Stavo per scriverne, tanto che ero andato nel week-end a fargli qualche foto, del Lab 0. Stavo per scriverne perché mi sembrava strano che nessuno avesse notato che in quell’edificio in Ripa Ticinese si stava di fatto coagulano un nuovo centro sociale milanese, foriero di chissà quante future polemiche vista la linea dura della città contro lo squatting.
Mi sbagliavo. Non si stava formando, si era già formato da più di un anno vengo a sapere oggi dai quotidiani, anche se una delle prime manifestazioni verso l’esterno del “Lab 0″ (questo il suo nome) risale a soli pochi giorni fa: una grande dancehall abusiva organizzata nell’antistante Parco Powell. Era la sera di sabato 12 giugno e “Lab 0″ e i numerosi danzatori accorsi hanno tirato le 6 di mattina a ritmo di reggae a pochi metri da diverse abitazioni.
Se quella sia stata la classica goccia o se l’azione fosse pianificata da tempo non lo sapremo mai… fatto è che ieri mattina la polizia si è presentata davanti allo stabile di Ripa Ticinese e ha sgomberato gli occupanti. Lo stabile in questione era una palazzina di ringhiera immersa nel “nulla” del parco Powell, una struttura che ricordava esperienze di squatting note in tutta Europa come quella del Tacheles di Berlino.
Continua a leggere: Sgomberato il centro sociale Lab 0 in Ticinese

Arrivato a casa mi aspetta una lettera dal Comune di Milano. Apro incuriosito e che ci trovo? “El nost milan”, un opuscolo di una decina di pagine sui molteplici risultati positivi raggiunti dall’amministrazione Moratti, scaricabile anche online. A pagina 2 una breve presentazione del sindaco che loda l’operosità dei milanesi, grazie alla quale ha raggiunto risultati significativi. “Desidero farvi ora conoscere quanto abbiamo fatto dall’inizio del mandato, in attesa di ricevere i vostri commenti e suggerimenti attraverso la scheda allegata”. Ohibò, sono curioso di conoscere questi successi.
Sfogliando scopro che il libretto propagandistico si compone di 3 capitoletti. Il primo si chiama “Milano vivibile”. Il risultato in evidenza ci informa che c’è 1 milione di mq di verde in più. La pagina successiva elenca i successi dell’Ecopass: meno 5 milioni di passaggi auto e meno 6,8% di traffico in città. Il capitolo sull’Ecopass forse avrebbe potuto essere omesso, per decenza quantomeno. Di pochi giorni fa il quadro impietoso dei nostri polmoni: una indagine dei quattro ospedali milanesi, che ci spiega che dei 53514 accessi al pronto soccorso dello scorso anno, la metà, sono per patologie legate alle vie respiratorie. Velocizzo sul Bikesharing e sui mezzi pubblici,arrivo all’ultima pagina dedicata ai parcheggi, con l’elenco dei posti auto realizzati (non c’è riferimento ai lavori ancora in corso e quelli irrealizzati).
Continua a leggere: Nelle case dei milanesi arriva l'opuscolo della Moratti "la nostra Milano"

Dell’annunciata chiusura del Liceo Civico Serale Gandhi avevamo già parlato in febbraio. Per rinfrescarvi la memoria, vi riporto un estratto di quanto scritto allora:
C’è chi dice per l’esiguo numero di iscritti, chi per la politica del centro-destra che prevede tagli alla cultura in nome della “razionalizzazione dei servizi”. Il Gandhi, in piazza XXV aprile, è dotato di quattro Licei: Classico, Scientifico, Linguistico e Socio-Psicopedagogico, in tutto dodici classi che andrebbero in fumo. E pensare che questo civico serale è l’unica possibilità per ottenere il diploma classico o scientifico continuando a lavorare. Il costo per un anno di scuola pubblica serale è di 258 euro, quasi dieci volte di meno dei soldi richiesti in una scuola privata
La situazione è precipitata con il rientro di settembre, tra le proteste continue degli studenti, blocchi del traffico, occupazioni e relativi sgomberi da parte della polizia. Abbiamo intervistato E.R., che frequenta l’ultimo anno di liceo proprio al Gandhi, per sapere qual è il punto di vista degli studenti: trovate tutto dopo il salto.
Continua a leggere: Chiusura del liceo Gandhi: intervista a uno studente

