
Una nuova bomba ad orologeria sta scoppiando nelle mani della nuova amministrazione: la questione movida selvaggia. Tre i punti nevralgici: Colonne e via Vetere, Corse Sempione e Navigli. Dopo il clamoroso rave illegale dello scorso sabato alle Colonne è partita subito la sperimentazione delle nuove regole di Porta Ticinese, Arco della Pace e Colonne di S. Lorenzo.
Fino al 30 settembre si stabilisce la chiusura dei locali anticipata dalle 2 all’ 1.30 per le Colonne di San Lorenzo e l’anticipo alle 2 dei lavori di pulizia da parte dell’Amsa tra Colonne di San Lorenzo, via Vetere e Sant’Eustorgio. I titolari dei locali dell’Arco della Pace, invece, dovranno provvedere alla pulizia dell’area esterna entro le 2.30; si introduce, come già alle Colonne, il divieto di utilizzare bicchieri, bottiglie di vetro e contenitori di latta all’esterno dei locali (fatta eccezioni per i clienti seduti ai tavoli) dalle 21 fino alla chiusura.
Ci saranno maggiori controlli, soprattutto alle Colonne di San Lorenzo, da parte dei vigili e maggiore contrasto agli abusivi (venditori di bibite, suonatori di tamburi, ecc.). L’Amministrazione è consapevole di non essere di fronte alla soluzione definitiva, “ma va nella giusta direzione anche per quanto riguarda la salvaguardia del patrimonio artistico delle Colonne di San Lorenzo”. In molti però storcono il naso di fronte ai provvedimenti.
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Non produrrà che vapore acqueo il bus del futuro presentato ieri in piazza Duomo. Sono 3 mezzi a idrogeno che Atm immetterà nella circolazione stradale a giorni. Nel 2011 saranno 5. Insieme ai bus ibridi, cioè quelli ad alimentazione diesel/elettrica, i nuovi mezzi del futuro costituiscono l’investimento e la sfida alla mobilità sostenibile. Per la sperimentazione delle nuove tecnologie, infatti, sono stati investiti circa 15 milioni di euro: 5 milioni in autofinanziamento da Atm, 5 milioni da finanziamenti della Regione Lombardia, 5 da contributi europei e dal Comune di Milano.
Oggi nessuno al mondo è più avanti e ben poche aziende di trasporto pubblico stanno investendo per testare questi veicoli a zero emissioni. Certo, ci vorrà ancora tempo per realizzare l’immissione in servizio di grandi quantità di questi bus, ma l’idrogeno è evidentemente l’obiettivo di motorizzazione collettiva del futuro. Nei quattro anni tra il 2008 e il 2011, investiremo per la flotta 639 milioni, senza dimenticare che Milano è già la prima in Italia e in Europa per mezzi alimentati ad energia elettrica, quindi pulita.
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La sperimentazione dei navigli navigabili è terminata. Il risultato? Un successo con 5 mila passeggeri trasportati dal 5 dicembre scorso, circa un centinaio al giorno, nonostante i 50 minuti che separano i due capolinea Trezzano - Darsena (un’eternità per qualcuno) e nonostante i canottieri che protestavano. Il bilancio fornito dalla Provincia da il via libera ad un servizio permanente da Maggio e con alcune modifiche: battelli con rastrelliere per biciclette e con motori elettrici silenziosi. Inoltre la tratta si accorcia: capolinea non più a Trezzano, ma a Corsico (con tempi di percorrenza di circa 30 minuti). Il servizio rimarrà probabilmente gratuito a patto che gli sponsor attuali continuino a sostenere l’iniziativa, tra cui l’Ikea.

Parchimetri in tutta Milano promette il sindaco Moratti. Credete nei corsi e nei ricorsi storici? Era il dicembre 2007 e l’assessore Croci sembrava deciso a mettere i parchimetri in città da un momento all’altro: i cattivi rendimenti dei gratta e sosta – e pesco dai commenti dei milanesi a un nostro vecchio post, la loro scomodità e difficile reperibilità – imponevano un deciso cambio di rotta.
