
In meno di sette giorni le dichiarazioni di Gianni Alemanno sull’Expo 2015, riguardanti uno spostamento dell’Esposizione Universale da Milano a Roma, non suonano più come l’ennesima boutade politica sterile. Dopo di lui diversi esponenti politici del Governo nazionale dalla capitale hanno iniziato ad interessarsi del cantiere milanese.
Nelle ultime ore sul progetto lombardo ha posto la propria attenzione Pierferdinando Casini che, non riuscendo a collaborare con Silvio Berlusconi, sta provando a capire con Letizia Moratti se il proprio partito è nelle condizioni di appoggiare una sua eventuale rilettura.
Prima di annunciare l’alleanza, al momento non data per certa, il leader dell’Udc ha cominciato a prepararsi il terreno manifestando al proprio ipotetico elettorato lombardo l’interesse che il partito di cui è leader ha nei confronti di Expo 2015.
Il colpo di coda di Edoardo Croci, prima del suo trasferimento ad altri compiti, è pronto: un progetto per pedonalizzare 9 zone, una una mappa dettagliata e precisa: navigli, Sarpi, quadrilatero (Borgospesso e via Spiga, Montenapo in un secondo momento), università e altre zone a “forte domanda pedonale”. Quartieri per lo shopping, università e tutti quei luoghi di carattere monumentale o culturale.
Il campus Bocconi è già un progetto avviato, l’area intorno a via Sraffa sarà isola pedonale. Progetto del tutto analogo in piazza Leonardo da Vinci, davanti al Politecnico. Poi ci sono i quartieri della cultura. A Brera il via all’isola è questione di settimane, ma anche nella zona davanti alla biblioteca Ambrosiana c’è un antico progetto che presto uscirà dai cassetti. Dai Navigli a via Sarpi fino al quadrilatero il dibattito è aperto da anni, ma l’intenzione ora è di cominciare da via Borgospesso con il desiderio di straripare anche in Montenapoleone.
E ancora quartieri dove il traffico sarà fortemente ridotto, con dissuasori, limiti di velocità, sensi unici alternati. Una piccola rivoluzione che renderebbe la città innegabilmente più vivibile. “Più salute, più qualità della vita e anche più affari”. In Consiglio parlano anche di pedonalizzazione flessibile: chiusura al traffico di notte (in Montenapoleone) o durante i giorni festivi (B. Aires).
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Alla faccia del governo amico, Letizia Moratti prevede che con la nuova finanziaria ci saranno tagli alle spese correnti per circa venti milioni di euro. Una stima precisa è ancora in corso, ma secondo il Sindaco non ci dovrebbero comunque essere tagli ai servizi.
Ancora nessuna novità invece per quanto riguarda i derivati sottoscritti dal Comune di Milano, già ai tempi della giunta Albertini. O meglio, una novità c’è, basta saperla leggere: la gara tra banche per la carica di advisor finanziario del Comune è andata completamente deserta.
Motivo? Nessun istituto bancario ha voglia di giocare un ruolo che lo metterebbe contro altre banche, visto che il Comune ha preannunciato iniziative legali contro JP Morgan, Depfa, Deutsche Bank e Ubs. Ottimo il titolo di Affari Italiani: la grande finanza manda in bianco la Moratti.
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Il presidente della Regione Lombardia Formigoni è furibondo e anche se a Roma siede un governo amico per Milano non sono buone notizie. A causa dei tagli alla Sanità decisi da Berlusconi - 1,3 miliardi di euro in due anni - la nostra regione sarà costretta a tagliare alcuni servizi e a reintrodurre il ticket da 10 euro sulle prestazioni.
Prospettive negative soprattutto per i ceti più deboli, visto che i benestanti non si accorgeranno nemmeno di quei 10 euro in più da sborsare. Per questo motivo Roberto Formigoni parla di “bastonate” da parte del governo, anche per le regioni virtuose.
