
Il car pooling a Milano sbarca in Università: dal 10 ottobre studenti, professori e personale di Politecnico e Statale potranno usufruire del servizio che promette di portare meno traffico, meno emissioni e più risparmio. Cos’è il car pooling? Lo avevamo già spiegato qui, in sostanza è un sistema che si basa sui “passaggi” e sul mettere a disposizione la propria auto. Un servizio particolarmente utile nei casi di persone che lavorano o studiano nello stesso posto.
Il progetto presentato dai rettori Giovanni Azzone (Politecnico) ed Enrico Decleva (Statale), insieme all’assessore ai trasporti Pierfranceco Maran è il primo passo del progetto di Campus Sostenibile annunciato pochi giorni fa. Le basi sono solide, a quanto sembra. Oltre al finanziamento della Fondazione Cariplo (oltre 60mila euro), dietro a questa scelta c’è infatti un’indagine che ha coinvolto un campione di 15.543 persone, circa il 20 per cento degli studenti frequentanti e dei dipendenti delle università: in più di un caso su tre, gli intervistati si sono detti disponibili a condividere l’automobile per recarsi in università.
Come funziona? Già da oggi qualsiasi utente dei due atenei può registrarsi al portale e inserire richieste per i propri viaggi dal 10 ottobre in poi. Il servizio permette di inserire le richieste specificando orari e destinazioni, inviando una notifica nel caso in cui il sistema trovi un equipaggio compatibile con il servizio richiesto. Tutto è gratuito e il costo del viaggio viene suddiviso fra i passeggeri. Dalle due università sono fiduciosi sulla buona riuscita del progetto. Funzionerà? Voi che ne pensate? Sareste disponibili a condividere la vostra auto?
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Ha inaugurato oggi la nuova Bag (Bocconi art gallery), all’interno della futuristica struttura di via Roentgen 1. Non abbiamo resistito e siamo andati a dare un’occhiata. E’ stata anche una bella occasione per visitare la struttura architettonica che tanto fece scalpore quando fu presentata. Gli ambienti sono enormi, razionalisti, geometrici e minimali. Tutto marmi, scale, anfratti, sale e vetrate gigantesche. C’è da perdersi. Mi sarei aspettato più gente, più fotografi, più televisione, invece ho avuto l’impressione di un’inaugurazione sotto tono, direi sommessa. In fondo, ho pensato, la Bocconi rimane comunque un ateneo, anche se la trasformazione in museo, meglio galleria contemporanea, gli è riuscita bene. Le opere in esposizione sono 35, alcune perfettamente integrate nella struttura della Bocconi, tanto da sembrare un unicum.
Installazioni, sculture e dipinti corredano i tre palazzi, via Sarfatti e via Bocconi compresi. “Non solo economia dunque, ma la comprensione di un orizzonte più ampio, per studenti cittadini del mondo e che devono avere uno stile in sintonia con la contemporaneità, la stessa che dovranno avere nella loro vita lavorativa”, dice il presidente del Comitato Severino Salvemini nel video di presentazione. Le opere non sono di proprietà della Bocconi, ma di proprietà di fondazioni e degli stessi artisti. Queste opere hanno una rotazione di circa un anno.
Bocconi Art Gallery: le foto dell’inaugurazione
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Da domani l’università di Economia si apre all’arte. Da ateneo a museo, il passo è breve. Presso la nuova struttura di via Roentgen 1 nasce Bag, Bocconi art gallery, il progetto culturale che sarà presentato domani, alle 18, con un grande happening aperto a tutti che coinvolgerà artisti, galleristi e semplici curiosi, durante il quale sarà possibile visitare tutte le opere esposte e dialogare con alcuni degli artisti che le hanno realizzate, tra cui Arnaldo Pomodoro. Evento che continuerà, dalle ore 21, con il concerto della Civica Jazz Band diretta dal maestro Enrico Intra e con il trombettista Enrico Rava come special guest.
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Il colpo di coda di Edoardo Croci, prima del suo trasferimento ad altri compiti, è pronto: un progetto per pedonalizzare 9 zone, una una mappa dettagliata e precisa: navigli, Sarpi, quadrilatero (Borgospesso e via Spiga, Montenapo in un secondo momento), università e altre zone a “forte domanda pedonale”. Quartieri per lo shopping, università e tutti quei luoghi di carattere monumentale o culturale.
