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Milano vista dal taxi: ultima parte

pubblicato da Gabriele Ferraresi

incidenteFine corsa: ultima puntata del viaggio per Milano in compagnia di Andreas e del suo taxi.

Torniamo sulle tensioni che vengono fuori una volta finita l’ora di punta…

Unì’altra delle colpe di questo traffico assurdo è che la gente è a tal punto esasperata che Milano è pericolosissima quando il traffico non c’è, come di notte, oppure la domenica, o ad agosto, e la gente va; ma troppo. E la causa è sempre il traffico…c’è quello che dice, ho preso questa M3 finalmente posso andare, nelle arterie principali cioccano in continuazione perchè finamente possono andare, hai la strada e la sfrutti.

I gialli di notte poi…non dovrebbe essere così ovunque; gli incroci pericolosi andrebbero tenuti accesi, il sabato c’è gente in giro, i semafori dovrebbero andare tutta notte. Vanno tutti uguali. E per molti vige la regola del “ho la macchina più grossa e arrivo dalla strada più grossa” quindi ho la precedenza.

A me da l’idea che in molti casi, come dicevi, sia una guerra tra poveri, confermi?

E’ anche un problema che ci si divide in categorie, e nessuno sa guidare. Nessuno; se sei in bici, ti incazzi con le macchine, se sei in macchina ti incazzi con le bici. E’ una cosa molto italiana, ci si scanna sempre l’uno con l’altro. Il senso civico, poi; piuttosto che far passare uno che deve entrare, no ci si ferma davanti e si blocca tutto. Alla macchina da fastidio che il motorino passi, e così lo chiude pur di non farlo passare. Uno contro l’altro, e ci si manda tutti affanculo. Poi c’è il verde preventivo…tu sei fermo in una fila, quando c’è il giallo ti suonano già. La famosa suonata per il verde preventivo.

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Milano vista dal taxi: seconda parte

pubblicato da Gabriele Ferraresi

Ecco la seconda puntata del nostro viaggio per la strade della città; sempre in compagnia di uno che la conosce bene, viaggiandola ogni giorno da un capo all’altro sul suo taxi.

Domanda retorica: secondo te il Comune segue abbastanza questo genere di problemi legati alla viabilità?

Tu gli dici che lì serve un semaforo, una freccia, le strisce…ma non ti cagano. Per dire un’altra cosa le corsie gialle dei taxi, sono scolorite; le hanno rifatte adesso perché arrivavano quelli dell’Expo. Non è che non ti ascoltano, proprio non ti cagano; non ascoltavano i residenti che avevano i passanti morti. Devi aspettare di essere sotto elezioni, che ci scappi il morto e allora fanno qualcosa. Altrimenti non ti ascoltano.

Alleggeriamo un po’; cosa ti chiedono i turisti che carichi in taxi? Dove vanno?

A me i turisti chiedono solo Piazza del Duomo e Montenapoleone. Nessuno sa che esiste il Castello Sforzesco! È a poche centinaia di metri dal Duomo, ma non viene considerato da nessuno; il turista non sa che c’è, poi quando devono partire, se prendono il Malpensa Express passi per forza da piazza Castello…e ti chiedono “What is this?” scoprono che c’è un castello al centro della città solo quando partono.

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Milano vista dal taxi: prima puntata

pubblicato da Gabriele Ferraresi

Noi comuni mortali siamo in fondo tutti dei privilegiati: alla fine, mal che vada, la sera siamo a casa ad un orario umano. Certo, magari dopo un’oretta o più di coda in macchina, di slalom in scooter manco fossimo in Val d’Isère, o di roulette russa in bicicletta; piuttosto che un minutaggio a scelta di mezzi pubblici.

Siamo dei privilegiati perché dopo tutto questo arriviamo a casa: mentre chi ha scelto di fare il taxista, in mezzo alle pianure di catrame, ci sta tutto il giorno. Ecco cosa ci ha raccontato Andreas Cosenza, 29 anni; uno sguardo diverso dal solito sui tanti problemi che affliggono la circolazione.

Da quanto tempo fai questo lavoro? Cosa facevi prima?

Da tre anni: prima lavoravo in ufficio, facevo siti internet, poi mi sono stufato ed ho iniziato a fare il pony express in bici. Solo che poi la società è fallita, era l’unica società ecologica, spaccava di brutto! Allora ho continuato da solo per un anno, e poi però sono fallito anch’io! E allora ho detto: faccio il passo avanti, faccio il tassista. Andare avanti a portare pacchi e buste non si guadagnava nulla, e a me piaceva stare in strada, e così ho fatto il tassista.

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Milano: Un milione di euro contro le rapine in taxi

pubblicato da Chikatetsu

Con la sicurezza non si scherza, e lo sa bene Riccardo De Corato che di questo principio ne ha fatto una bandiera. Dopo il contributo comunale per le telecamere di sorveglianza nei negozi, il Vicesindaco propone un nuovo bando per aiutare i taxisti, spesso obiettivo dei rapinatori.

In buona sostanza il comune metterà a disposizione un milione tondo di euro, per permettere a tutti i taxidriver milanesi di poter scendere in piazza senza l’angoscia di venir rapinati e senza doversi trasformare nel Travis Bickle/Robert De Niro di scorsesiana memoria.

Il bando, dice il Vicesindaco, partirà entro la fine dell’anno e la cifra di un milione di euro potrebbe anche subire correzioni verso l’alto sulla base delle domande presentate dai taxisti. Quali saranno i sistemi di sicurezza installati lo scopriremo solo vivendo.

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