E’ una notizia dell’ultima ora. Si sfoltiscono le spese che gravano sul bilancio penitenziario. A farne le spese le ore di consulenza di psicologi e criminologi, ridotte del 57%. Un taglio che riduce sostanzialmente i tempi operativi di psicologi e criminologi per l’osservazione dei detenuti, rendendo improbabile il recupero, dicono gli esperti.
In pratica facendo il computo per detenuto rimangono solo 5 minuti al mese per ogni singolo carcerato. Un’assistenza da una botta e via…Se si ha la fortuna di averla. Siamo di fronte all’erosione della funzione riabilitatoria delle carceri? Ci si interroga sull’efficacia dei percorsi riabilitativi che offrono le strutture penitenziarie e sui benefici che una terapia psicologica (una terapia efficace può durare anche anni) può avere sul detenuto.

Ieri vi abbiamo presentato l’iniziativa di Matteo Salvini, consigliere leghista in consiglio comunale, volta a tagliare le auto blu per dirigenti e assessori. Strano ma vero, l’iniziativa ha avuto successo.
Con i voti del centrosinistra, della Lega, di Alleanza Nazionale e di tre consiglieri di Forza Italia, il consiglio comunale ha approvato un taglio di 250 mila euro nel bilancio 2008 alle auto blu di quindici assessori e ventitre dirigenti. Il dibattito pre-voto è stato molto vivace, tanto che, riprendo la dichiarazione dall’Ansa, Vittorio Sgarbi avrebbe dichiarato:
“Le vostri menti sono ottenebrate da Beppe Grillo”
E avrebbe aggiunto che quello del consiglio era un dibattito indegno. L’emendamento presentato da Salvini e’ passato con 22 voti favorevoli, 16 contrari e 4 astenuti.

Il comune di Milano si trova a dover affrontare una bella rogna. Matteo Salvini (Lega Nord) ha proposto un emendamento che, insieme al bilancio, dovrà essere approvato, secondo i voleri della Moratti, entro giovedì notte. Se l’emendamento proposto dalla Lega non verrà approvato, Salvini farà mancare il suo voto all’approvazione del bilancio. E per una maggioranza, essere uniti sul bilancio è fondamentale.
L’emendamento in questione consiste nella semplice richiesta di taglio delle auto blu per dirigenti e assessori del comune di Milano, con un risparmio di circa 350 mila euro. Soldi che andrebbero poi ad essere usati in parte per le case popolari, e in parte per progetti di cooperazione in Africa. La maggioranza non ha accolto con favore la proposta di Salvini, solo 4-5 consiglieri di ‘governo’ sono favorevoli, mentre l’opposizione l’ha subito abbracciata, forse anche perchè Davide Corritore (consigliere d’opposizione) ne aveva fatta una molto simile mesi fa che non fu nemmeno mai messa all’ordine del giorno.
La decisione del governo di ridimensionare le spese delle amministrazioni pubbliche inizia a farsi vedere e sentire. Il comune di Milano, già salito alla ribalta delle cronache per i presunti sperperi morattiani, ha deciso di ridurre i membri del cda delle partecipate a cinque.
Contemporaneamente alla diminuzione di personale, verranno ridotti anche gli stipendi, non potranno essere superiori al 80% degli emolumenti ricevuti dal Sindaco. In tutto le poltrone tagliate sono state 14, e potrebbero salire fino a 16 nel caso che Sogemi decidesse di adottare il numero minimo di consiglieri, ovvero tre.
Questi nel dettaglio i cambiamenti: Metropolitane Milanesi subira’ una riduzione di sei degli 11 membri; Sea avra’ una riduzione di quattro dagli attuali nove; Atm ne perdera’ due dei sette, mentre Milano Sport manterra’ gli attuali cinque posti. La rivoluzione dovrebbe continuare, non solo le partecipate hanno fatto dei tagli, ma entro il 22 novembre anche le società controllate dalle Partecipate dovranno seguire il buon esempio.