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Tutti gli articoli con tag via padova

Mamma Natura, il negozio che vende tutto sfuso in Via Padova 186

pubblicato da Andrea Coccia

mamma natura, vendita prodotti sfusi, via padova

Si chiama Mamma Natura e da mercoledì scorso ha riempito due vetrine di via Padova - all’altezza della biblioteca di Cimiano, proprio di fianco alla Asl - che dai tempi del fiorista non erano mai state così belle. L’ambiente è minimal, ed è proprio questo il punto. Sì, perché l’idea che ha fatto muovere i primi passi alla giovane coppia che lo gestisce è proprio l’avversione per tutto ciò che è inutile, a partire dal packaging fino alle etichette: ovvero tutto quell’ambaradan di carta, cartone, plastica e cellofan che rappresenta quasi metà del prezzo dei prodotti, ma che è anche la prima cosa di cui ci vogliamo liberare.

Pasta biologica, vino sfuso da tavola a basso chilometraggio - scelto con cura da un sommelier -, cosmetici (de)confenzionati e sbrandizzati (senza marca), sughi disidratati, una decina di varietà di tè, una ventina di varietà di sale da cucina (da quello rosso delle Hawaii a quello nero dell’India, passando dal blu di Persia, dal rosso dell’Himalaya e dal bianco di Camargue) e poi cereali, legumi, saponi da tagliare al peso, detersivi vari. Queste sono le mercanzie che potrete trovare da Mamma Natura, in via Padova 186. Ovviamente il tutto è venduto rigorosamente sfuso, al peso.

Da una settimana ha aperto in via Padova Mamma Natura: per dire basta a confezioni e contenitori inutili. Siamo andati a visitarlo per voi...Da una settimana ha aperto in via Padova Mamma Natura: per dire basta a confezioni e contenitori inutili. Siamo andati a visitarlo per voi...Da una settimana ha aperto in via Padova Mamma Natura: per dire basta a confezioni e contenitori inutili. Siamo andati a visitarlo per voi...Da una settimana ha aperto in via Padova Mamma Natura: per dire basta a confezioni e contenitori inutili. Siamo andati a visitarlo per voi...

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Video: via Padova, istruzioni per l'uso - Il documentario di Giulia Ciniselli e Anna Bernasconi

pubblicato da Gabriele Ferraresi

In questi giorni si è parlato - male - della zona tra viale Monza e viale Padova, e dello spaccio in via Crespi; se vi siete persi qualcosa, c’è il pezzo di Repubblica. Ma proprio stamattina mi hanno segnalato un documentario interessante, via Padova, istruzioni per l’uso: non è recentissimo - è del 2010 - ma è comunque utile perché offre decisamente un’altra prospettiva sulla zona, sui suoi problemi e anche sulle sue immense potenzialità.

A via Padova aveva dedicato un bel ritratto qualche tempo fa il nostro Andrea Coccia, da rileggere. Cercando qualche informazione in più sul documentario di Giulia Ciniselli e Anna Bernasconi, ho trovato il presskit - se volete approfondire, scaricatelo in pdf - con la sinossi:

Maria è nonna di quattro nipoti, fa la badante, ogni settimana spedisce pacchi regalo in Moldavia. Rosario è ragazza madre, fa due lavori, arriva dall’Ecuador. Lola è una prostituta argentina, Tomoko un’artista pop giapponese. Frammenti di vita si incrociano a Milano in via Padova, 4 km che corrono dal centro alla periferia. Nihal, 22 anni, arriva dall’Egitto in abito da sposa vive al Jolly Inn, il condominio dello spaccio che una volta era hotel. Jenny e Dorothea, 16 anni, vengono cacciate dai negozi perchè sono rom. Le loro storie si intrecciano sullo fondo di in una delle zone più multietniche e discusse della città.

Se volete vedervi qualche pezzo del documentario invece, ci sono un po’ di spezzoni su youtube.

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Marcia indietro del Comune: non verranno prolungate le ordinanze coprifuoco

pubblicato da Andrea Coccia

Marcia indietro del Comune: non verranno prolungate le ordinanze coprifuoco Non sono passati nemmeno dodici mesi dal 13 febbraio 2010, quando l’omicidio di un ragazzo egiziano in via Padova aveva portato il Comune a intervenire con le contestatissime ordinanze anti degrado, in pratica una sorta di coprifuoco che imponeva, prima ai negozianti di via Padova, poi a quelli di altre zone ritenute calde dall’amministrazione comunale, di chiudere le serrande a orari prefissati.

Dietro la probabile decisione del Comune di non prolungare le ordinanze, in scadenza il 31 gennaio, ci sono soprattutto le molteplici decisioni del Tar che ha finora accettato tutte le istanze sostenute dall’Epam, associazione che riunisce alcuni dei commercianti di una zona interessata, attraverso la voce di Alfredo Zini, ha affermato che “sarebbe una vittoria per noi, che da mesi ripetiamo che la sicurezza non si ottiene imponendo indistintamente a tutti i locali di una zona di abbassare prima le serrande, con pesanti conseguenze economiche che si riflettono anche sull’indotto”.

