
Chi sta scrivendo è incappato in uno dei varchi trappola, più di una volta, multato per aver oltrepassato il varco Ecopass con la moto. Si viaggia sulle 800 multe al giorno. I varchi maledetti dai motociclisti e scooteristi sono quelli di Corso Magenta, corso di porta Vigentina, via degli Olivetani e via Lamarmora. A suo tempo avevamo fatto un appello per la rimozione. Picche: “motivi di sicurezza” la motivazione. A cosa si riferissero rimane mistero.
La notizia è che il neo Assessore al traffico de Corato vuole toglierle: “chi si muove in città su due ruote va agevolato perchè ogni moto in più corrisponde un’auto in meno”. Non c’è ancora una data, ma tutti i centauri si augurano che avvenga quanto prima. Dunque la rivoluzione De Corato prosegue: dopo il congelamento delle preferenziale in Foro Bonaparte a causa di un cordolo “troppo pericoloso”, quella in via Solari promessa da Croci non partirà.

Dieci giorni, si. Credete siano pochi? Ricredetevi, sono 260 ore. Roma ci batte di poco, 11 giorni. Non c’è da gioire. Il calcolo è stato fatto dal Codacons, che nella sua ultima indagine fa riferimento al tempo perso viaggiando alla velocità di 30 km orari, incolonnati ai semafori e in fila. Si parla di conseguenza di enormi sprechi. In termini di tempo, soldi e inquinamento. Tempo che potrebbe essere speso molto meglio, che so, facendo l’amore. Meglio Milano, Genova e Nopoli.
Rimedi? La via d’uscita, indica il Codacons, è da rintracciare nel potenziamento dei trasporti pubblici. “Occorre incentivare l’utilizzo dei mezzi pubblici, rendendo bus e tram puntuali e garantendo una maggiore frequenza degli stessi, e usare il pugno duro con chi contribuisce a determinare il traffico parcheggiando in seconda fila, limitando l’ampiezza della carreggiata e rallentando le altre autovetture”.
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Tunnel sotto Milano: si farà, poi più verde e servizi e più metropolitane nel 2030. Avanza a passi lunghi e ben distesi il PGT (Piano di Governo del Territorio, strumento che sostituisce i vecchi piani regolatori) che la Giunta ha adottato ieri. In dicembre passaggio in Consiglio Comunale e dopo la discussione con approvazione (immaginiamo) sei mesi per renderlo operativo dall’estate 2010. Il proclama del sindaco:
“Dopo 30 anni Milano decide di ridisegnare una città che cresce e si sviluppa senza consumare nuovo territorio, rigenerando aree degradate – conclude Letizia Moratti – Il suolo è per la città una risorsa limitata e per questo molto preziosa: ci poniamo l’obiettivo di ridurre dell’8% l’impronta ecologica di Milano nei prossimi 20 anni”.
Come rientrino esattamente i quasi 15 km dl tunnel da Linate all’Expo in tutto questo non è dato sapere – in un altro passaggio la Moratti parla di una città “facile da raggiungere e da percorrere”… in automobile? La mobilità del futuro? Crede nelle auto ecologiche probabilmente – ma come vi abbiamo raccontato nel corso di questi mesi, e anche di recente, il tunnel s’ha da fare. E si farà, c’è scritto davvero stavolta e carta canta. Ma forse insieme c’è bisogno di un altro tipo di carta prima: cartamoneta.
Al momento mancano ottocento milioni su 1,4 miliardi di euro per costruirlo come apprendiamo da “Il Giornale” che insieme ai quasi settecento che servono per Expo 2015 faranno sorgere quantomeno un problema di priorità per i nostri amministratori. Milano 2030: una città sviluppata in altezza, che utilizzerà molto di più il sottosuolo per la mobilità pubblica e privata, lasciando tanto verde ai cittadini. Soldi permettendo.
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Milano non è certo la città più semplice da gestire soprattutto per quanto riguarda il tema della viabilità, della circolazione e dei parcheggi, questo è noto a tutti.
Le notizie di questi giorni sembrano “nascondere” un disegno più ampio che ancora non ci è dato conoscere. Giù Croci, su De Corato, problemi con i pass per i parcheggi, promesse bomba di nuove aree pedonali e infine tolleranza zero contro le auto in doppia fila, sono solo le ultimissime notizie che hanno scaldato “l’asfalto” milanese.
