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Tutti gli articoli con tag stefano boeri

Ma allora come andrà a finire tra Boeri e Pisapia?

pubblicato da Gabriele Ferraresi

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Che faccenda strana quella del “litigio” tra Giuliano Pisapia e Stefano Boeri. Senti un po’ in giro, fai quattro chiacchiere, e cosa vien fuori? Qualcuno ti racconta che è proprio per una questione caratteriale che la giunta - e Giuliano Pisapia - hanno voluto “mettere alla porta” Stefano Boeri. Troppo libero, troppo autonomo, troppo solista nel coro di Palazzo Marino. È il solito problema di quelli bravi: li devi far correre più piano, sennò agli altri viene il mal di pancia. E due sindaci, erano troppi.

Altri ti raccontano che il vero problema, è che Boeri non ha acquisito le abilità del politico, non sa parlare come un politico, non sa gestire la comunicazione e i processi decisionali come un politico. Non può averle quelle competenze perché è un architetto, un visionario, che ha fatto altro dalla politica per tutta la vita. E ha parlato troppo, si è esposto troppo, senza concordare anche le virgole con la giunta. È da leggere questa intervista a Carmela Rozza, capogruppo PD in Comune.

Sarà, ma io continuo a non poter credere che siano solo questi i motivi della rottura - ieri le deleghe riconsegnate a Pisapia di Boeri, il silenzio fino al tardo pomeriggio e poi il comunicato non esattamente conciliante di Pisapia - e delle frizioni tra i due. Non può essere. E infatti c’è anche molto di pratico, nella faccenda. Soprattutto a livello dell’Expo 2015, dove la presa di posizione di Boeri era molto più rigida rispetto a quella, se vogliamo, più realista della giunta e di Pisapia…

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Pisapia e Boeri, oggi finisce davvero tutto

pubblicato da Gabriele Ferraresi

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La foto sopra l’avevo scattata a Milano Libera Tutti, il concerto in Stazione Centrale che fu uno degli eventi chiave nella campaign trail meneghina per le comunali 2011. Giuliano Pisapia, al tempo solo candidato sindaco, e al suo fianco Stefano Boeri. L’avvocato garantista e l’architetto illuminato: erano perfetti, infatti vinsero le elezioni. Oggi, sei mesi dopo, potrebbe consumarsi la fine di quel momento magico.

Già perché tra Pisapia e Boeri i contrasti sarebbero ormai insanabili. La bacheca nella pagina Facebook di Stefano Boeri è tappezzata di richieste di “far pace” - lo stesso in quei lidi accade da Pisapia - come un sindaco e un assessore fossero due ragazzini che hanno litigato. Ma penso sia facile intuire che la situazione è un po’ più complicata di così. Ed è un peccato, perché i margini di recupero sono strettissimi ed è probabile che Boeri, con le sue 13mila preferenze, esca dal “governo” di Palazzo Marino già oggi. Magari con il PD che trova una via d’uscita con un incarico a Roma.

Ma perché questa rottura? Sono tante le voci che girano e come per tutte le voci c’è da dargli il giusto peso. C’è di certo la “mancanza di fiducia”, i litigi per l’ex Ansaldo, la comunicazione disinvolta di Boeri, ma non è certo per quello, o non solo per quello. In mattinata - Boeri dalle 9 è a Palazzo Marino - si saprà quale sarà l’esito finale: faremo un update al post appena sapremo qualcosa di certo.

Update: 10.33

Confermato. Stefano Boeri ha rimesso le sue deleghe e si è dimesso.

Update: 16.51

Giuliano Pisapia scrive su Facebook:

Nei colloqui avuti con i componenti della Giunta è stato ribadito che il bene più prezioso è la collegialità del lavoro della squadra di governo di Milano, collegialità che è stata infranta più volte da parte di un solo assessore.

Questo è il passo chiave. È finita (per ora).

Stefano Boeri: dieci idee per rilanciare la cultura a Milano

pubblicato da Andrea Coccia

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Una sera di un qualche anni fa con un paio di amici “esuli” ci trovammo a discutere delle nostre rispettive città di origine: un amico trasferito a Berlino dispiegava l’impressionante esercito di iniziative culturali della capitale tedesca, un’altra, trasferitasi a Londra, rivendicava l’anima cosmopolita e underground della città inglese.

Io, che da via Padova non me n’ero mai andato, li guardavo forzandomi di pensare a cosa citare tra il Milano Film Festival e il Fuori Salone. Alla fine optai per quest’ultimo, anche se era chiaro che al confronto con le loro cinquecento mostre e milletrecento serate diverse, tra concerti e quant’altro, il Fuori Salone non poteva supportare sulle sue spalle il peso di una città che all’epoca era culturalmente in dialisi.