La decisione del Comune di non prolungare le ordinanze, se effettivamente sarà confermata - si legge qualcosa a riguardo su MilanoMovida - sarebbe senz’altro una bella boccata di ossigeno e di vita, non solo per tutte le attività commerciali che per questi undici mesi hanno visto sommarsi ai disagi della crisi dei consumi, l’ulteriore disagio arrecato dall’imposizione di un vero e proprio coprifuoco, ma anche e soprattutto per gli abitanti delle aree in questione che molto più di chiusure, di divieti e di coprifuochi, hanno bisogno di libertà, investimenti e fiducia.

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Updates: luminarie rimosse in Via Padova, l'Assessore spiega il dietrofront

pubblicato da Trab

luminarie natale

Dopo il post sulla rimozione delle luminarie multietniche in Via Padova si è scatenato un putiferio tra i nostri lettori, che si sono interrogati sul senso del Natale, festa cristiana per eccellenza e sulla necessità di augurare buone feste anche a chi festa non fa. In molti avevano interpretato il gesto del Comune di Milano come un segno politico, peraltro parecchio oneroso visto che la spesa per l’installazione e la immediata rimozione delle luminarie è stata doppia.

Un comportamento senz’altro goffo, per molti inappropriato. Non poteva mancare la risposta dell’assessore al Decoro, all’Arredo Urbano e al Verde, Maurizio Cadeo: “L’illuminazione di viale Padova, con il progetto dei cuori di luce, è stata fortemente voluta e pagata dal Comune di Milano, come segnale forte di attenzione di una importante via di periferia”.

Fin qui tutto bene. Augurare buone feste a chi vive la città ma non è italiano è un bel segnale politicamente corretto. Poi però il ripensamento, dato che l’Assessore ha ritenuto opportuno spostare le scritte in altre vie di accesso alla città di Milano, come per esempio viale Forlanini.

Foto by Flickr

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Natale in Via Padova: è polemica sulle luminarie, rimosse quelle multietniche

pubblicato da Trab

luci natale

E’ Facebook a catalizzare la mia attenzione per una polemica che vede coinvolte il Comune e 50 Associazioni di via Padova. Cosa è successo è presto detto: le luminarie natalizie - frutto di un progetto artistico dell’artigiano Claudio Sighieri - inizialmente installate in via Padova recavano la scritta “buone feste” in italiano, francese, spagnolo, inglese, cinese e arabo, accompagnate dal simbolo universale del cuore rosso.

Ieri l’amara sorpresa: le luminarie multilingua sono state inspiegabilmente rimosse (con una spesa doppia) e al loro posto sono state montate luci diverse con un’unica scritta in italiano “auguri”. L’ intervento sostitutivo, si legge nella nota, è stato fatto dall”Assessore all’Arredo Urbano Cadeo (competente per i progetti di illuminazione artistica della città, soggetti per contratto a sue modifiche) a seguito di proteste di “famiglie e cittadini”, non ben definite.

Il messaggio che si veicola con questo atto è inaccettabile, come tutto ciò che questa amministrazione comunale “decide” per Via Padova, ancora da prima dei cosiddetti fatti che hanno dato luogo al coprifuoco,alle ordinanze del sindaco, alla militarizzazione della via. Il business in piazza Duomo e la negazione dell’esistenza di comunità straniere, il dio denaro e la reiterazione della paura, vero must della campagna elettorale. Questo è il loro Natale.

Foto by Flickr

Sondaggio. Coprifuoco a Milano: favorevoli o contrari?

pubblicato da giovanni molaschi

A meno di sei mesi dagli scontri di Via Padova l’amministrazione di Letizia Moratti ha deciso di estendere anche per la zona di Corso Lodi il coprifuoco già in vigore per la zona di Milano in cui un extracomunitario perse la vita a causa di un futile litigio.

Malgrado i recenti avvenimenti di cronaca, a causa dei quali una donna filippina è stata uccisa a pugni da un uomo ucraino, il coprifuoco oltre a Corso Lodi non è stato esteso a Viale Abruzzi dove, appunto, una donna è stata uccisa.

L’amministrazione Moratti, come spiegato a Radio 24 dal Vicesindaco di Milano Riccardo De Corato, avrebbe deciso di limitare le attività di Corso Lodi su richiesta degli stessi cittadini che al Giorno hanno espresso la propria soddisfazione per quando deciso dalle autorità.