Esistono però anche dei problemi “micro” che spesso possono essere più difficoltosi per i cittadini rispetto a quelli “macro”. Abbiamo ricevuto una segnalazione da un lettore che abita nella zona est della circonvallazione che ci chiede di affrontare un problema che può sembrare piccolo ma forse, anch’esso, nasconde qualcosa di più grosso. Ecco cosa ci scrive Mauro:
Nessuno parla della nuova manovra di riassetto degli ambiti di parcheggio residenti. Forse non è così importante ma comunque è un cambiamento che coinvolge moltissimi cittadini in questi giorni. Nel mese di ottobre tutti i residenti sulla circonvallazione interna (e sull’adiacente viale con i tram) hanno ricevuto una comunicazione dall’ufficio pass del comune che informava la decisione unilaterale del comune di restringere gli ambiti - strisce gialle - “bastioni” per farli coincidere con l’area Ecopass. Per esempio chi abita in Viale Premuda apparteneva fino a pochi giorni fa all’ambito Bastioni 4, a fine ottobre ha ricevuto in nuovo pass della zona “filoviaria 17″ e l’invito a gettare il vecchio pass, lo stesso per i residenti nell’adiacente viale Regina Margherita.
Continua a leggere: Parcheggi residenti, nessuno parla del riassetto degli ambiti di zona.

La sosta in doppia fila può essere un peccato veniale, qualche minuto per un caffè al bar, o le sigarette dal tabaccaio. Diverso il discorso per chi ne abusa, blocca il traffico o peggio i tram. Comprensibile l’ira funesta di trova bloccato dietro una macchina con le 4 frecce. Anche il mite Beppe Severgnini tempo fa ci aveva scritto 4 righe. Ebbene il capodelegazione del Pdl in Giunta, Riccardo De Corato, nella sua nuova veste di assessore al Traffico, inaugura il suo nuovo incarico con una bellicosa dichiarazione d’intenti contro i “doppi filisti” e la sosta selvaggia.
Chiederemo ai 160 ausiliari, che oggi erano impegnati prevalentemente per rilevare le violazioni sulle strisce blu, di intervenire a più ampio raggio e in particolare contro chi parcheggia l’auto in doppia fila. Naturalmente ci saranno anche più vigili in strada a multare questo incivile comportamento.
Il nuovo assessore potrà contare su un esercito di 3068 ‘ghisa, con 20 nuove assunzioni entro fine mese. Il piano “anti traffico” di De Corato continua nei prossimi giorni con l’incontro con i commercianti sulle nuove regole per il carico-scarico, venerdì con la maggioranza per discutere dei piani per la mobilità. Stamattina è fissato il faccia a faccia col presidente di Atm per un piano che elimini i jumbo tram dal centro.
Foto via Kenpachi
Si è parlato parecchio nei giorni scorsi di come il ruolo di Edoardo Croci all’interno della Giunta Comunale fosse arrivato a un punto di svolta, o in bilico secondo altri punti di vista. L’assessore alla mobilità infatti ha perso la delega al Traffico, una tematica “caldissima” in una città come Milano. Nessuna nomina nuova però, il compito infatti è stato affidato al vicesindaco Riccardo De Corato, che lo aggiunge a l’assessorato ai Rapporti con il Consiglio Comunale, alla Sicurezza, all’Attuazione del programma e alla delega per la Salute.
Vedremo quindi se ci saranno miglioramenti per quanto tutto quello che riguarda automobili, parcheggi, ingorghi e cantieri stradali. Croci rimane in cattedra per quello che riguarda la mobilità pubblica, lo sviluppo della rete metropolitana, delle soluzioni anti-inquinamento per implementare l’Ecopass e per i progetti legati a forme di mobilità alternative.
Il terremoto che ha scosso Palazzo Marino non ha toccato solo l’opera di Edoardo Croci e la viabilità. Giovanni Terzi ha infatti raccolto l’eredità di Mariolina Moioli sulle scuole civiche, altra tematica “calda” dopo i pesanti tagli che sono stati effettuati da Comune.
Difficile capire quali sono le motivazioni dietro le mosse di Lady Moratti. Personalmente dubito che De Corato possa avere un’attenzione maggiore rispetto a Croci per tematiche come il rapporto tra traffico a motore e quello a pedali e questo incrocio di competenze rischia di complicare ulteriormente la gestione della situazione.
Voi che ne pensate?
