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Tutti gli articoli con tag unesco

Weekend fuori porta - Il Sacro Monte di Varallo

pubblicato da carloprevosti

Sacro Monte di Varallo
La gita fuori porta di questo weekend ci porta a scoprire un luogo suggestivo e ricco di fascino e di suggestioni sacre. Ci dirigiamo verso la città di Verbania, sulla sponda piemontese del Lago Maggiore, imbocchiamo la Valsesia e andiamo a scoprire il Sacro Monte di Varallo.

Inserito nel 2003 nella lista dei siti protetti dall’Unesco come Patrimonio dell’Umanità, il Sacro Monte di Varallo è il più antico esempio di questo tipo di architettura sacra e, secondo molti esperti, anche quello dal maggior interesse artistico. Si tratta di un percorso della fede che consta di di una basilica e di quarantacinque cappelle arricchite da sfarzosi affreschi e oltre ottocento statue che descrivono le principali storie della Bibbia.

La necessità di un Sacro Monte fu percepita del 1478 da Padre Bernardino Caimi, che volle dare vita a una Terra Santa in miniatura per i pellegrini che volevano partire verso la Palestina, creando quasi una guida per viaggiatori della sua epoca. Varallo fu scelto come luogo più adatto per costruire questo piccolo mondo. Solo tredici anni dopo fu terminata la costruzione della cappella del Santo Sepolcro, una perfetta imitazione di quella di esistente a Gerusalemme.

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Weekend fuori porta - Il monte San Giorgio, protetto dall'Unesco

pubblicato da carloprevosti

Monte San Giorgio
La gita fuori porta di questo weekend ci porta a sconfinare in terra Svizzera, nel vicino Canton Ticino, per andare a scoprire un luogo che anche l’Unesco ha scelto di inserire nella lista del patrimonio dell’umanità per le sue caratteristiche uniche. Raggiungiamo il Lago di Lugano per andare a scoprire il monte San Giorgio.

Oltre agli splendidi panorami che si possono godere dalla sua cima, a quasi 1100 metri, il monte San Giorgio gode di una caratteristica unica. Sulle sue pendici infatti sono stati scoperti eccezionali giacimenti di fossili e resti paleontologici che si possono dividere su cinque livelli fossiliferi risalenti a 230 milioni di anni fa. Scheletri di dinosauri marini sono stati ritrovati in questi luoghi fin dal diciannovesimo secolo, attirando così l’attenzione del mondo su questa piccola Jurassic Park svizzera.

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Weekend fuori porta - Bellinzona e i suoi tre castelli

pubblicato da carloprevosti

I Castelli di Bellinzona
La gita fuori porta di questo fine settimana ci porta a varcare i confini con la vicina Svizzera, risaliremo il canton Ticino alla scoperta di una sorprendete città fortificata e dei sui tre castelli; stiamo andando a scoprire Bellinzona.

Capitale amministrativa del Cantone, la città di Bellinzona è da sempre un punto strategico dei traffici e dei commerci tra l’Italia e il nord Europa. Posta a Nord del Lago Maggiore, di cui però non lambisce le coste, Bellinzona è un baluardo che protegge l’imbocco della Valle Leventina che conduce fino al Passo del San Gottardo, verso ovest, e la valle che conduce al Passo del San Bernardino, in direzione dei Grigioni a est. Il fondo valle molto ampio ha in passato avuto necessità di una grande opera di fortificazione che ha dato vita a uno splendido complesso di castelli e di mura merlate conservato in modo eccezionale fino a oggi. Non a caso l’etimologia del suo nome deriva dal nome latino bilitionem che significa “zona bellica”.

Il Castelgrande è il più grande tra i castelli ed è quello che domina con il suo aspetto austero la città bassa. Risalendo sul crinale si incontra il Castello di Montebello e più in alto, posto in un ottimo punto di osservazione sulla valle, si trova il Castello di Sasso Corbaro. Strette vie e scalinate ripide costeggiano La Murata e collegano i tre forti in un suggestivo intrico di percorsi pedonali.
I Castelli di Bellinzona
I Castelli di BellinzonaI Castelli di BellinzonaI Castelli di BellinzonaI Castelli di Bellinzona

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Dopo il fallimento di Zunino, Sesto pensa al futuro: le Aree Falck diventeranno patrimonio UNESCO?

pubblicato da giulio


Del possibile fallimento della Risanamento di Luigi Zunino avrete sicuramente sentito parlare: in caso contrario, potete rimediare leggendo quanto scritto da finanzablog sulla possibilità di un salvataggio da parte delle banche e sulle eventuali conseguenze di un crack.

