Era caduta nel dimenticatoio, l’inchiesta sulla Tangentopoli Santa Giulia - Rogoredo di qualche mese fa: si parlava di un’indagine che faceva tremare i palazzi, ma era calato il silenzio. Da stamattina però, la Guardia di Finanza sta eseguendo perquisizioni presso 53 società e 16 professionisti, coinvolti a vario titolo nell’inchiesta sulla bonifica dell’area Santa Giulia.
Ricorderete i protagonisti della precedente tornata di arresti: i nomi eccellenti erano Giuseppe Grossi, all’epoca amministratore delegato della Sadi Servizi Industriali, al momento ai domiciliari, e Rosanna Gariboldi, assessore provinciale a Pavia che ha patteggiato le pena - non male questo pezzo de la Provincia Pavese, a riguardo, date un’occhiata ai commenti - e moglie di Giancarlo Abelli, pezzo grosso del PdL, nella cui fila era deputato e vicecoordinatore nazionale.
Le perquisizioni della Finanza di stamane si inseriscono nell’inchiesta dei pm Laura Pedio e Gaetano Ruta, i cui reati configurati spaziano dall’emissione e utilizzo di fatture false - per un’evasione totale di circa 100milioni di euro - al riciclaggio.
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La Tangentopoli Santa Giulia - Montecity Rogoredo, quella in cui sono rimasti coinvolti Giuseppe Grossi e Rosanna Gariboldi, che ha scoperchiato il marcissimo calderone dell’affarismo ciellino - anche se pare nessuno se ne sia accorto, a parte Dagospia e Il Mondo - continua a regalarci soddisfazioni.
Per esempio, viene fuori qualche dettaglio in più su Giuseppe Grossi, il Creso dell’appalto, accusato di associazione per delinquere finalizzata al riciclaggio di 22 milioni di euro. Oltre ai dettagli di cronaca, che potete leggere in questo pezzo del Corriere, ci sono alcuni punti sullo stile di vita di Grossi che colpiscono. Primo, gli orologi da collezione: grazie a qualche fatturina in nero ci avrebbe speso, in trent’anni, oltre 6 milioni di euro.
Poi ci sono i crediti che Grossi sostiene di poter vantare con il palazzinaro Zunino: 8 milioni di euro… che sarà mai. E poi, meraviglia delle meraviglie, interrogato due giorni dopo l’arresto dai pm Laura Pedio e Gaetano Ruta, Grossi dimostra uno spostamento di denaro - da lui a Zunino - con l’acquisto ad un’asta telefonica di una serigrafia di Andy Warhol comprata fifty fifty. Sarebbe andato a ritirarlo col suo jet privato, suppongo.
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Dell’inchiesta Montecity - Santa Giulia abbiamo scritto ieri: Giuseppe Grossi, ad della Sadi, quotata anche in borsa, per la spregiudicatezza con la quale maneggia il denaro non può non farci tornare in mente Duilio Poggiolini, personaggio cardine di Tangentopoli, uno che nascondeva centinaia di milioni in un pouf da salotto.
Grossi, invece, le centinaia di migliaia di euro - due milioni e rotti! - se li faceva incartare come il pesce, nella carta di giornale
«uomini si presentavano con decine, centinaia di migliaia di euro avvolti nella carta di giornale dentro buste di plastica consegnate a mano a Gorgonzola a due ex militari che provvedevano a portarle direttamente a Grossi». Così come ancora «nulla si conosce della destinazione» degli orologi da collezione per i quali negli anni ha speso almeno «6 milioni e 400.000 euro»
Ma perché la Finanza ieri ha fatto scattare le manette con le accuse di associazione a delinquere finalizzata a frode fiscale, appropriazione indebita, truffa, riciclaggio e corruzione? Qui entra in gioco Rosanna Gariboldi, moglie di un esponente di primissimo piano del PdL lombardo molto vicino a CL. E’ su un suo conto cifrato a Montecarlo che transitano tra il 2001 al 2008 “ingenti somme” non meglio precisate, ma che le fruttano un milione e duecentomila euro di “premio” da Grossi. In sintesi: faceva da prestanome di stralusso.
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