
Immagino già sapevate che Milano parte con il digitale terrestre: domani saranno oscurati Rai 2 e Retequattro. Per riceverli sarà quindi necessario utilizzare un apposito decoder o un televisore con integrato un sintonizzatore digitale. Solo in autunno toccherà poi a tutte le altre emittenti. Ho riflettuto sulla necessità dell’acquisto e ho concluso che mi mancherebbe troppo Fede e il suo Tg. Di Rai 2 mi dispiacerebbe perdermi Costume e Società, la rassicurante flemma di Luciano Onder e il suo Tg Salute, X Factor e naturalmente il grande “punto interrogativo G” Giacobbo con il suo immaginifico Voyager.
Forse però non sapevate che gli abbonati al servizio radiotelevisivo di 65 anni e più hanno la possibilità di avere un buono di 50 euro da utilizzare per acquistare un decoder digitale. Per poter usufruire di questa agevolazione è necessario che nel 2009 abbiamo dichiarato un reddito pari o inferiore a 10mila euro e che non abbiano già usufruito di campagne promozionali.
Chi avesse difficoltà con la sintonizzazione del decoder può rivolgersi al numero verde 800.022.000 (gratuito e attivo dal lunedì al sabato, esclusi i festivi, dalle 8 alle 20) oppure visitare il decalogo. E voi milanesi vi siete già dotati di decoder?
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Roma e il Lazio passano al digitale terrestre: Milano aspetta la data per lo switch off. Avete visto almeno due ore di televisione in quest’ultimo periodo? Allora saprete che Roma e la regione Lazio hanno fatto lo “switch off” – perché dire “spegnere” fa così tanto provinciale – proprio oggi; milioni di romani sono passati così dalle trasmissioni analogiche al digitale terrestre, storia già vecchia in Sardegna, Valle d’Aosta e Trentino.
C’è da augurarsi che per Expo 2015 (lo so, la tirano in ballo per tutto…) anche la Lombardia sia coperta interamente dal nuovo segnale. Sergio Garimberti, attuale presidente del servizio pubblico sul Giornale di stamattina fa a proposito l’ennesimo annuncio di un allargamento degli studi Rai nella nostra città, per ora limitati ai nuovi spazi in via Mecenate, per coprire al meglio l’evento.
Ricordo quando presi il decoder cinque anni fa, non avevo l’età per apprezzare Boing di Mediaset ma ricordo che fui contento di poter vedere Rai Sport Satellite senza parabola. Per il resto molta delusione e l’impressione di stare assistendo a una sperimentazione in diretta. Poi anche la Svizzera passò al digitale e venni ripagato dell’acquisto grazie alla ricezione, finalmente perfetta, di RSI1 e RSI2.
Lo “switch off” per la Lombardia è previsto per l’anno prossimo, non si capisce ancora bene quando. Ma voi cosa ne pensate? Qual è stata la vostra esperienza fino ad ora?
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Non esagero dicendo che ho conosciuto gente che per lavorare ad Mtv avrebbe venduto la sorella. Per esperienza personale posso dire che i lavoratori della televisione più cool dell’etere erano succubi di un implicito ricatto: “Sei figo e puoi lavorare per noi, nella struttura più divertente della televisione, ma alle nostre condizioni. Non ti conviene protestare, dietro c’è la fila…”. In tal senso vi consiglio l’intervista di un lavoratore di Mtv sul blog 7yearswinter, ovviamente anonima.
Poi scopri che le cose sono destinate ineluttabilmente a cambiare forma e sostanza. Se prima sciopero e Mtv erano due parole che stridevano insieme come la carne e il pesce, oggi scopri che i due mondi si incontrano: oggi c’è stato il primo sciopero dei lavoratori precari di Mtv, contro la decisione dell’azienda di lasciare a casa più di 100 lavoratori precari. Spiegano i dipendenti (che hanno creato anche un blog Mtv is not so cool, da cui è tratta la gallery dello sciopero):
Lo slogan che Mtv usa per conquistarsi i giovani spingendoli a impegnarsi su tematiche sociali, tra cui il precariato, recita così: “Tocca a noi. Le cose non vanno cambiamole ora”. Uno slogan che oggi suona paradossale e ipocrita ai 103 giovani lavoratori che hanno fino a 8 anni di precariato alle spalle e che oggi restano a casa. Quello che davvero tocca a noi secondo Mtv è la disoccupazione.
I festival cinematografici spesso hanno un difetto fondamentale, e a Milano questo non fa eccezione, ovvero hanno poco appeal sul pubblico che facilmente li snobba per l’eccessiva pesantezza, lentezza e verbosità dei film selezionati (ovviamente questa definizione è contestabile, ma le sale vuote sono indice che un po’ di verità c’è).
