
La pubblicazione di graduatorie di città è un rituale che si ripete più volte l’anno, e al quale non vogliamo certo sottrarci; tanto più che esistono classifiche ormai per quasi ogni aspetto dell’urbanità: benessere (per il quale Milano è 37esima in Italia ), reddito (prima) qualità della vita (20esima), bravura del sindaco (29esima la Moratti), attrattività per le imprese (decima in Europa, in declino) e inquinamento (nella top ten mondiale).
In questi giorni è stato invece reso pubblico il Rapporto Ecosistema Italia 2009 di Legambiente, e le cose per Milano non sembrano andare poi così male, almeno se si guarda alla storica rivalità con la capitale Roma.
Se l’anno scorso infatti le due principali metropoli erano sostanzialmente appaiate a metà classifica, quest’anno Milano guadagna qualche posizione raggiungendo il 46° posto, mentre la città eterna precipita fino al 70° (su 103 Comuni capoluogo).

Sul numero de “L’Espresso” in edicola si può leggere un lungo servizio dedicato alla “Milano del 2030“: il settimanale sostiene infatti di aver “avuto modo di conoscere la parte progettuale del Pgt, il cosiddetto documento di piano, prima della presentazione ufficiale“.
In esso si illustrano i principali progetti della Giunta per la città, con un orizzonte temporale molto ampio: circa 21 anni da oggi. Un punto ha attirato in particolare la mia attenzione, lasciandomi a dir poco basito:
Lo scoop del Pgt è di quelli davvero onirici, in un Paese dal debito pubblico stellare: prevede sino a dieci linee di metrò in totale, le nuove in prevalenza radiali o tangenziali rispetto al centro
Continua a leggere: Dieci linee di metropolitana nella Milano del 2030: crederci o no?
Avvertenza: questo libro non parla di Milano (o almeno non soltanto), ed è uscito ormai da qualche mese. Però c’è più di una ragione per cui questo volumetto edito da Terre di Mezzo e Legambiente dovrebbe interessare ad un milanese: parla di mobilità e traffico infatti, e dei modi di rendere una città come la nostra un po’ meno auto-centrica e inquinata.
In questo senso, “Viaggiare Leggeri” si può leggere in due modi, il primo, è consultare la mole di dati che riporta, scoprendo ad esempio che la Mediolanum degli anni 2000, rispetto alle altre città italiane, si piazza bene per offerta di mezzi pubblici e car sharing ma male per quanto riguarda qualità dell’aria, tasso di motorizzazione, indice di ciclabilità, quantità di isole pedonali e integrazione tariffaria del trasporto pubblico.
Un altro modo è prendere nota dei numerosissimi consigli pratici che Andrea Poggio (vicedirettore di Legambiente) dispensa a chi intende ridurre al minimo possibile l’impatto ambientale dei propri spostamenti: si va da dritte su come portare i bambini in bicicletta o in macchina nella massima sicurezza a suggerimenti su come guidare in maniera ecologica, su quale auto scegliere e indicazioni per orientarsi nel complicato mondo dei filtri antiparticolato.
Infine, una proposta forte: creare un vero e proprio “abbonamento alla città“, che dia la possibilità di attivare su una sola tessera tutti i servizi di mobilità disponibili nella propria area metropolitana: dall’abbonamento a mezzi di trasporto pubblici, bike e car sharing ai vari ticket di ingresso à la ecopass, tutto su una sola carta facilmente ricaricabile. Si tratta di una proposta che Legambiente porta avanti fin dal 2006, senza ricevere però molto ascolto da parte delle istituzioni.
Viaggiare leggeri, Terre di Mezzo, pp.179, euro 12,00.

Non si può certo dire che sia una notizia inaspettata: la stragrande maggioranza dei milanesi (il 74%) ritiene Ecopass una soluzione “poco o per niente efficace” a ridurre l’inquinamento in città, secondo un recente sondaggio di SWG. Ancora più elevata poi (77%) la quota di cittadini che pensa che sia necessario pensare a soluzioni alternative.
