto Lsd, o se si debba ricorrere a questi trucchi squallidi per finanziare una rassegna di teatro. Per carità, tutto, ma non la parola “omosessuale”…che tristezza.
Foto: Andrea, flickr
Il 31 marzo i 141 delegati del Bie decideranno: Smirne o Milano. Meno di due settimane. E’ il parapiglia generale: la Turchia annuncia che 17 Paesi europei su 27 voteranno Smirne. Farnesina e Palazzo Marino sorridono. In serata, Letizia Moratti, da Parigi, incontra la stampa estera: “Possiamo contare su una larga maggioranza di voti in Europa, nell’America centrale, in America Latina e nei Caraibi”. Ieri il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha strappato il voto positivo del Cile. In più fonti interne al Comitato Expo raccontano che il lavoro di Milano in Africa e in Asia Centrale (Kazakistan, Uzbekistan e Mongolia) sta dando i suoi frutti, rompendo quell’alleanza musulmana su cui Smirne contava molto.
E il 25 marzo, a Parigi, l’amministrazione punta su arte e musica per convincere i 141 delegati scomodando nientemeno che Paolo Conte, con un concerto al Louvre e organizzando una visita guidata all’ala dedicata ai pittori italiani con Vittorio Sgarbi che fa da Cicerone. E in più la cena, il 28, sempre a Parigi, dedicata al Food e al Design con i grandi chef per finire con il concerto all’Opéra il 30 di Elisa. Intanto la Moratti domani a Lubiana incontrerà in un sol colpo 79 ambasciatori dei paesi membri dell’Acp, il segretariato dei Paesi africani, caraibici e del Pacifico. Si accettano scommesse…
Torna la la Fiera Internazionale di Arte Moderna e Contemporanea, la MiArt, dal 4 al 7 aprile, nei padiglioni del Portello. La passata edizione fu un successo per molti aspetti inaspettato: superò i 37mila spettatori e i 12mila metri quadri di superficie per oltre duecento espositori. Ieri alla conferenza stampa il funambolico assessore alla Cultura Vittorio Sgarbi ha dichiarato che la manifestazione “cade in un momento favorevole”. In contemporanea la città sarà animata da una serie di mostre di fotografia e pittura di prestigio internazionale: le esposizioni dedicate a Balla, Canova, Bacon e agli scandalosi Joel Peter Witkin e Jan Saudek che avevano suscitato perplessità e dietro front, poi fortunatamente smentiti.
Gli intenti sono ambiziosi. Per questa edizione di MiArt si è voluto spingere l’acceleratore sul carattere sperimentale delle proposte e su un respiro decisamente internazionale. E per attirare il maggior numero di appassionati Sgarbi ha in mente un’apertura straordinaria dei musei e delle gallerie cittadine, una sorta di notte bianca dell’arte. Questo ancora in linea teorica, come l’idea di far diventare il MiArt la vetrina durante la quale il Comune presenterà ufficialmente il progetto del nuovo Museo di Arte Contemporanea, di cui Sgarbi discuterà i dettagli con il celebre architetto Daniel Libeskind tra poche settimane.
I tre moschettieri dell’arte meneghina, Sgarbi, Massimo Vitta Zelman (editore della casa editrice Skira) e Sandro Bicocchi (presidente di Fiera Milano) si schierano dunque per far diventare Milano fulcro artistico ed espositivo internazionale. I buoni propositi ci sono, le idee anche. In attesa di un progetto articolato che magari coinvolga anche le piccole realtà, come le gallerie d’arte che a Milano sono più di 120.