L’idea della giunta Pisapia di privatizzare Milanosport, la società controllata al 100% dal Comune che gestisce 27 impianti sportivi in città, sembra diventare di giorno in giorno sempre più concreta. All’inizio furono indiscrezioni uscite sui giornali, dove voci vicine alla giunta definivano la società un “carrozzone” e ne auspicavano lo smantellamento. Poi il braccio di ferro - sempre più duro - tra l’assessore allo sport Chiara Bisconti e i vertici dell’azienda. Nel momento delle iscrizioni per bambini e ragazzi (primo settembre), le code e il caos agli sportelli furono all’origine di un botta e risposta piccato tra Palazzo Marino e Milanosport.
Ieri l’annuncio delle dimissioni da parte del presidente Mirko Paletti. Dimissioni accettate e anche di buon grado. Il nodo formale dello scontro si è giocato tutto sul ruolo della controllata. Da una parte la giunta Pisapia, che ritiene Milanosport un baraccone con perdite intorno agli 8 milioni di euro all’anno e considerata una spesa non sostenibili, di questi tempi di tagli, aumenti dei biglietti e buchi di bilancio. Dall’altra Paletti che rivendica come i conti in rosso della società non siano il segnale di una perdita ma di una spesa sociale, impiegata per promuovere lo sport, prima missione della società (da statuto).
La parola fine sul mandato di Paletti apre quindi una nuova fase per la società. Su due strade sembra indeciso il Comune: lo smantellamento di Milanosport e il passaggio in gestione degli impianti ai privati o la privatizzazione. Non si può non osservare che, in entrambi i casi ci sarebbe comunque un primo effetto: l’aumento delle tariffe che smetterebbero di essere sociali (4 euro per le piscine è tra i prezzi più bassi d’Italia) e diventerebbero di mercato.
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A Colonia, lo scorso sabato, si sono conclusi i Gay Games. In Italia la copertura della manifestazione è stata piuttosto deludente tanto che, a due giorni dalla cerimonia finale, chi ha deciso di scriverne ha posto la propria attenzione sulle prestazione eccellente della nazionale di calcio argentina.
Dei Gay Games ci siamo occupati la scorsa settimana su queerblog.it. Per il sito GLBTQ abbiamo intervistato il giornalista televisivo Paolo Colombo che attraverso Repubblica, ieri, ha proposto di organizzare anche a Milano una manifestazione sportiva analoga in occasione di Expo 2015.
La proposta, sulla quale le autorità non si sono ancora espresse, potrebbe aiutare la città a combattere la crescente omofobia di cui abbiamo avuto modo già di occuparsi nelle scorse settimane qui. Sull’argomento ci piacerebbe avere anche la vostra opinione. Per questo motivo vi invitiamo a partecipare al sondaggio che trovate di seguito.
Sabato pomeriggio, prima che arrivasse il diluvio universale mi aggiravo per la zona Naviglio/Argelati quando ho assistito a una scena che ha dell’incredibile, almeno per l’Italia, paese calciocentrico per definizione: un gruppo di immigrati indiani o pakistani che giocavano a cricket nel Parco Powell (intitolato così alla memoria del fondatore degli scout, anche se per un attimo ho pensato sgomento che si trattasse di Colin, l’ex segretario di Stato Americano).
Comunque i ragazzi che ho fotografato giocavano a questa versione più elegante e british del baseball dandoci dentro un sacco. Io non conosco le regole di questo sport ergo era abbastanza difficile capirne qualcosa, quindi mi sono limitato a fargli qualche scatto tenendomi in disparte ammirando la precisione con cui colpivano la palla con questa specie di gignatesco battipanni. Mentre li guardavo, mi è venuto da pensare a cosa avrebbero commentato alcuni politici ben noti del nostro panorama politico: robe tipo “ecco un classico esempio delle corruzione delle nostre radici sportive”.
A me invece è sembrato il classico piccolo caso in cui l’immigrazione si rivela per quello che è: una fonte inesauribile di ricchezze e diversità che, quando si esprimono così, in un pomeriggio assolato con il linguaggio di uno sporto così esotico ed educato (volete mettere il casino che fanno dieci italiani e un pallone al parco con la riservatezza di uno sport il cui apice di rumorosità è il toc della pallina contro la mazza) hanno davvero molto da insegnarci.

