
La gita fuori porta di questo fine settimana ci porta in un luogo che definire unico non è sbagliato. Tra i molti paesi dipinti sparsi in giro per l’Italia infatti ce ne è uno con una caratteristica peculiare che non mancherà di suscitare grande curiosità tra gli appassionati di enigmistica. Questo fine settimana andiamo infatti a scoprire Marentino, il paese dei rebus.
L’idea di illustrare le mura di alcuni degli angoli più belli di questo paese adagiato sulle colline a poca distanza da Torino è stata realizzata con la collaborazione artistica di una qualificata equipe, ma sopratutto con la partecipazione de La settimana enigmistica (esatto, il passatempo più sano ed economico) che hanno contribuito a creare un vero e proprio percorso di enigmi e suggestioni. Il consiglio è ovviamente quello di seguire il percorso consigliato, ma è anche piacevole perdersi per le strade cittadine alla scoperta di nuovi indovinelli artistici da risolvere.
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Trovare gli orari sul nuovo sito dell’ATM non è esattamente la cosa più semplice del mondo (qui avevamo spiegato come fare passo passo); non a caso qualche settimana fa c’era stato chi aveva suggerito che fosse più semplice utilizzare la mappa creata ad hoc da un utente di Google.
Più recentemente abbiamo ricevuto il suggerimento da un altro lettore (Riccardo, che ringraziamo), il quale ci racconta la storia di Google Transit:
Da un bel po’ in google maps campeggia una nuova opzione per il calcolo dei percorsi,oltre a walk e car: public transit. Praticamente una funzionalità simile a quella che dà il sito ATM, ma ovviamente più completa ed estesa (non essendo relegata solo nell’area urbana: potrebbe calcolare anche un percorso verso l’hinterland, cosa che ATM fa solo dicendoti”cammina per X km” una volta usciti dal loro campo d’azione)
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Torino-Milano, Trenitalia, i nuovi orari e tutti i prezzi della TAV dal 13 dicembre. Anticipati dai nostri cugini di 06blog diamo anche dal Duomo il lieto annuncio. I tempi si accorciano: Torino-Bologna in due ore fa strano, no?
Sabato 5 dicembre il ministro per le Infrastrutture e i Trasporti Altero Matteoli sarà a bordo del treno ad alta velocità Torino-Milano insieme al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi per un’inaugurazione riservata della linea Torino-Napoli; quella ufficiale rimane il 13 dicembre.

Addio Alfa Romeo Milano, il Quadrifoglio da Arese passa a Torino. L’ANSA stamattina parla chiaro e spiega ancora meglio in un lungo articolo che riassume bene novant’anni di storia alfista, perché in giornata, quasi certamente, la Fiat
“rilancerà la propria proposta di trasferire il Centro Stile e Progettazione a Torino. Una decisione contrastata fin dall’inizio dai sindacati, che per oggi hanno organizzato un presidio davanti alla sede degli imprenditori”.
Poco più di trecento lavoratori, già cassaintegrati, dovrebbero lasciare Arese con l’inizio dell’anno nuovo; il Lingotto ha deciso di “relocalizzare” un marchio storico milanese senza tante storie e l’Alfa Romeo MiTo – per ironia il suo nome, più che l’alleanza fra le due città, ricorderà il trasferimento – potrebbe diventare l’ultimo modello progettato su suolo lombardo.
L’Alfa del resto aveva già abbandonato il Portello quarantacinque anni fa e i fabbricati che ancora rimanevano nell’area, forse li ricorderete, sono stati abbattuti solo di recente senza conservarne la memoria.
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Jonas Brothers: Forum d’Assago esaurito, poi Pesaro e Torino. Potranno far sorridere chi come me si ricorda dei fratelli Hanson che dodici anni fa spopolarono con “Mmmbop” ma sono davvero un fenomeno di questi ultimi anni i fratelli Jonas, la copertina di Rolling Stones, per dire, gli Hanson non se la meritarono nel 1997.
Prima di sbancare il Forum stasera (Pesaro è gia esaurito come Milano mentre per il Palasport Olimpico di Torino biglietti ne vendono ancora) gli Jonas Brothers hanno fatto quattro album e cinque tour ma quello iniziato il 20 giugno 2009 a Dallas è il loro primo Jonas Brothers World Tour. Per chi deve arrivare al Forum potete al solito leggere qui.
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La Facolta di Sociologia di Milano Bicocca ha presentato in questi giorni i risultati di un’indagine dal titolo significativo: “Le piace vivere nella sua città?“. E i risultati sembrano essere proprio poco confortanti per la capitale del Nord Italia.
Una domanda su tutte dà la misura del malessere diffuso: “Vorrebbe continuare a vivere nella sua città?“. Alla quale quasi un milanese su 3 ha risposto un sonoro “No“. Una proporzione molto più alta di quella riscontrata a Torino e Genova.
Giro l’interrogativo ai lettori di 02blog per una verifica (rispondete al sondaggio qui sotto) e la integro con due domande aggiuntive, a cui potete rispondere nei commenti: innanzitutto, se siete tra quelli che vorrebbero andarsene, “che cosa vi trattiene?” (famiglia, lavoro, pura apatia, ecc.)
In secondo luogo, “dove vorreste trasferirvi?“. Perchè c’è una bella differenza tra chi vorrebbe ricominciare tutto da zero a Copenhagen e chi sogna la villetta a Paullo. Soprattutto perchè in questo secondo caso, c’è un’alta probabilità che la stessa persona si rechi poi ogni giorno a Milano in macchina. Aumentando proprio quel traffico e quell’inquinamento che i milanesi segnalano come il problema più grave della città.
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Ho appena finito di leggere quest’articolo-denuncia (Milano senza sogni) di Corrado Stajano su Milano. Un’analisi impietosa sull’involuzione della città. La Milano con il cor in man non esiste più, la sua anima sfuma. C’è la Milano del degrado, civico e morale. La Milano che per rilanciare la sua immagine ha bisogno dell’Expo, dai risultati incerti, ma dalle modalità di spartizione della torta sempre uguali a se stesse. Esiste la Milano dei vagoni differenziati per razza (ok, è solo una proposta, ma segnale dei tempi). Una Milano sempre più affarista dove “gli imprenditori si sono assottigliati trasformandosi in finanzieri e in immobiliaristi”.
Insomma su Milano se ne parla, ma mai bene. Era successo anche con Severgnini poco tempo fa che concludeva “Milano, ai forestieri, si presenta fascinosa e sciatta. Ma il fascino alla lunga perde, contro la sciatteria”. Voi cosa ne pensate? Stajano esagera o Milano è davvero una città degradata.