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Trivial: le vie del commercio milanese in cifre nella ricerca della Camera di Commercio

pubblicato da Trab



Curiosa l’ultima ricerca della Camera di Commercio che ha indagato sulla distribuzione delle sedi di impresa e unità locali sulle quasi 4 mila vie di Milano, complice il Lab MiM - Laboratorio Monitoraggio Imprese Milano. Emergono dati curiosi. Tipo, la via con più imprese a Milano nel 2010. Curiosi? Dopo il salto ve lo diciamo. Prima però vogliamo coinvolgervi in un piccolo trivial a tema commerciale. Necessari carta e penna dove segnare le vostre risposte.

Avete pensato a qual è la via con più imprese? una via lunga senz’altro. Sparate! Ora pensate in quali vie milanesi la maggioranza delle imprese ha un titolare donna. Questa è davvero difficile. Se non ne avete la più pallida, potete provare con un quesito più semplice: in quale via si trovano la maggioranza dei negozi? In quale via il maggior numero di ristoranti e, infine, in quale via si trovano il maggior numero di alberghi? Dopo il salto le risposte ai quesiti.

Foto by Flickr

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Via Padova è meglio di Milano, un weekend di iniziative

pubblicato da carloprevosti

Scuse di Via Padova

Sebbene sembri i media dipingano Via Padova come il luogo più oscuro (non solo per colore di carnagione) di Milano, Via Padova gode di molti sostenitori che ci tengono a ribadire come non si tratti di un ghetto, che iniziative come il coprifuoco o la militarizzazione del quartiere non siano altro che un modo esibire un controllo sulla zona che invece non esiste. Il problema dell’integrazione invece, leggete questo post per capire meglio di che si tratta, ma fintanto che si pensa che un clandestino di norma delinque allora l’unica soluzione sono i soldati.

Ecco quindi che dopo la bella manifestazione di fine aprile conclusasi al parco Trotter, ecco un’altra iniziativa tesa a far puntare l’attenzione su questa zona ma per motivi che non sono la delinquenza, i clandestini o le bande dei latinos. Si chiama Meglioviapadova, un’iniziativa che tra il 22 e il 23 di maggio animerà il quartiere più multiculturale di Milano, che sceglie di mettersi in mostra e accogliere la città con spettacoli di intrattenimento, cultura, sport, gastronomia, convivialità e molto altro ancora, in una due giorni di eventi per tutti i gusti e per ogni età, qui il programma degli appuntamenti.

Una festa con un titolo regalato da un bambino che partecipando a un laboratorio di didattica e arte contemporanea in cui era prevista una visita guidata ai segreti di via Padova, alla domanda di che idea si era fatto di questa via ha risposto con “Via Padova è meglio di Milano”.

E intanto su Facebook nasce un gruppo (da cui le foto) che si chiama Scusateci per via Padova

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Nasce a Milano la prima banca per immigrati

pubblicato da giovanni molaschi



A poche settimane dallo sciopero degli immigrati, su cui abbiamo abbondantemente ragionato su polisblog.it, a Milano in via Pergolesi è nata la prima filiale di Extra Banca. Una banca che si propone di curare il credito dei cittadini non italiani residenti nel nostro paese.

Extra Banca, come dichiarato in più occasioni dal direttore generale Paolo Caroli, è al momento gestita da 20 dipendenti. La maggior parte di loro è straniera e può garantire ai clienti un servizio poliglotta. Ad oggi l’assistenza sarà gestita in 11 lingue diverse.

Il progetto è stato benedetto anche da Giorgio Napolitano secondo il quale Extra Banca si basa sui principi fondamentali delle moderne società multietniche a cui aspirano anche le persone che insieme lo scorso 1° marzo hanno sfilato per tutelare i diritti dei cittadini immigrati.

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Via Padova: Letizia Moratti firma le ordinanze coprifuoco

pubblicato da Silvio Gulizia

letizia moratti de corato via padovaDegrado in via Padova: il Comune testerà, fino al 31 luglio, due ordinanze per garantire sicurezza e legalità che il sindaco Moratti ha annunciato aver intenzione di estendere ad altre zone della città, se daranno buoni risultati. Dal 25 marzo la zona di via Padova sarà soggetta a chiusura anticipata e obbligo di denucia degli occupanti delle case affittate: questa la reazione del primo cittadino ai disordini provocati dagli immigrati dopo l’uccisione di un ragazzo egiziano in uno scontro fra stranieri il 13 febbraio.

La chiusura anticipata era attesa e differisce a seconda delle categorie. Così le discoteche chiuderanno alle 3 e i gelatai all’1, come take-away e kebap. I centri massaggi si fermeranno alle 20 e i phone center abbasseranno le serrande alle 22. Sono previste sanzioni calibrate sulle leggi vigenti e che vanno da 67 a 3.333 euro.

Tutto questo per evitare gli assembramenti in strada, ritenuti dal Comune - che ora vieta anche qui la vendita di bottiglie di vetro dopo le 20, ambulanti compresi - fonte di pericolo. Con buona pace degli esercenti che avevano protestato negli scorsi giorni: “Per ora viene prima la sicurezza” ha spiegato il Sindaco.

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