Non sono un gran simpatizzante del Milan, ma l’idea di vedere Marco Van Basten sulla panchina della squadra rossonera devo ammettere che aveva stuzzicato la mia (poco fervida) fantasia da tifoso non proprio esagitato. Pensate cosa deve aver pensato il più fanatico dei tifosi dei Diavoli, ma questo matrimonio non non s’ha da fare, anche se non siamo su quel ramo del lago di Como.
La motivazione è sempre la stessa, quella caviglia malandata che ha costretto Van Basten a lasciare il calcio a soli 28 anni, con grande amarezza del pubblico rossonero. La motivazione ufficiale è proprio questa, non è possibile prendere un impegno così gravoso con un problema irrisolto del genere (se volete approfondire vi segnalo il post di Calcioblog).
Un segnale che ribadisce l’estrema serietà di un calciatore che nei suoi tempi d’oro non aveva certo fatto parlare di sé per i suoi flirt con veline, per le sue bravate notturne o per le foto intime con i compagni di squadra (gossip sportivo di cui si nutre la stampa e la televisione, di cui non faccio fatica a dire che si farebbe volentieri a meno).
Continua a leggere: Marco Van Basten delude i rossoneri, niente Milan per colpa di una caviglia?

Il vero vantaggio di vivere in una grande città come Milano è che concentra un tale numero di abitanti da permettere a chiunque di trovare un numero sufficiente di persone con cui condividere i propri interessi e le proprie passioni, per quanto particolari e “di nicchia” possano essere.
Prendiamo ad esempio il caso del rugby subacqueo, di cui ho scoperto l’esistenza più o meno per caso: non si tratta , come credevo inizialmente, di rugby praticato sul fondo di una vasca da atleti trattenuti sott’acqua da pesi e bombole, ma di un qualcosa di molto meno surreale.
I rugbysti subacquei giocano infatti in apnea, con periodiche puntate in superficie per rifornirsi di ossigeno, una palla pesante 3kg piena d’acqua, le pinne e porte sul fondo della piscina, che il portiere protegge sdraiandosi sopra. Date un’occhiata al video realizzato da Sky sul sito di Rugby Sub Milano se non riuscite ad immaginarvi la scena.
Continua a leggere: Sport bizzarri: il rugby subacqueo a Milano

Questo sabato le mamme di Milano si mobiliteranno davanti a Palazzo Marino (ore 10.30) per chiedere atti concreti contro lo smog. La proposta è di chiudere la città al traffico due giorni su sette, così che almeno il sabato e la domenica i bambini possano respirare meno benzene. Qui il gruppo su Facebook per maggiori informazioni.
Che l’aria sia malsana lo compravano i 73 accessi nei pronto soccorso che hanno come causa disturbi potenzialmente correlabili all’inquinamento; in due anni i casi sono stati 53.514. Spiegano i medici che per il 50% questi problemi riguardano gli under 18; e tra gli under 18 ci sono vagonate di bambini, i soggetti più esposti. Ma c’è anche lo spettro della leucemia come racconta Giuseppe Masera, che da più di trent’anni si occupa di leucemie infantili alla clinica pediatrica del San Gerardo di Monza, in un articolo al Corriere:
Solo nell’ultimo mese abbiamo registrato qui a Monza sei casi di bambini colpiti da leucemia. Bambini che vivono nel semi-centro di Milano, tutt’altro che quartieri degradati. Il rapporto tra smog (benzene, nello specifico), tassi di mortalità e casi di leucemia è meritevole di approfondimento, racconta una recente ricerca della Fondazione Veronesi
Continua a leggere: Milano contro lo smog: si mobilitano le mamme