Il campus Bocconi è già un progetto avviato, l’area intorno a via Sraffa sarà isola pedonale. Progetto del tutto analogo in piazza Leonardo da Vinci, davanti al Politecnico. Poi ci sono i quartieri della cultura. A Brera il via all’isola è questione di settimane, ma anche nella zona davanti alla biblioteca Ambrosiana c’è un antico progetto che presto uscirà dai cassetti. Dai Navigli a via Sarpi fino al quadrilatero il dibattito è aperto da anni, ma l’intenzione ora è di cominciare da via Borgospesso con il desiderio di straripare anche in Montenapoleone.
E ancora quartieri dove il traffico sarà fortemente ridotto, con dissuasori, limiti di velocità, sensi unici alternati. Una piccola rivoluzione che renderebbe la città innegabilmente più vivibile. “Più salute, più qualità della vita e anche più affari”. In Consiglio parlano anche di pedonalizzazione flessibile: chiusura al traffico di notte (in Montenapoleone) o durante i giorni festivi (B. Aires).
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Ricordate la nostra serie di reportage sulle emblematiche assurdità in Bicocca? Avevamo parlato del palazzo costruito addosso a una villa settecentesca, del parchetto-zona tampone di viale Sarca e delle parti incompiute ormai da anni.
E poi vi avevamo raccontato della “piazzetta meno accogliente del mondo“: ribassata, priva di qualsiasi posto per sedersi e di conseguenza evitata da qualsiasi forma di vita. Un caso non isolato in una Milano che cura in genere pochissimo i suoi spazi pubblici.
Una gradita sorpresa ha tuttavia accolto i frequentatori dell’Università al loro ritorno dalle vacanze: la piazzetta è stata dotata di panchine e tavoli, con addirittura annesse tende per ripararsi dal sole e vasi vuoti che (si spera) un giorno accoglieranno piante ornamentali. Tutto in gallery, e dopo il salto.

Una buona notizia per i fan delle due ruote che in un modo o nell’altro bazzicano le università milanesi: leggo sul sito della Bicocca che è in arrivo un nuovo servizio per i ciclisti, la Ciclofficina Mobile, ovvero
“un furgone accessoriato per essere una vera e propria officina viaggiante. Sarà possibile, con l’aiuto dei meccanici ciclisti dell’Associazione +bc, mantenere in ordine e riparare la propria bicicletta senza spendere nulla, salvo il costo dei pezzi di ricambio. Il servizio è stato finanziato interamente dalla Fondazione Cariplo in relazione al progetto “Mobility Management per il Sistema Universitario Milanese”, avviato nel 2005 in collaborazione con il Consorzio Poliedra ed e’ offerto gratuitamente agli Atenei milanesi”
La Ciclofficina Mobile farà tappa ogni giorno della settimana in un diverso ateneo milanese (Bicocca, Bocconi, Cattolica, Politecnico, Universita’ degli Studi): nel campus firmato da Vittorio Gregotti sarà ogni mercoledì dalle 10.00 alle 17.30, nei pressi di Piazza dell’Ateneo Nuovo, Edificio U7, ingresso parcheggi.
Non sono riuscito a reperire informazioni sui giorni di sosta nelle altre università meneghine: se li scoprite voi, segnalateceli nei commenti.
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Se avete fatto l’università a Milano negli ultimi 30 anni, è probabile che abbiate sentito parlare della “Festa di Primavera” della Facoltà di Agraria della Statale. Organizzata da studenti volontari ogni anno verso la fine di Maggio nella sede di via Celoria (Città Studi) l’avvenimento ha “il duplice scopo di aggregare gli studenti e, nel contempo, di promuovere le piccole realtà agricole attraverso la partecipazione alla festa”. Il ricavato viene poi devoluto in beneficenza.
Per i molti universitari milanesi più o meno robbosi che vi accorrono la festa è però anche - più prosaicamente - un’occasione per fare un po’ di sano casino, ballando techno e punk e tracannando sangria a 1€. Io e la mia Canon non potevamo non essere presenti, in veste di emissari di 02blog, per documentare il tutto.
