
Il grande pannello che sovrasta l’area che una volta era la Darsena di Milano sembra una presa per i fondelli. Una fotografia in bianco e nero mostra il “porto commerciale cittadino” come era negli anni 60 e 70. Sotto al cartellone invece quello che rimane del cantiere del contestatissimo parcheggio sotterraneo, bloccato dal marzo di quest’anno.
Sebbene di tanto in tanto si parli di progetti di riqualificazione, la situazione resta ai limiti della decenza. Basta una passeggiata sui Navigli per constatare che l’area prosciugata per il cantiere si è trasformata in una sorta di palude con tanto di canneto. L’area al di sotto del parapetto di Viale Gorizia è peggio di una discarica e la parte di Darsena dove ancora c’è acqua non è certo in ottime condizioni (anche se alla chiusa qualcuno pesca, chissà cosa…).
A Giugno il progetto Darsena Pulita a cercato di fare qualcosa, ma non si può fare conto sui cittadini volenterosi. Le vie d’acqua dovevano essere uno dei punti forti del progetto Expo 2015, gran parte del quale è già stato ridimensionato miseramente, speriamo non si avvereranno le previsioni del consigliere comunale verde Maurizio Baruffi, il quale in un’intervista ha sostenuto che, a causa di vari problemi legati agli appalti, la Darsena non sarà pronta per l’Expo.
Darsena - Degrado, sporcizia e progetti disattesi




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La manifestazione del 1° maggio, la May Day Parade, oltre ad avere un connotato politico evidente è anche una festa per strada colorata e rumorosa. Ben vengano manifestazioni del genere se mostrano il loro volto pulito come testimoniato nelle belle foto di Gabriele, scattate lo scorso sabato. Sporcizie e rifiuti a parte (si parla di 8 tonnellate, mica bazzecole), il risultato di un pomeriggio di festa lascia molto perplessi anche chi guarda con favore questo tipo di manifestazioni. Il bollettino, più che a una festa, sembra ricordare alcune scene di guerriglia urbana.
Le notize parlano di una ragazza che sarebbe stata (quasi) violentata da un extracomunitario nel Parco Sempione. Tanto ubriaca da non aver nemmeno avuto la percezione del tentativo di violenza, quindi pericolo sfiorato ma polemiche da “uomo della strada” ovvie e scontate sulla presenza di alcool e di droga nel corteo. Il corteo ha inoltre lasciato una traccia del suo passaggio, una vera e propria firma, fatta con le bombolette di vernice spray. Muri e vetrine di Via Carrobbio, Via Mazzini, Via De Amicis sono state prese d’assalto per scritte e imbrattamenti vari. Un volontario dell’associazione Muri Puliti che cercava di evitare proprio questo tipo di scempio è stato malmenato da un writer che aveva provato ad allontanare, risultato 10 giorni di prognosi per le botte ricevute.
Il vicesindaco De Corato ha già dichiarato che saranno prese in esame le documentazioni delle telecamere di sicurezza sistemate lungo il tragitto della manifestazione. Lo scorso anno sono stati 10 i manifestanti arrestati sulla base di queste registrazioni. Quello che appare ovvio, ma non a tutti, è che manifestare in questo modo è assurdo e, peggio ancora, controproducente nei confronti dell’ideale che spinge la gente a scendere in piazza. Voi che ne pensate?