Come scrivono per l’appunto i colleghi, il fallimento “sarebbe un disastro per Milano, dove il gruppo di Luigi Zunino gestisce progetti chiave come quello di Santa Giulia e dell’Ex Area Falck“. Riguardo a quest’ultima arrivano peraltro in questi giorni notizie interessanti, che potrebbero prefigurare un uso dei resti industriali alternativo al tanto decantato progetto di Renzo Piano.

Come riportato dall’ANSA, infatti, Sesto San Giovanni ha presentato la propria candidatura per iscrivere i propri siti industriali nella lista Unesco del patrimonio dell’umanita’. La bozza del dossier di candidatura e’ ora al ministero dei Beni culturali, che dovra’ valutarlo.

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Weekend fuori porta - Tra fede e natura al Santuario di Oropa

pubblicato da carloprevosti

Santuario d'Oropa
La gita fuori porta di questo lungo fine settimana del 1° di Maggio ci porta in un luogo dove fede e natura convivono in piena armonia, giusto qualche chilometro a nord rispetto alla città di Biella. Questo weekend andiamo a visitare il Santuario dedicato alla Madonna Nera di Oropa.

Il santuario è collocato in uno spettacolare anfiteatro naturale circondato dalle cime delle Prealpi Biellesi, a circa 1200 metri ed è immerso in una fitta boscaglia densa di sentieri che conducono a itinerari alpini adatti per chi ama il trekking e le passeggiate in montagna.

Il complesso sacro è il punto di arrivo di un Sacro Monte, un percorso di fede dedicato alla figura della Madonna, unico esempio di questo genere fra i sacri monti prealpini. La tradizione vuole che la fondazione del primo insediamento risalga al quarto secolo, anche se non ci sono documenti che confermino la data, ad opera di Sant’Eusebio, allora vescovo di Vercelli. Per conoscere meglio la storia del Santuario e avere informazioni sull’ospitalità che viene fornita ai visitatori, il sito ufficiale è ricco di notizie, è possibile inoltre scaricare una cartina coi percorsi da seguire per raggiungerlo. Nel 2003, il complesso di Oropa è stato inserito nel Patrimonio dell’Umanità protetto dall’Unesco.

Santuario d’Oropa
Santuario d'OropaSantuario d'OropaSantuario d'OropaSantuario d'Oropa

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Weekend fuori porta - L'utopia di Crespi d'Adda

pubblicato da carloprevosti

Crespi d'Adda

Per la gita fuori porta di questa settimana, a meno di un’ora di macchina da Milano, ci porta nei pressi del comune di Capriate San Gervasio, in provincia di Bergamo. Sulla sponda del fiume Adda sorge Crespi d’Adda, un villaggio operaio voluto dalla famiglia di industriali Crespi, attivi nel mercato del contone, che a fine ‘800 volle istituire un moderno Villaggio ideale del lavoro che migliorasse le condizioni di vita dei lavoratori, proprio accanto al cotonificio di famiglia.

Crespi d’Adda è un luogo che rappresenta un’utopia, una vera e propria cittadina completa costruita dal nulla dal padrone della fabbrica per i suoi dipendenti e le loro famiglie. Ciascun lavoratore viveva in una villetta dotata di un piccolo giardino e di un orto, ogni servizio necessario alla comunità era presente, compreso il cimitero.

Oggi, Crespi d’Adda è un luogo che trasuda della memoria industriale di oltre un secolo fa. Sicuramente è l’esempio di villaggio ideale meglio conservato in Europa, tanto da essere diventato un sito protetto dall’Unesco come patrimonio dell’umanità, definito un esempio eccezionale del fenomeno dei villaggi operai, il più completo e meglio conservato del Sud Europa. Le case degli operai sono a oggi abitate, ma è possibile visitare come in un museo di archeologia industriale (ma anche sociale) gran parte degli edifici che lo compongono.

Come si legge sul sito ufficiale, un secolo fa in questo piccolo mondo perfetto il padrone “regnava” dal suo castello e provvedeva come un padre a tutti i bisogni dei dipendenti: dentro e fuori la fabbrica e “dalla culla alla tomba”, anticipando le tutele dello Stato stesso. Nel Villaggio potevano abitare solo coloro che lavoravano nell’opificio, e la vita di tutti i singoli e della comunità intera “ruotava attorno alla fabbrica stessa”, ai suoi ritmi e alle sue esigenze.
Crespi d’Adda
Crespi d'AddaCrespi d'AddaCrespi d'Adda

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