Non soffre di questo problema invece uno degli appuntamenti più attesi del panorama milanese, il Telefilm Festival, giunto che tra l’8 e il 10 maggio porterà in città molti personaggi fra i volti più noti del piccolo schermo per le anteprime delle serie che ci terranno incollati alla televisione nel prossimo anno.
Gli amici di Tvblog seguiranno tutte le fasi del Festival, oltre a fornire novità quasi in tempo reale su ospiti e proiezioni straordinarie. Sul sito ufficiale invece è stato da poco presentato il programma delle tre giornate di proiezioni che vedranno l’ultima stagione di E.R. e il film 24 Redemption come i pezzi forti della programmazione
Oggi è accaduto l’impensabile. Un Berlusconi, Piersilvio per l’esattezza, ha varcato la soglia della Casa del Popolo di Via Bellezza, l’Arci Bellezza, ex Società di Mutuo Soccorso per l’educazione dei metallurgici. Cosa ci faceva un membro della famiglia più anticomunista d’Italia in una roccaforte della Milano proletaria? Avrà forse assistito alla manifestazione “Mettete dei fiori nei vostri cannoni, programma di canzoni che trasudano il 68 da tutte le note”? No, ovviamente. Ce lo ha portato Chiambretti che ha presentato alla stampa “Chiambretti Night” il suo nuovo programma in onda su Italia 1 a partire da gennaio 2009. Una pensata diabolica, non c’è che dire, in perfetto spirito Pierino.
Sul finale del video degli amici di C6 Tv ho sentito Piero Ricca, deus ex machina di QuiMilanoLibera, ormai provocatore di professione, che chiede a PierSilvio: “hai avuto un’infanzia difficile a farti accompagnare a scuola dai genitori?”. Forse qualcuno mi può dire a cosa alludesse…

Le polemiche sui tram Sirio nel centro cittadino (e non solo) hanno subito una drastica impennata in seguito ai recenti incidenti nel centro cittadino. Nessuna notizia di cambiamenti nel vertice di Atm, nessuna dimissione, qualche rassicurazione di nuove forme di prevenzione. In compenso prende il via un nuovo servizio proposto da Atm come una nuova forma di attenzione nei confronti dei clienti.
Una serie di schermi installati su tram e bus, non ancora sui coinvogli della metropolitana, forniranno informazioni in tempo reale, meteo e l’immancabile oroscopo ai viaggiatori, un servizio “indispensabile” che però fornirà a Atm un ulteriore spazio per vendere pubblicità e quindi aumentare gli introiti da questo tipo di comunicazione. Speriamo abbia una maggiore accuratezza rispetto ai tabelloni luminosi delle fermate (spesso fuori uso o inattendibili) e che cominichino in modo tempestivo i (purtroppo numerosi) disservizi della rete di trasporti pubblici milanesi. I viaggiatori forse preferiscono sapere come trovare soluzioni alternative rispetto all’oroscopo del giorno…
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Lo vogliamo ricordare così, il teleimbonitore più celebre degli anni ‘80, nato e cresciuto in seno all’età dello splendore massmediatico, quando le piccole reti locali catalizzavano attenzioni e ascolti ed erano in grado di lanciare fenomeni e personaggi. Guidi fu, prima che testimonial, un personaggio dotato di una mimica unica, precursore di una scuola che privilegia un rapporto corporeo con la telecamera, parla direttamente con il suo pubblico con la voce e le mani.
Guidi è morto qualche giorno fa, anche se la notizia è stata resa pubblica solo ieri. Il suo ”provare per credere” ha fatto scuola, un tormentone mediatico rimbalzato follemente in tutta la Lombardia prima, e Italia intera dopo, grazie anche a Drive In che lo adotta a tormentone. Guido Angeli, nel 1986, incise un disco, e nel 1987 fu la volta di un film per la televisione sempre intitolato, guarda un po’ “Provare per credere”. Qui invece ospite a Meteore nel 98.
Senz’altro qualcuno ricorderà la canzoncina dello spot Aiazzone che termina con “Vieni in bici o in carrozzella ma vieni a Biella, ma vieni a Biella, vieni in auto o in torpedone perché Aiazzone ti piacerà”. Tanto terrificante quanto efficace nella sua capacità di insinuarsi subdolamente nel cervello. Tanto odiata che il gruppo di Giovanni Lindo Ferretti, i CCCP, fedeli alla linea del “Produci, consuma, crepa”, grandi dissacratori dei costumi provinciali italiani, la presero ferocemente di mira.