Quali? Gli intervistati preferiscono interventi a favore del trasporto pubblico, ma sembrano apprezzare anche la proposta del Presidente della Provincia Penati di utilizzare i ricavi di un aumento di 20 centesimi delle tariffe autostradali milanesi - da cui sarebbero esclusi i pendolari – per migliorare metropolitane e treni. Infine, circa il 60% è favorevole all’indizione di un referendum sul ticket d’ingresso al centro. Perché spera probabilmente in questo modo di abolirlo, si potrebbe immaginare.
L’indagine è stata realizzata da SWG su un campione di 600 persone, su richiesta della Provincia di Milano. Non stupisce dunque che Penati abbia cercato di fare di utilizzare questi dati contro il suo avversario alle imminenti elezioni provinciali, Guido Podestà.
Via | Postpoll.it.
Si dice spesso che il servizio fornito da Atm è insufficiente, ma raramente si esce dai discorsi vaghi per illustrare nei dettagli quelli che sono i problemi del nostro trasporto pubblico. Facendo un giro sul sito di Legambiente, mi sono imbattuto per caso in una presentazione che chiarisce molte cose a questo proposito: la trovate qui.
L’autore, Fabio Casiroli, è membro di Systematica, agenzia di pianificazione e consulenza sui temi della mobilità, e professore al Politecnico: uno che se ne intende, dunque. Con una breve serie di slide, Casiroli punta il dinto contro quello che è IL problema dei nostri mezzi pubblici: sono buoni solo per andare al lavoro.
Se infatti identifichiamo l’area da cui, all’ora di punta di un giorno feriale, è possibile raggiungere Piazza Cordusio con i mezzi in 45 minuti, scopriamo che è molto vasta, e che vi abitano circa 4,1 milioni di persone. La potete vedere nell’immagine qua sopra.
Continua a leggere: ATM: un servizio buono solo per il percorso casa-lavoro?
L’entrata in servizio della metrotranvia 31 per Cinisello Balsamo di un mese fa ha comportato - come vi abbiamo puntualmente segnalato - una rivoluzione nelle linee di superficie di tutta l’area Nord di Milano. Secondo la massiccia campagna informativa di ATM, ciò si sarebbe tradotto in una maggiore copertura del territorio, regolarità del servizio e frequenza di passaggio dei mezzi.
Tuttavia secondo il giornale di quartiere “Zona Nove” (la più toccata dalle modifiche), tra gli interessati le lamentele sarebbero molte più degli apprezzamenti: pare infatti che da un mese a questa parte vi siano forti irregolarità di frequenza per le linee 5, 7 e 42, mentre il nuovo percorso della 40 tra viale Suzzani e via Ornato sembra scontentare un po’ tutti. Secondo alcuni inoltre la nuova linea 87 sarebbe perennemente paralizzata dal traffico nel tratto Arcimboldi (Bicocca) - Sesto Marelli.
Disagi che hanno già provocato mobilitazioni: dai cittadini di viale Fulvio Testi che raccolgono firme per il ripristino di alcune fermate di tram soppresse al Consiglio di Zona 9, che ha chiesto un incontro urgente con ATM, Comune e Agenzia Mobilità e Ambiente.
Prendiamo per una volta sul serio le aspirazioni del famigerato Web 2.0 e cerchiamo di fare un po’ di informazione orizzontale: raccontateci la vostra esperienza di utenti del trasporto pubblico nella zona Nord di Milano in quest’ultimo mese, avete riscontrato anche voi problemi? Oppure si è trattato davvero di un miglioramento?

L’informatizzazione è cosa buona per tutti. Le pubbliche amministrazioni alleggeriscono il fardello, il contribuente dimezza i tempi, etc, etc. Sul fronte trasporto pubblico l’utente Atm sa con esattezza quanti minuti di attesa lo aspettano. Tranne quando, subdola, sul display compare la nefasta dicitura “in aggiornamento”. Li non ci sono santi che tengano. Meglio mettersi il cuore in pace e aspettare.