Trovate tutto nella mastodontica gallery (che prosegue dopo il salto): tra gli highlights, il busto travestito (ormai una tradizione), la nuova intitolazione delle vie interne alla Facoltà e due mani colte sul fatto mentre fanno cose “che non si raccontano altrimenti le altre mani chissà cosa pensano, si scandalizzano“.
Continua a leggere: Festa della Facoltà di Agraria 2009: reportage e foto
Sono certo che i lettori di 02blog mi perdoneranno se dedico un post a raccontare la mia serata di sabato, in un certo senso utile per comprendere cosa sta accadendo alla vita notturna milanese in questi mesi: verso le 23 mi reco al Parco Lambro, allettato da un’e-mail e da un invito ricevuto su Facebook, che preannunciavano una festa:
FREE LAMBRO! THIS IS NOT A NU RAVE THIS IS MI-RAVE! Da quel lontano fine Agosto ad oggi la speranza i rivivere una pentola di sangria all’aria aperta con la musica in crescendo poghi, danze, urla migliaia di persone rotolarsi nell’erba, togliersi le scarpe, dondolare tra sound o fare capriole nell’erba! finalmente ci siamo LA FESTA DEL CAPRIOLO -è il suo compleanno- 6 DIFFERENTI SOUND DISSEMINATI NEL PARCO: 30milaW di impianto 6 DIFFERENTI GENERI:dub/techno reggae/dubstep/rock/electro NO INGRESSO! NO SPESE! NO CODE! SI PARTY! !!! MILANO CHIUDE? IL LAMBRO APRE! BELLA GENTE BAR POPOLARE BIRRA 2 EURO COCKTAIL 4 EURO
Arrivato all’ingresso di via Feltre, però, trovo alcune camionette della Polizia, e inoltrandomi nel parco solo giovani che si aggirano con aria spaesata: la festa è stata soffocata sul nascere dall’intervento delle forze dell’ordine. Si sparge però rapidamente la voce che vi sia un altro avvenimento a spontaneo: un botellon in Bicocca. Come molti altri, mi dirigo quindi verso il nord-Milano, armato di macchina fotografica.

Certo non siamo negli anni ‘70 e per fortuna. Ma ci sono piccoli segnali che dovrebbero far preoccupare chi amministra la città, segnali che sottolineano un acuirsi delle tensioni tra fazioni opposte, anche nelle Università, luoghi di dialogo e confronto pacifico. Oggi verso le 14 alla Statale si è sfiorata la rissa, almeno da quello che scrive Repubblica.
L’allestimento di un banchetto di militanti di Azione universitaria per una petizione contro l’ingresso di estranei nell’ateneo (uno delle proposte era di attivare tornelli o badge all’ingresso nell’Ateneo per evitare che estranei entrassero indisturbati) ha scatenato le ire degli studenti di sinistra che contestano alla fazione opposta di voler far diventare l’Università un luogo blindato. A placare i bollenti spiriti sono intervenuti una trentina di uomini delle forze dell’ordine per dividere gli studenti che per circa un’ora si sono fronteggiati nell’atrio della Statale.
E voi l’avreste firmata quella petizione?
Il quartiere Bicocca non è solo un posto pieno di discutibili edifici moderni, ma è anche un luogo costellato di piccole e grandi assurdità architettonico-urbanistiche, minuscoli emblemi di come viene gestita la nostra cara Milano.
Il mese scorso vi abbiamo raccontato del palazzone costruito attaccato alla villa settecentesca; oggi è il turno di uno scandalo meno appariscente, ma non meno paradossale: quello della piazzetta ribassata di fronte all’edificio U-7 dell’Università, in via Padre Gerardo Beccaro.
La costruzione della piazza è cominciata già nel lontano 2002, per essere terminata “solo” un paio di anni dopo. Ma (ecco la prima assurdità), le barriere al suo ingresso sono state rimosse solo da pochi mesi. Poco male, verrebbe da dire, visto che studenti e abitanti del quartiere sembrano evitarla comunque.
L’assurda piazzetta dell’edificio U-7 in Bicocca
Continua a leggere: Assurdità in Bicocca parte 2: la piazzetta meno accogliente del mondo