Settimana scorsa è stata iniziatia al quartiere San Siro una maxioperazione di sgombero di occupanti abusivi. Le circa 10 famiglie sgomberate, italiani e stranieri, sono state messe in mezzo alla strada coi loro mobili. Secondo il presidente di Aler, Loris Zaffra, si tratta di:
”Un intervento di grandi dimensioni, come non accadeva ormai da tempo, che restituisce ai cittadini la sicurezza di non essere soli e che le Istituzioni vogliono prima di tutto garantire il rispetto della legalita”’
Non sembra pensarla allo stesso modo il SICET (Sindacato Inquilini Casa e Territorio), che ha organizzato un presidio per oggi fuori dalla sede dell’Aler, in viale Romagna 26 (Piola), alle ore 10.00, per cercare di fermare i nuovi sgomberi annunciati per il fine settimana.
Continua a leggere: Sgomberi degli occupanti abusivi a San Siro: il SICET protesta oggi

Dopo una lunga cassaintegrazione, gli operai della Innse Presse di Via Rubattino a settembre avevano occupato la fabbrica. Un’occupazione in difesa della fabbrica stessa per impedire ad altri operai, mandati dal padrone, di smantellare macchinari e strutture.
La fabbrica non è una di quelle in crisi, aveva ordini e lavoro. La chiusura sembra sia dovuta alla volontà di vendere il terreno su cui si trova la fabbrica. Oggi gli operai che da settembre presidiavano sono stati sgomberati da polizia e ruspe. Sarebbero rimasti feriti due agenti e tre manifestanti.
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Ieri in tarda serata, dopo i cortei contro lo sgombero del Cox18, si è svolta in Via Bligny una lunga assemblea aperta alla cittadinanza. Durante l’incontro i militanti del Centro Sociale insieme agli altri presenti hanno deciso le prossime tappe della mobilitazione contro lo sgombero.
Oggi in serata ci saranno iniziative di volantinaggio lungo i navigli, nel bel mezzo della vita notturna milanese, sabato è invece previsto un corteo, con concentramento alle ore 15 in Piazza XXIV Maggio.
Foto | Flickr
C’è un momento di “Una vita al massimo” in cui Christian Slater - le cui uniche passioni sono il kung fu ed Elvis - entra in un cinema: c’è una seratona, propongono i tre capitoli di “The Streetfighter“. Patricia Arquette può aspettare. Non so perchè ma mi è venuto in mente quello quando ho letto di corsi di karate per rom organizzati dagli anarco insurrezionalisti. Giuro, è tutto su Il Giornale.
E subito dopo, per uno di quegli strani collegamenti mentali mi sono venuti in mente i Rolling Stones, e l’epica cavalcata coverizzata da chiunque, ovvero Street Fighting Man, che volendo vi potete ascoltare dopo il salto. In sintesi
gli ospiti di via Triboniano partecipano alle lezioni di karate, judo e lotta libera. L’annuncio in un manifesto firmato dal «comitato antirazzista milanese» che chiama alla mobilitazione popolare per il 13 e 14 giugno, con tanto di presidio in via Barzaghi e corteo per le strade del quartiere.
Risposta politica degli autonomi agli sgomberi che il prefetto garantisce in arrivo tra qualche giorno ma pure replica alle richieste di legalità delle Istituzioni. L’obiettivo di trasformare i cinquecento del campo di via Triboniano in un esercito di rivoltosi

E’ stata sgomberata stamani all’alba dalla polizia un’area occupata da circa 200 immigrati, lo ha dichiarato la questura, sottolineando che lo sgombero è stato definitivo. La struttura sgomberata, nel corso del tempo ha ospitato circa duecento persone, ma questa mattina al momento dello sgombero gli occupanti erano solo in cinque.

Continua la lotta senza quartiere del Vicesindaco De Corato rispetto alle occupazioni abusive dei nomadi nelle aree periferiche e non di Milano. Oggi la polizia locale ha eseguito due sgomberi. Il primo sotto il cavalcavia Bacula, dove vivevano una settantina di nomadi, il secondo vicino al parco della Pecetta. In questo caso i nomadi se ne sono andati spontaneamente.
Per impedire nuove occupazioni sono stati sistemati blocchi di calcestruzzo. Mi chiedo, se dopo tutti questi sgomberi vengono trovate altre sistemazioni per gli sgomberati, visto che da qualche parte devono pur andare. Perchè mandarli via da una parte senza sapere poi dove piazzarli ha tutta l’aria del serpente che si mangia la coda.