Ora però, grazie ad un nuovo e simpatico plug in, sul sito dell’Atm potrete sapere quanta è l’attesa alla vostra fermata sotto casa. Come? Nella sezione “Muoversi a Milano”, quella con tutti gli orari, c’è una sezione “Consulta la tua fermata” e un tasto, “Mezzi in arrivo”. Cliccandolo appare una finestra in cui dovete digitare la fermata. Dopodiché appare il tempo di attesa per le linee che vi transitano. Il mio bus passa tra 6 minuti. Posso prendermela con calma.

Mentre quella del reperimento dei fondi per le infrastrutture necessarie all’Expo assume ogni giorno di più i tratti di una telenovela sudamericana, c’è un progetto che sembra proseguire spedito: si tratta dell’Autostrada Pedemontana Lombarda, di cui si parla da tempo immemorabile.
E’ della Vigilia di Natale la notizia che l’opera è giunta al progetto definitivo. Ora dovrebbe partire il complesso iter dell’approvazione che, se tutto va nel migliore dei modi, potrebbe richiedere solo 3 mesi. Per ottobre 2009 previsto invece il via agli espropri, la progettazione esecutiva e l’apertura dei primi cantieri.
Un progetto pubblico che rispetta la tabella di marcia dovrebbe essere, nel nostro paese, sempre e comunque un motivo di gioia. Permetteteci però di esprimere anche in questa occasione una piccola critica: non sarà che con la stretta ai finanziamenti finiscono per passare in prima fila tutti i progetti autostradali, mentre vengono più o meno abbandonati tutti quelli di miglioramento del trasporto pubblico? Questa sì che sarebbe per la nostra città, tanto “infinita” quanto auto-dipendente, una pessima notizia.
Foto: -Chad Johnson, Flickr.
Come sanno bene i nostri lettori più affezionati, noi di 02blog amiamo riempirci la bocca della parola mobilità sostenibile appena è possibile. E il rapporto Euromobility - Kyoto Club 2008, presentato ieri a Roma, ci dà un’altra buona occasione per farlo. Ancora una volta però ci vediamo costretti a constatare un certo declino della nostra città.
Il rapporto prende infatti in considerazione le principali 50 città italiane e ne dà una graduatoria sulla base del grado di sostenibilità ambientale del loro sistema di mobilità urbana. E Milano, quarta l’anno scorso, perde ben 10 posizioni, classificandosi subito dietro Roma, anch’essa in discesa, benchè di un solo punto.
Nel dettaglio il capoluogo lombardo registra buone performance per quanto riguarda l’offerta di trasporto pubblico (in particolare grazie a corsie preferenziali e parcheggi di interscambio), bike e car sharing, e si segnala per un indice di motorizzazione più basso della media italiana (ma più elevato di quella europea).
Continua a leggere: Rapporto Euromobility - Kyoto Club: mobilità a Milano sempre meno sostenibile
Ne avevamo parlato poco dopo la partenza del progetto, avvenuta il 30 ottobre, quando sui primi autobus ATM sono stati installati gli schermi di Moby TV, sistema di pubblicità sul trasporto pubblico già diffuso sui mezzi di Roma, Firenze, Bari e Siena.
L’innovazione comincia a diffondersi e su alcune linee (ad esempio la 51) è ormai abbastanza frequente trovare il piccolo schermo silenzioso e colorato. Un giudizio? A me, enormi quantità di pubblicità a parte, è sembrato utile il servizio di segnalazione delle fermate e delle corrispondenze (visualizzate su una mappa), le informazioni sulla rete ATM e sugli avvenimenti culturali in città. Piuttosto irritante, invece, l’oroscopo. In generale però, forse complice l’effetto novità, Moby TV ha finito per distrarmi più di quanto fosse necessario.
Voi cosa ne pensate? Rispondete al nostro sondaggio.