Per provare a cambiare rotta, ieri Stefano Boeri ieri ha presentato al Castello Sforzesco dieci idee per rilanciare la cultura della nostra città. Tra proposte fumose e altre credibili, questo decalogo di iniziative che il Comune sosterrà va dal rilancio dei musei meneghini fino al rivalutazione del ruolo delle biblioteche comunali, dalla costituzione di organismi territoriali, dette isole della cultura, che uniscano molteplici realtà sul territorio, fino al potenziamento di iniziative ispirate al fuori-salone e all’allargamento della vita culturale alle periferie.

Voi che ne pensate? Io mi sento di dover essere il più onesto possibile e, personalmente mi sembra contemporaneamente un passo avanti, per la volontà di vedere la città in una prospettiva più europea e moderna, ma anche un passo laterale, o meglio, un tentativo di mettere un po’ di carne al fuoco e prendere un po’ di tempo. Voi che proposte fareste per far rinascere culturalmente la nostra città?

Paul Cezanne e la Provenza in mostra a Palazzo Reale

pubblicato da carloprevosti

Cezanne a Palazzo Reale

Apre oggi al pubblico di Palazzo Reale una mostra monografica da non perdere per tutti gli amanti dell’arte. Protagonista dell’evento è Paul Cezanne, il celebre pittore francese che anticipò i temi del Cubismo e il Surrealismo. Cinquanta opere provenienti prevalentemente dal Musee d’Orsay che rappresentano un viaggio nel periodo provenzale del grande artista.

Uno sforzo non da poco per Assessorato alla Cultura Comune di Milano, alle prese con i noti problemi di budget. Un percorso, come sostengono i curatori della mostra, che vuole accompagnare il visitatore nel mondo di Cezanne attraverso le atmosfere della campagna provenzale, dove il pittore è stato influenzato dalla natura, dalle persone e dagli incontri con gli artisti degli atelier locali.

Accompagnati dall’assessore Boeri, orgoglioso di presentare questa mostra come la punta di diamante delle attività espositive a Milano nel 2011, abbiamo fatto un primo giro fotografico, scoprendo i capolavori di Cezanne, ma anche l’allestimento suggestivo realizzato per l’occasione. La mostra rimarrà aperta fino fine febbraio 2012, sul sito ufficiale tutte le notizie e i prezzi dei biglietti.

Cezanne a Palazzo Reale
Cezanne a Palazzo RealeCezanne a Palazzo RealeCezanne a Palazzo Reale

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La Notte della Taranta a Milano?

pubblicato da Gabriele Ferraresi

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Se penso a un luogo dove non voglio mai, mai, mai passare neanche un istante della mia vita, quel posto è una serata di pizziche e tarante. Finora ce l’ho fatta, ventotto anni senza incrociarne neanche una singola nota, un singolo passettino di danza, niente gonnone lunghe a fiori, niente ragazze in canotta che saltellano felici, niente ritmi indiavolati e uomini pelosi e sudaticci, niente bottiglioni da cinque litri di perfido vino rosso.

In realtà non ho nulla contro le gonnone lunghe, le ragazze in canotta, o gli uomini pelosi sudati - ma qualcosa contro le bottiglie di vino rosso da cinque litri sì - il motivo è molto più semplice: non mi piace per niente ballare. Volete ballare voi? Ma consumatevi le suole, sfondate il dancefloor, incendiate la pista, io vi risponderò con un cortese: preferirei di no. Questa mia allergia danzerina si vivifica soprattutto se c’è di mezzo musica popolare e balli di gruppo.

Non parliamo dell’epicentro di tutto ciò, la Notte della Taranta di Melpignano: penso che se mi portassero lì, la mia reazione sarebbe simile a questa, comodamente rappresentata da Stanley Kubrick in Shining. Terrore puro. Lo stesso terrore puro che si è dipinto sul mio volto quando ho letto delle ferme intenzioni di Stefano Boeri - raccontate lunedì in un’intervista su Affari Italiani - di portare la Notte della Taranta a Milano

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La giunta Pisapia sui social network: dove sono, cosa fanno, e cosa dicono

pubblicato da Arturo Bandini


Mentre scriviamo, in testa ci sono Pierfrancesco Majorino (assessore ai servizi sociali) e Stefano Boeri (Cultura), ciascuno con 5000 amici tondi tondi. Subito dietro Pierfrancesco Maran (trasporti, arredo e decoro urbano) a quota 4987, anche lui in dirittura di arrivo per raggiungere il limite massimo di amicizie. Dietro, distaccati di un po’, Cristina Tajani (Sviluppo, Lavoro e Università) e Marco Granelli (Sicurezza). Non sono in molti a saperlo, ma la seconda vita della giunta di Giuliano Pisapia è tutta su Facebook.

E non parliamo delle solite fan page create in occasione delle elezioni per poi finire abbandonate nel dimenticatoio dopo la campagna elettorale. Ma di veri e propri profili personali, dove gli assessori dialogano con cittadini agguerriti, lanciano proposte, postano foto.