Il nuovo capitolo di Italians ha per la protagonista Milano. Il giornalista, evidentemente segnato da un viaggio metropolitano impervio e ostile, traccia un fil rouge dove il traffico è un elemento di un puzzle che si compone sotto i nostri occhi: doppie file, parcheggi, Darsena e altre spine nel fianco. Uno stralcio:
Grandi progetti andranno a schiantarsi contro piccoli furbi convinti che bloccare corso Lodi per andare al bar sia un diritto costituzionale. (…) Cara Moratti, se Milano non sa impedire certe pessime abitudini, non s’illuda d’introdurre splendidi cambiamenti. Perché avete alzato bandiera bianca sul traffico? Viaggio molto: in nessuna città d’Europa ho visto tanta rassegnazione pubblica e arroganza privata. Neppure a Roma, che è tutto dire.
Il confronto con la Capitale è piuttosto azzardato, a mio parere, e non mancherà di scatenare le polemiche dei nostri lettori. Oltre, Severgnini cita Torino e Barcellona, città che hanno saputo sfruttare opportunità di cambiamento rilevanti come le Olimpiadi.
La milanese Assoedilizia è preoccupata dal declino del turismo nel nostro paese, e per farvi fronte propone in questi giorni il “Manifesto Immagine Italia“. In pratica l’ente ha raccolto, “presso una serie di autorevoli referenti”, dei giudizi su ogni città italiana, allo scopo di associare ad ognuna di esse una parola-slogan, che possa costituirne anche un marchio in funzione di promozione turistica.
Ecco i risultati per le principali città: Milano, la soddisfazione; Roma, la magnificenza; Torino, la nostalgia; Venezia, l’incanto; Bologna, la familiarità; Genova e la Riviera, l’afflato poetico; Napoli, la gioia; Palermo, l’amicizia. Secondo i promotori si tratta di “indicazioni che vengono proposte come stimolo di interesse e di riflessione e per suscitare commenti e confronti“, e noi vogliamo prenderli sul serio.
Al di là delle considerazioni che si potrebbero fare su altre città (e ce ne sarebbero), mi interessa sapere il vostro punto di vista di milanesi: anche secondo voi questa è la città della soddisfazione? Oppure ci sarebbero altre parole più adatte a coglierne la natura più profonda? E voi, vi sentite soddisfatti a Milano? Fateci sapere nello spazio commenti.

Vi abbiamo raccontato l’altroieri del fatto che secondo il sito citymayors.com, Milano deve aspettarsi un declino demografico nell’area metropolitana da qui al 2020. Ma come andrà invece l’economia? Abbiamo consultato la stessa fonte e abbiamo messo a confronto la performance prevista della nostra città con quelle degli altri principali centri urbani italiani. Con risultati per certi versi sorprendenti.
Se già nel 2005 il PIL di Milano risulta infatti inferiore a quello di Roma (di circa 7 miliardi di dollari), tale divario sembra destinato ad accrescersi fino quasi a raddoppiare nel corso del prossimo decennio, come risulta dalle tabelle che riportiamo in coda al post. Il motivo di tutto ciò è un tasso previsto di crescita media annua del PIL del 2,8%, di un decimo di punto inferiore a quello della capitale. Fa ancora peggio Torino, ferma al 2,5%, mentre sorprende la performance prevista per Napoli (+3,2%).
In un periodo come l’attuale cifre di questo tipo possono sembrare invidiabili per il solo fatto di essere precedute dal segno più; potrebbero però essere indizio di un indebolimento dello strapotere economico dell’area urbana milanese (e del Nord in generale) nell’immediato futuro.
PIL 2005-2020 a Milano, Roma, Napoli e Torino
Foto: Overseas Developement Institute, Flickr.