Il colpo di coda di Edoardo Croci, prima del suo trasferimento ad altri compiti, è pronto: un progetto per pedonalizzare 9 zone, una una mappa dettagliata e precisa: navigli, Sarpi, quadrilatero (Borgospesso e via Spiga, Montenapo in un secondo momento), università e altre zone a “forte domanda pedonale”. Quartieri per lo shopping, università e tutti quei luoghi di carattere monumentale o culturale.
Il campus Bocconi è già un progetto avviato, l’area intorno a via Sraffa sarà isola pedonale. Progetto del tutto analogo in piazza Leonardo da Vinci, davanti al Politecnico. Poi ci sono i quartieri della cultura. A Brera il via all’isola è questione di settimane, ma anche nella zona davanti alla biblioteca Ambrosiana c’è un antico progetto che presto uscirà dai cassetti. Dai Navigli a via Sarpi fino al quadrilatero il dibattito è aperto da anni, ma l’intenzione ora è di cominciare da via Borgospesso con il desiderio di straripare anche in Montenapoleone.
E ancora quartieri dove il traffico sarà fortemente ridotto, con dissuasori, limiti di velocità, sensi unici alternati. Una piccola rivoluzione che renderebbe la città innegabilmente più vivibile. “Più salute, più qualità della vita e anche più affari”. In Consiglio parlano anche di pedonalizzazione flessibile: chiusura al traffico di notte (in Montenapoleone) o durante i giorni festivi (B. Aires).
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La pubblicazione di graduatorie di città è un rituale che si ripete più volte l’anno, e al quale non vogliamo certo sottrarci; tanto più che esistono classifiche ormai per quasi ogni aspetto dell’urbanità: benessere (per il quale Milano è 37esima in Italia ), reddito (prima) qualità della vita (20esima), bravura del sindaco (29esima la Moratti), attrattività per le imprese (decima in Europa, in declino) e inquinamento (nella top ten mondiale).
In questi giorni è stato invece reso pubblico il Rapporto Ecosistema Italia 2009 di Legambiente, e le cose per Milano non sembrano andare poi così male, almeno se si guarda alla storica rivalità con la capitale Roma.
Se l’anno scorso infatti le due principali metropoli erano sostanzialmente appaiate a metà classifica, quest’anno Milano guadagna qualche posizione raggiungendo il 46° posto, mentre la città eterna precipita fino al 70° (su 103 Comuni capoluogo).

La Facolta di Sociologia di Milano Bicocca ha presentato in questi giorni i risultati di un’indagine dal titolo significativo: “Le piace vivere nella sua città?“. E i risultati sembrano essere proprio poco confortanti per la capitale del Nord Italia.
Una domanda su tutte dà la misura del malessere diffuso: “Vorrebbe continuare a vivere nella sua città?“. Alla quale quasi un milanese su 3 ha risposto un sonoro “No“. Una proporzione molto più alta di quella riscontrata a Torino e Genova.
Giro l’interrogativo ai lettori di 02blog per una verifica (rispondete al sondaggio qui sotto) e la integro con due domande aggiuntive, a cui potete rispondere nei commenti: innanzitutto, se siete tra quelli che vorrebbero andarsene, “che cosa vi trattiene?” (famiglia, lavoro, pura apatia, ecc.)
In secondo luogo, “dove vorreste trasferirvi?“. Perchè c’è una bella differenza tra chi vorrebbe ricominciare tutto da zero a Copenhagen e chi sogna la villetta a Paullo. Soprattutto perchè in questo secondo caso, c’è un’alta probabilità che la stessa persona si rechi poi ogni giorno a Milano in macchina. Aumentando proprio quel traffico e quell’inquinamento che i milanesi segnalano come il problema più grave della città.
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Il nuovo parcheggio di via Risorgimento, accanto alla Fiera, inaugurato l’altro ieri, al primo giorno di funzionamento è rimasto praticamente deserto, e ieri non è andata meglio. Per il Comitato No Expo era un flop annunciato. Perché?
Un pendolare che deve recarsi a Milano dovrebbe supportare il costo di 2,10 euro per il parcheggio a cui si devono aggiungere 4.10 euro per il biglietto di andata e ritorno della metropolitana, oppure di 1.90 euro per il passante, mentre andando a Molino Dorino pagherebbe la metà. E’ ridicolo che il Sindaco cerchi di vendere le tariffe agevolate per i residenti a Rho come un’opportunità per i pendolari, dal momento che la precedente amministrazione aveva sempre parlato, quando il parcheggio era in fase di progettazione, di un parcheggio gratuito.
Continua a leggere: Il flop annunciato del nuovo parcheggio di via Risorgimento in Fiera a Rho