
Rugby: buona Italia ma a San Siro vincono gli All Blacks, 6 a 20. Cinque calci piazzati e una meta per la Nuova Zelanda contro le due realizzazioni di Gower per l’Italia che per i primi quattro minuti fanno quasi sognare San Siro. Lo stadio praticamente esaurito (qualche vuoto nel primo anello arancio c’era), pubblico di tutti i tipi – tra facce di chi al Meazza praticamente ci vive a chi, si vedeva, non era mai stato a San Siro – anche rispettoso delle regole non scritte del rugby: l’avversario non si fischia e si rispettano le decisioni dell’arbitro.
Beh, ecco, non sempre. Magari il signor Dickinson ha sentito gli 80.000 fischi del Meazza per non aver assegnato una meta tecnica all’Italia doverosa quando negli ultimi dieci minuti ci siamo piazzati a cinque metri dalla linea di realizzazione e gli All Blacks continuavano a interrompere il gioco.
Tanto pubblico dunque, molti lombardi ma accenti di tutte le regioni, dalla Toscana al Lazio passando per il Veneto, e molti stranieri; all’ingresso c’era chi ironizzava in inglese sulle “Italian lines”, il nostro modo “ordinato” di fare le file. Per il resto più di ottanta minuti di buon rugby con l’unico rammarico di non aver fatto almeno una meta. Lo spettacolo c’è stato tutto!

La voce negli ambienti sportivi gira da un po’. Le due milanesi starebbero alacremente lavorando alla realizzazione di un Meazza 2, uno stadio ipermoderno, con servizi, cinema e negozi. 60.000 posti di capienza da realizzare entro il 20015, data per la quale Milano si candiderà a ospitare la Champions a cui si aggingeranno anche gli Europei.
Alan Rizzi, interpellato sull’ipotesi di un secondo stadio milanese è laconico: “Lo escludo”. L’obiettivo sarebbe invece di rimodernare il Meazza, sul modello degli stadi spagnoli, aperti 24 ore su 24. Tanto poi per buttare carne al fuoco il Timers ha segnalato il Meazza secondo stadio più bello al mondo. Voi cosa ne pensate? Vi piacerebbe assistere alle partite in uno stadio nuovo di zecca?
Foto by Batax, Flickr
Si dice spesso che il servizio fornito da Atm è insufficiente, ma raramente si esce dai discorsi vaghi per illustrare nei dettagli quelli che sono i problemi del nostro trasporto pubblico. Facendo un giro sul sito di Legambiente, mi sono imbattuto per caso in una presentazione che chiarisce molte cose a questo proposito: la trovate qui.
L’autore, Fabio Casiroli, è membro di Systematica, agenzia di pianificazione e consulenza sui temi della mobilità, e professore al Politecnico: uno che se ne intende, dunque. Con una breve serie di slide, Casiroli punta il dinto contro quello che è IL problema dei nostri mezzi pubblici: sono buoni solo per andare al lavoro.
Se infatti identifichiamo l’area da cui, all’ora di punta di un giorno feriale, è possibile raggiungere Piazza Cordusio con i mezzi in 45 minuti, scopriamo che è molto vasta, e che vi abitano circa 4,1 milioni di persone. La potete vedere nell’immagine qua sopra.
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La partita Inter-Juventus, in programma per il prossimo 22 marzo allo Stadio Meazza,” presenta particolari profili di rischio”. Lo ha deciso l’Osservatorio Nazionale sulle manifestazioni sportive che in passato aveva vietato ai tifosi Granata la trasferta a Genova. Il Prefetto e il Questore ha accolto l’invito dell’Osservatorio e conseguenza di ciò sarà l’eliminazione del settore ospiti e l’annullamento dei relativi tagliandi eventualmente già venduti.
I posti così lasciati liberi potrebbero essere utilizzati per favorire famiglie, ragazzi delle scuole e associazioni di anziani. Ultima raccomandazione per i tifosi provenienti da fuori Milano: la vendita dei biglietti sarà solamente per i residenti nella provincia di Milano con divieto di diffusione e vendita on line di biglietti al di fuori della stessa.
Il divieto di vendita degli alcolici non ha rovinato la festa del Milan e dei suoi tifosi.
Serata memorabile per il popolo milanista, festa allo stadio e per le vie di milano dopo una partita perfetta della squadra rossonera allo stadio meazza.

Prima di darmi dell’interista, o della milanista, aspettate un attimo, perchè non sto ne dall’una ne dall’altra parte. Ho solo visto un gruppetto di stranieri in “contemplazione” davanti a questa sciarpa. A quanto pare non si capacitavano di vedere il nome “Ronaldo” sui colori nerazzurri anzichè rossoneri, senza evidentemente capire cosa c’era scritto… Chissà se anche all’estero si usa sbeffeggiare gli ex beniamini in questo modo. Comunque, suona sempre strano sentire parlare di “Inter Milan” e di “Ac Milan” quando si tratta delle milanesi. Domenica pomeriggio ci sarà la classica sfida. Arrivando da una città in cui c’è solo una squadra, mi hanno sempre affascinato i derby. E’ così anche per voi? Vedrete la partita con gli amici allo stadio, al bar o a casa? Avete qualche rito scaramantico che ci volete raccontare? Oppure siete tra quelli che non sopportano il calcio?

Domenica 11 Febbraio lo stadio Meazza ospiterà la prima sfida a seguito dei fatti di Catania, incontro fra i padroni di casa rossoneri e gli amaranto di livorno, una sfida a porte chiuse che ha il sapore dell’ennesima sconfitta, dopo tutto il lavoro fatto per rendere gli stadi sicuri, in questi ultimi anni.
Intanto i lavori nello stadio stanno continuando senza sosta per l’adeguamento alle norme di sicurezza della struttura e si insinua sempre più insistente l’idea di privatizzare la scala del calcio per risolvere, almeno in parte, i problemi di ordine pubblico.
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Lo stadio di San Siro ha compiuto 80 anni. L’impianto cittadino, inaugurato il 19 settembre 1926 con un derby che ha visto l’Inter vincere 6 a 3, e ormai definito la Scala del calcio, fu voluto dall’allora presidente del Milan Piero Pirelli, e fu progettato dagli architetti Alberto Cugini e Ulisse Stacchini, per un progetto che costò 5 milioni di lire.
Molti i miglioramenti e i lavori fatti negli anni, dal secondo anello del 1955 alla dedica a Giuseppe Meazza del 1980, al terzo anello di Italia 90, per uno stadio che può contenere oggi fino a novantamila spettatori ed è conosciuto e rinomato in tutto il mondo del calcio.