Non produrrà che vapore acqueo il bus del futuro presentato ieri in piazza Duomo. Sono 3 mezzi a idrogeno che Atm immetterà nella circolazione stradale a giorni. Nel 2011 saranno 5. Insieme ai bus ibridi, cioè quelli ad alimentazione diesel/elettrica, i nuovi mezzi del futuro costituiscono l’investimento e la sfida alla mobilità sostenibile. Per la sperimentazione delle nuove tecnologie, infatti, sono stati investiti circa 15 milioni di euro: 5 milioni in autofinanziamento da Atm, 5 milioni da finanziamenti della Regione Lombardia, 5 da contributi europei e dal Comune di Milano.
Oggi nessuno al mondo è più avanti e ben poche aziende di trasporto pubblico stanno investendo per testare questi veicoli a zero emissioni. Certo, ci vorrà ancora tempo per realizzare l’immissione in servizio di grandi quantità di questi bus, ma l’idrogeno è evidentemente l’obiettivo di motorizzazione collettiva del futuro. Nei quattro anni tra il 2008 e il 2011, investiremo per la flotta 639 milioni, senza dimenticare che Milano è già la prima in Italia e in Europa per mezzi alimentati ad energia elettrica, quindi pulita.
Foto da Repubblica.it

La voce negli ambienti sportivi gira da un po’. Le due milanesi starebbero alacremente lavorando alla realizzazione di un Meazza 2, uno stadio ipermoderno, con servizi, cinema e negozi. 60.000 posti di capienza da realizzare entro il 20015, data per la quale Milano si candiderà a ospitare la Champions a cui si aggingeranno anche gli Europei.
Alan Rizzi, interpellato sull’ipotesi di un secondo stadio milanese è laconico: “Lo escludo”. L’obiettivo sarebbe invece di rimodernare il Meazza, sul modello degli stadi spagnoli, aperti 24 ore su 24. Tanto poi per buttare carne al fuoco il Timers ha segnalato il Meazza secondo stadio più bello al mondo. Voi cosa ne pensate? Vi piacerebbe assistere alle partite in uno stadio nuovo di zecca?
Foto by Batax, Flickr

Si concluderà domenica pomeriggio con la partita che eleggerà la squadra campione del mondo di calcio fra gli homeless. Lo sport, una volta in più, cerca di offrire una seconda possibilità a tante persone che per svariati motivi si sono trovati costretti a vivere per strada.
Abbiamo fatto un giro durante le partite di qualificazione all’Arena, nel Parco Sempione, dove è stato allestito lo stadio da street soccer dove si sfidano le nazionali provenienti da tutti i continenti. Non ci sono certo i classici sportivi dai fisici prestanti e super allenati, anzi qualcuno appare un po’ spaesato e fuori luogo, ma nei volti delle squadre che sugli spalti aspettano il loro turno per scendere in campo c’è una speranza e l’orgoglio di essere, almeno per una volta, al centro dell’attenzione. Per la cronaca la squadra italiana ha già vinto questo “campionato” nel 2004 in Svezia e nel 2005 in Scozia.
La Homeless world cup - ha dichiarato l’assessore allo Sport del Comune di Milano Alan Rizzi - attraverso lo sport da’ a persone che si trovano in difficoltà l’opportunità di compiere un percorso di recupero e di cambiare vita. E’ questo il messaggio che anche da Milano vogliamo sostenere e lanciare.
Foto | Carlo Prevosti
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I cugini di Outdooorblog ne hanno scovata un’altra: il Teleski all’Idroscalo. Si trova sul lato sud dell’Idroscalo, per l’esattezza alla porta numero 7 dell’ingresso Sud. Si tratta dell’unico impianto teleski di tutta Italia. La struttura sorregge, a 10 metri dalla superficie dell’acqua un cavo d’acciaio, con il quale è possibile praticare lo sci nautico, il wakeboard, il wakeskate e il kitesurf (a seconda della tavola usata) lungo un circuito di ben 800 metri.
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