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Tunnel sotto Milano: si farà, poi più verde e servizi e più metro nel 2030

pubblicato da Luca Albani

Tunnel stradale

Tunnel sotto Milano: si farà, poi più verde e servizi e più metropolitane nel 2030. Avanza a passi lunghi e ben distesi il PGT (Piano di Governo del Territorio, strumento che sostituisce i vecchi piani regolatori) che la Giunta ha adottato ieri. In dicembre passaggio in Consiglio Comunale e dopo la discussione con approvazione (immaginiamo) sei mesi per renderlo operativo dall’estate 2010. Il proclama del sindaco:

“Dopo 30 anni Milano decide di ridisegnare una città che cresce e si sviluppa senza consumare nuovo territorio, rigenerando aree degradate – conclude Letizia Moratti – Il suolo è per la città una risorsa limitata e per questo molto preziosa: ci poniamo l’obiettivo di ridurre dell’8% l’impronta ecologica di Milano nei prossimi 20 anni”.

Come rientrino esattamente i quasi 15 km dl tunnel da Linate all’Expo in tutto questo non è dato sapere – in un altro passaggio la Moratti parla di una città “facile da raggiungere e da percorrere”… in automobile? La mobilità del futuro? Crede nelle auto ecologiche probabilmente – ma come vi abbiamo raccontato nel corso di questi mesi, e anche di recente, il tunnel s’ha da fare. E si farà, c’è scritto davvero stavolta e carta canta. Ma forse insieme c’è bisogno di un altro tipo di carta prima: cartamoneta.

Al momento mancano ottocento milioni su 1,4 miliardi di euro per costruirlo come apprendiamo da “Il Giornale” che insieme ai quasi settecento che servono per Expo 2015 faranno sorgere quantomeno un problema di priorità per i nostri amministratori. Milano 2030: una città sviluppata in altezza, che utilizzerà molto di più il sottosuolo per la mobilità pubblica e privata, lasciando tanto verde ai cittadini. Soldi permettendo.

Foto | Flickr

La riqualificazione del Portello passa per un tunnel e un ponte

pubblicato da Trab

assegno premier

L’obiettivo è decongestionare la zona fiera con due grandi opere da realizzare entro il 2010 al Portello. Un ponte in via De Gasperi, di 80 metri di lunghezza e un tunnel lungo un chilometro, in zona Gattamelata. In questo modo, dice il Sindaco, “si potrà alleggerire il traffico di superficie, collegare in maniera più facile più punti della città e qualificare la zona verde del Monte Stella”.

Il costo degli interventi è di 105 milioni: 12 arrivano dalla Regione e 69 milioni dal Comune. Il Governo ci ha messo la faccia, recapitando un assegno di 24 milioni con un “inedito” Berlusconi sorridente. L’assegno è piaciuto alla Moratti, tanto da mostrarlo orgogliosa in conferenza stampa, alla quale era presente anche il sottosegretario alle infrastrutture Montavani. Prepariamoci, potrebbe essere la prova per un nuovo conio: banconote con impressa la faccia sorridente del nostro Presidente e magari una vignetta che invita a spenderle. Mi torna alla mente la mitica banconota distribuita a Roma durante un corteo anti-Gelmini.

Ma non travisiamo… Concretamente il progetto “Gattamelata” consta di un nuovo iti­nerario lungo circa un chilometro e mezzo che prevede un collegamento sotterraneo tra via Palaz­zolo, le nuove aree del parco e viale Serra e una nuova viabilità urbana di superficie per consentire il collegamento tra viale De Gasperi e piazzale Ac­cursio attraverso un pon­te ad arco di 80 metri.

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Mega tunnel fino a Linate per l'expo 2015?

pubblicato da Gabriele Ferraresi

tunnel linate

Otto città italiane stanno studiando l’idea di realizzare tunnel interrati per cancellare il traffico dalla superficie. Tra queste c’è Milano, che ha nella Torno - una multinazionale delle costruzioni che ha già le mani su tutte le linee della metro - una delle imprese in prima fila. Torno Internazionale Spa in realtà significa Unicredit e Falck. Il progetto è spiegato bene in questo post del blog di Panorama:

Il progetto, che ha già ricevuto la dichiarazione di pubblica utilità, collegava l’attuale area dell’Expo 2015 e piazza della Repubblica, in centro. Il sindaco Letizia Moratti immagina l’allungamento del tunnel fino all’aeroporto di Linate. Risultato: 15 chilometri di strada sotterranea che tagliano Milano, alta circa 5 metri, a 6 corsie (due per senso di marcia più due d’emergenza) con nove uscite verso la superficie, per ridurre del 50 per cento le emissioni nocive (i gas di scarico vengono trattati all’interno del tunnel) e con un costo per il Comune pari a zero. Perché la Torno incasserà i pedaggi

Una soluzione quasi parigina al traffico; anche se come sembra Linate è destinato a fare una brutta fine, perchè costruire un tunnel che arrivi fino al city airport? Splendido come a volte le istituzioni si autocontraddicano.

34 kilometri di gallerie contro traffico ed inquinamento

pubblicato da luca

34 kilometri di gallerie a quaranta metri di profondità, nella pancia di Milano; questa è l’idea che oggi il sindaco Moratti vaglierà in un incontro con i responsabili della Progetto Bastioni Spa.

Il progetto, il cui via libera era stato dato da Albertini (lo stesso, per intenderci, dei parcheggi sparsi nel centro di Milano), dovrebbe avere lo stesso scopo che ad oggi ha l’Ecopass ovvero di ridurre inquinamento e traffico urbano, sotterrando entrambi sotto una colonna di terreno.

L’opera costerà 1,8 miliardi e sarà realizzata in project financing; una volta realizzata si potrà andare da Repubblica a Forlanini passando sotto la città in un tunnel a tre corsie, con 14 accessi e dietro pagamento di 60 centesimi al kilometro. La profondità sarà di quaranta metri per evitare danni a falda acquifera, linee metropolitane, monumenti e fondamenta delle abitazioni.