Questa è una bella idea di cui ho letto poco in giro: una serata al termovalorizzatore Silla 2 potrebbe forse sembrarvi qualcosa da evitare, ma non lo è. Perché venerdì ci hanno organizzato un evento che mette insieme Claudio Coccoluto, le melodie di alberi suonati dal musicista-sound designer Diego Stocco (incredibili: guardate il video qui sopra) e i visual con le immagini di National Geographic che “vestono” le pareti del Silla 2.
Se volete farci un salto, ci sono navette e corse Atm con partenza dal parcheggio della fermata della linea 1 della metropolitana Molino Dorino a partire dalle 22. Tutte le informazioni le trovate sul sito delle Night Geo Sessions. Per chi non ha la minima idea di dove si trovi l’impianto Silla 2, siamo dalle parti di Figino, dintorni di Settimo Milanese: ovviamente c’è una mappa, potrebbe essere una bella serata, sicuramente diversa dal solito.

Ieri sono arrivati i primi tredici camion carichi di spazzatura dalla Campania all’inceneritore milanese Silla 2 che bruceranno al ritmo di 350 tonnellate al giorno. Fino a mercoledì, poi i convogli campani cambieranno rotta verso Brescia. Da Ferragosto torneranno a far rotta su Milano. Il termovalorizzatore milanese può bruciare fino a 1500 tonnellate al giorno di rifiuti; si tratta dunque di un regime assolutamente “sostenibile”.
Formigoni ci tiene a far sapere che “E’ l’ultima operazione di solidarietà”. L’operazione “caritatevole”, ben inteso, frutterà 720mila euro: tanto incasserà Amsa e gruppo A2A. Calcolatrice alla mano sono 120 euro a tonnellata per seimila tonnellate di rifiuti (10 euro in meno della tariffa applicata in Germania). Fa sorridere la contrarietà della Lega quando “l’operazione solidarietà” potrebbe essere intesa come un trasferimento di capitale pubblico al contrario, dal sud al nord. Inusuale quanto pescare con un elicottero radiocomandato.
Foto da Repubblica.it
Capita solo a Capodanno di vedere qualche mucchio di spazzatura più alto del normale per strada. E già lì, mi ricordo, c’era qualcuno che diceva “Ma pensa a Napoli come fanno”. Fanno che se tra tre anni non arriva il nuovo termovalorizzatore, saremo messi come loro.
In Lombardia fortunatamente il concetto di discarica old style non ha più senso, almeno secondo quanto si legge in questa intervista di Gianandrea Zagato all’assessore regionale ai Servizi di pubblica utilità, Massimo Buscemi - la trovate su Il Giornale. Il tono del pezzo è una elegìa per il “modello lombardo”, perfetto, funzionale, ecologico.
E per quanto si possa ripensare a Napolitano e ai “cattivoni del nord” cha mandano la spazzatura al sud, è difficile dare torto a Buscemi, voi che dite?

Regione, provincia e comune, nelle persone di Roberto Formigoni, Filippo Penati e dall’assessore comunale Maurizio Cadeo, si sono incontrate per discutere di un nuovo termovalorizzatore. Dopo le prime ritrosie, adesso pare che anche la provincia si stia decidendo ad accettare questa soluzione.
Le tre istutuzioni si sono date un termine di 20 giorni per decidere esattamente cosa fare, dove e con quali tempistiche. In realtà stanno studiando anche altre possibilità, ma pare che alla fine di questo tavolo di discussione di una ventina di giorni, sarà proprio il termovalorizzatore a spuntarla su altre ipotesi.

E’ gia da tempo che a Milano si parla della creazione di un nuovo termovalorizzatore, ovvero un posto dove trasformare l’immondizia in energia. Palazzo Marino aveva calcolato che entro il 2011 i rifiuti prodotti da Milano sarebbero incrementati a tal punto da non poter più essere smaltiti adeguatamente. Si parlava di 507mila tonnellate, ovvero 57mila in più di quelli smaltiti oggi.
Ma dove piazzare il termovalorizzatore? Si era parlato di Opera, ma non tutti sono contenti di ospitare in casa loro una struttura di questo genere. In particolar modo, oltre ai cittadini, avevano alzato barricate verdi ed ambientalisti rilanciando un discorso di maggior raccolta differenziata.
Al tempo stesso la questione, a livello istituzionale, ha creato due assi Milano+Regione vs. Provincia. I primi per la costruzione, la provincia contro. La Provincia sostiene infatti che i conti di Palazzo Marino siano errati e che non ci saranno tutti quei rifiuti in più, il comune, secondo la provincia, conteggia anche i rifuti del monzese che appartangono alla futura provincia di Monza.
La soluzione in temi come questo non ce l’ha in tasca nessuno, anche perchè è difficile conoscere e saper leggere i dati. Voi che percezione avete di tutta la questione?