Sarà una questione generazionale, ma in questo caso sembra che i politici il web lo sappiano usare veramente. Esempi? Boeri che ha espresso dubbi sui progetti Expo aggiornando il suo stato (prima ancora di parlare con i giornalisti) e Maran che al social network ha affidato le sue prime riflessioni sul caso Penati, che per altro lo vede coinvolto nelle polemiche.

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Primarie Milano comunali 2011: l'indagine di Asomo sulla web reputation dei candidati

pubblicato da Gabriele Ferraresi

Primarie Milano: l'indagine di Asomo sulla web reputation dei candidati

Come saprete domani si vota per le primarie - qui sito e info - dove si deciderà lo sfidante dell’opposizione che correrà per la poltrona di Palazzo Marino alle elezioni comunali 2011. Avevamo pubblicato un post, qualche giorno fa, in cui vi raccontavamo dell’ottimo confronto fatto da Radio Popolare tra i quattro “papabili”.

Oggi invece vi proponiamo una ricerca sulla web reputation dei candidati realizzata da Asomo: molto interessante per tastare il polso agli umori della rete, utilizzata massicciamente soprattutto da Boeri e Pisapia in questa campaign trail meneghina. Utilizzata, sì, ma alla fine come ha funzionato?

Vediamo di fare il punto dopo il salto…

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La "Tavola Mondo" in viale Padova si farà domenica 7: 350 metri di cibo e multietnicità

pubblicato da Trab



Alla fine ci sarà. Non più domani, come progettato inizialmente, a causa di un permesso negato (a cui seguì polemica) ma domenica 7 novembre, a partire dalle 12. Una maxi mangiata multietnica, almeno secondo le intenzioni degli organizzatori, il comitato pro Boeri, candidato sindaco alle primarie del Pd.

La la città mondo si riunisce attorno ad una grande tavola apparecchiata in via Padova con il cibo preparato dai ristoratori delle tantissime comunità internazionali di Milano. Una molteplicità di profumi, sapori e culture per un rito collettivo di con-cittadinanza.

La tavola sarà posizionata tra via Giacosa e via Pasteur e saranno preparati più di 1000 primi piatti e 1000 secondi, allestiti 52 tavoli su 350 metri e coinvolti circa 50 volontari. Dalle 15.00 alle 16.00
si esibirà l’Orchestra di via Padova. In seguito, dalle 16.30, ritrovo all’ex chiesetta del Parco Trotter, per proporre idee, progetti per la Milano del futuro con il candidato sindaco.

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Via Padova, il Comune nega il permesso alla Festa Multietnica

pubblicato da carloprevosti

Via Padova
Se mi basassi solo su quello che leggo sui quotidiani o sento raccontare in televisione, sarei facilmente tentato a credere che Via Padova rappresenti un buco nero nel cuore di Milano, un far-west a due a passi dal centro dove si cammina sul filo del rasoio tra personaggi loschi e pericolosi. In effetti chi si trova a passare da queste parti, una volta ogni tanto, ha la percezione di entrare in una zona di guerra, vista la presenza costante di camionette piene di soldati e il continuo pattugliare di polizia e carabinieri.

Non siamo però in una piccola Kabul, forse però c’è l’intenzione di farla sembrare così. A qualcuno può far comodo. Lo dico per esperienza diretta, in questo momento per una serie di circostanze, Via Padova rappresenta uno dei luoghi più attivi e culturalmente dinamici della città, grazie alla presenza di numerose realtà associative che operano in questa zona, rendendo vivo un quartiere che molti vorrebbero morto (ne è una testimonianza la densa riunione delle associazioni di zona che si è tenuta la scorsa settimana all’enoteca La Ligera, a cui ho avuto il piacere di partecipare).

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Elezioni comunali 2011: primarie PD, voi chi scegliereste?

pubblicato da Gabriele Ferraresi

comunali milano 2011Le elezioni comunali 2011 non sono poi così lontane: per l’opposizione ci sono tre nomi definitivi, ovvero Giuliano Pisapia, poi Stefano Boeri, e infine Valerio Onida. Tre nomi della borghesia illuminata milanese: un avvocato, un architetto, un costituzionalista. Personalità importanti: soprattutto Boeri e Onida poi, al di fuori dei partiti.

Domenica mattina ho sentito su Radio Popolare un confronto in cui i tre candidati spiegavano la loro idea di Milano: il più convincente e in palla mi è sembrato Pisapia - che pur estraneo ai grandi apparati di partito è già stato in Parlamento, fu eletto nel 1996 - mentre Onida onestamente l’ho trovato un po’ “fermo”, non mi ha convinto molto.

Boeri non pervenuto: mica per colpa sua, ero in autostrada verso la Liguria e non s’è sentito più niente, o forse l’han trasmesso prima. Ma voi, chi scegliereste tra i tre?

Foto | Flickr

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