
“Ma va a ciapa’ i ratt’”. Così il vice ministro della Lega Nord, Roberto Castelli saluta il diploma di secondo livello in comunicazione e didattica dell’arte honoris causa conferito dall’Accademia di Brera allo scrittore Roberto Saviano. “Vai a perdere tempo altrove” dovrebbe suonare - in italiano - l’invito. Saviano, dedicando ai meridionali di Milano il diploma Honoris causa, ha affermato che “Milano è la più grande città del sud d’Italia”, e che “i meridionali nel corso degli anni hanno contribuito a far crescere la produttività”. Oggi, il maggior contributo alla crescita della città spetta invece agli extracomunitari.
Secondo un vecchio rapporto dell’Arl (Agenzia regionale del lavoro) su “Gli immigrati imprenditori” e il loro radicamento sul territorio, presentato nel 2006, la Lombardia è prima a livello nazionale, seguita da Emilia Romagna, Toscana e Piemonte. A Milano su 18.464 imprese , il 9,1 % sono di extracomunitari. Non può essere, allora, riconosciuto torto a Saviano quando sentendo “frasi di esponenti politici che invitano il cardinale Tettamanzi a occuparsi di più dei milanesi” pensa “che forse non sanno chi sono veramente i milanesi”. Una pratica - conclude Saviano - “prima che miope, ignorante”.

E’ ufficiale. La Fondazione Cariplo aggiunge un milione di euro al fondo creato dalla curia milanese sotto la spinta propulsiva del Cardinale Tettamanzi per aiutare coloro che a causa della crisi hanno perso il posto di lavoro. Il fondo, inizialmente di un milione di euro (prelevato dall’8 per mille) ha raggiunto i 2′357′000 euro. La fondazione non è stata l’unica mano amica: sono 357 mila euro infatti le donazioni fatte da cittadini, enti e parrocchie. Il presidente della Fondazione Giuseppe Guzzetti si è così espresso:
Siamo consapevoli che il contributo offerto da Fondazione Cariplo, seppur significativo, è di molto inferiore alle necessità reali che la situazione imporrebbe. Confidiamo che questo gesto possa alimentare una solidarietà diffusa tra le persone, con lo scopo di raccogliere altri fondi
Per ottenere il fondo bisogna rivolgersi alla Acli e alle sedi Caritas. Gli stanziamenti non supereranno i mille euro. Il richiedente non deve godere di contributi previdenziali, non deve essere proprietario di un secondo alloggio e deve presentare regolare documentazione economica. Ovviamente privilegiati sono coloro con famiglia a carico.
Foto by Scriss, Flickr
In quest’inizio di 2009 milanese non ci sono soltanto le polemiche per la preghiera islamica in piazza Duomo. Altre due notizie, apparentemente molto diverse, toccano lo stesso tema di fondo: il rapporto della nostra città con una delle maggiori religioni monoteistiche al mondo.
Stiamo parlando innanzitutto dell’ormai annosa polemica riguardante le moschee a Milano: da un lato la Lega Nord e il vicesindaco De Corato, che insistono nel pretendere che sia indetto un referendum per ogni luogo di culto islamico progettato in città; dall’altro il centrosinistra, parte della maggioranza e il cardinale Tettamanzi, che invocano la libertà di culto.
Nella banlieue milanese più prossima invece, a Sesto San Giovanni, l’immobiliarista Luigi Zunino ha ufficialmente venduto le aree Falck, complete di progetto di Renzo Piano, alla Limitless di Dubai dello sceicco Ahmed Bin Sulayem, confermando così una voce che vi avevamo già segnalato quest’estate.
Si potrebbe a questo punto porre una domanda un po’ provocatoria: perché far votare i cittadini per la costruzione di una piccola moschea di quartiere, ed ignorarli invece quando si tratta di decidere il destino di un’area di oltre un milione e mezzo di metri quadrati? Non c’è qualcosa di assurdo in tutto ciò? Rispondete al nostro sondaggio:
Foto: fabbio, Flickr.
Le sue “picconate” hanno scosso più di un palazzo, hanno fatto sorridere e infuriare molte persone. Non manca mai di punzecchiare in maniera caustica e ironica su qualsiasi cosa possa costituire “un caso”. Oggi leggo sul Corriere che questa volta tocca al nostro Cardinale Tettamanzi subire le picconate di Cossiga.
Ma andiamo con ordine. Epifania. Dal sagrato del Duomo si è alza il pulpito del Cardinale per la tradizionale Festa dei Popoli, una messa rivolta agli immigrati che vivono in città. Donne in tradizionale abito srilankese offrono doni al porporato accennando anche una danza. Una cerimonia in controtendenza che prende una “svolta” etnica con l’avvallo della massima autorità ecclesiastica in città.
Continua a leggere: Cossiga piccona Tettamanzi: troppo etnica quella cerimonia