Croci si era fatto convincere dai dati raccolti dai trenta parchimetri sperimentali sistemati vicino all’Università degli Studi in via Larga e piazza Santo Stefano e in piazza San Marco a Brera. La sperimentazione comunque è durata ancora un po’, circa due anni, e il sindaco Moratti sul Corriere di ieri annuncia infine che ne piazzeranno 1.600 per tutta Milano nel 2010. Addio gratta e sosta?
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Una buona notizia: i navigli saranno utilizzati come linee di trasporto pubblico, almeno per un mese, in via sperimentale. Da sabato e fino al 17 gennaio sarà attivato il nuovo sistema di trasporto pubblico che collegherà la Darsena con Trezzano. “E’ un progetto in fase sperimentale che non e’ nato solo in chiave paesaggistica e turistica, ma come proposta di trasporto sostenibile e come offerta alternativa per i pendolari”, così Giovanni De Nicola, assessore alle Infrastrutture e alla Mobilita’ della Provincia di Milano.
Ne parlammo l’anno scorso in occasione della presentazione del progetto “Metro sull’acqua“, ipotesi che piacque subito ai nostri lettori. Il progetto iniziale prevedeva due linee di trasporto pubblico lungo il Naviglio Grande e il Naviglio Pavese che collegherebbero le periferie con la Darsena. Il sogno proibito, per alcuni, sarebbe riaprire alla navigazione tutta la via dei marmi. Ma questa è ben altra storia.
Per il nuovo servizio le fermate previste nella tratta tra l´approdo di Milano, posto in Alzaia Naviglio grande n°4, e quello di Trezzano, sono 3: all´altezza di Alzaia Naviglio Grande n°66, a Corsico, altezza della Stazione F.S. e in corrispondenza del centro IKEA. Nel dettaglio, l’orario prevede da Lunedì a Venerdì 12 corse giornaliere, di cui 6 dirette a Milano e 6 con partenza dalla città; Sabato e Domenica, 6 corse di cui 3 per e 3 da Milano. Non sappiamo ancora con quali costi (se il servizio sia usufruibile o meno un normale biglietto Atm). Gli orari li potete consultare a questo indirizzo.
Entro il mese di dicembre verranno messi all’asta 67 stabili distribuiti nell’area di Milano: cascina Torchiera, circolo Giordano Bruno, Arci Bellezza, Cox18, F.A.I. - Circolo anarchico Ponte della Ghisolfa, e molte altre realtà dell’associazionismo cresciute fuori da logiche di mercato. Realtà diverse, per intenti e modalità, ma accomunate tutte da un unico destino: lo sfratto. Sul sito del Torchiera, storico centro sociale in zona cimitero Maggiore, si esprime disappunto e preoccupazione (oggi un presidio a Palazzo Marino dalle 17).
La svendita degli immobili pubblici rappresenta un rapido modo per “far cassa” a sostegno delle politiche speculative e la rinuncia al confronto con il patrimonio culturale delle esperienze sociali e di autogestione che vivono negli immobili messi in vendita. Chiediamo che i progetti che riguardano la collettività vengano condivisi e non calati dall’alto. Nella Cascina Autogesttita Torchiera continueremo a sperimentare pratiche di sostenibilità sociale, economica ed ambientale basate sull’autogestione. Non siamo uno spazio in disuso siamo una realtà viva di sperimentazione e di espressione, siamo una fabbrica di sogni che da 17 anni agisce all’interno della cascina
Sul sito del Comune di Milano la vendita del patrimonio immobiliare si chiama “Piano di Valorizzazione“, che, garantiscono, non andrà a toccare gli immobili di edilizia economica popolare. Il portafoglio degli immobili, si legge, è costituito da 76 lotti ed è composto per circa il 30% da immobili residenziali occupati; per circa il 20% da immobili residenziali liberi; per circa il 35% da immobili ad uso diverso (commerciali, magazzini, uffici) e per la quota restante da box e autorimesse.