A proposito di cantieri che chiudono e di opere pubbliche… sabato 9 aprile ci sarà l’inaugurazione della “nuova” via Paolo Sarpi, con tanto di isola pedonale. Già in passato vi avevamo raccontato come stia cambiando questa via storica di Milano, per esempio con queste foto scattate da Giulio un paio d’anni fa.
Su Cantiere Sarpi un po’ di faq interessanti per farsi un’idea dei lavori svolti. Avrebbero dovuto finire a gennaio - così spiegava De Corato - si è andati lunghi, ma di poco. Sul versante delle sanzioni per l’accesso, per il primo mese le telecamere saranno utilizzate solo per sorvegliare il traffico. Dopo i trenta giorni di embargo, partiranno le multe
Il Comune ha infatti ottenuto l’autorizzazione ministeriale per la posa degli occhi elettronici che sanzionano automaticamente gli accessi con 88 euro di multa, come avviene per le zone a traffico limitato. L’isola pedonale Sarpi sarà pertanto controllata da 5 telecamere che verranno poste agli incroci tra via Sarpi e Largo Gadda, via Rosmini, via Bramante e Niccolini
Foto | Flickr

Fino a gennaio dello scorso anno abitavo a due passi da Via Paolo Sarpi e nonostante la nota ritrosia della comunità cinese a socializzare (al di fuori degli scambi economici) ammetto che mi manca la strana atmosfera che si respira in quella zona, differente rispetto agli altri quartieri multietnici di Milano (nei mesi successivi sono passato da Via Padova alla Barona). Sicuramente uno dei momenti più belli da stiamo per entrare nell’anno del Coniglio e saranno oltre 20000 i cinesi “milanesi” pronti a festeggiare l’anno nuovo con feste, concerti e gli immancabili fuochi d’artificio, fino all’evento più atteso della sfilata dei draghi prevista per sabato 12.
Secondo lo zodiaco cinese i nati sotto il segno del coniglio sono persone di grande talento e sono ambiziosi; dimostrano notevole capacità negli affari. Si saluta così l’anno della tigre, con una celebrazione che durerà ben due settimane. La tradizione vuole che oggi le famiglie festeggino in casa e alla mezzanotte i mortaretti saluteranno il nuovo anno in modo decisamente rumoroso.
La festa prosegue giovedì 3 in Bicocca dove alcuni studenti, in gemellaggio con la ChongQing University, organizzano una festa serale. Il 4 marzo Xian Zhang dirigerà un concerto della Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi, mentre la sera di domenica 6 febbraio al Teatro degli Arcimboldi il soprano Lu Wei canterà brani musicali cinesi tradizionali e moderni. Mercoledì 9 si torna al Teatro Dal Verme per uno spettacolo di balli e canti tradizionali cinesi, mentre la Danza del drago chiuderà le feste in piazza Duomo sabato 12 a partire dalle ore 15.
Non sono passati nemmeno dodici mesi dal 13 febbraio 2010, quando l’omicidio di un ragazzo egiziano in via Padova aveva portato il Comune a intervenire con le contestatissime ordinanze anti degrado, in pratica una sorta di coprifuoco che imponeva, prima ai negozianti di via Padova, poi a quelli di altre zone ritenute calde dall’amministrazione comunale, di chiudere le serrande a orari prefissati.
Dietro la probabile decisione del Comune di non prolungare le ordinanze, in scadenza il 31 gennaio, ci sono soprattutto le molteplici decisioni del Tar che ha finora accettato tutte le istanze sostenute dall’Epam, associazione che riunisce alcuni dei commercianti di una zona interessata, attraverso la voce di Alfredo Zini, ha affermato che “sarebbe una vittoria per noi, che da mesi ripetiamo che la sicurezza non si ottiene imponendo indistintamente a tutti i locali di una zona di abbassare prima le serrande, con pesanti conseguenze economiche che si riflettono anche sull’indotto”.
La decisione del Comune di non prolungare le ordinanze, se effettivamente sarà confermata - si legge qualcosa a riguardo su MilanoMovida - sarebbe senz’altro una bella boccata di ossigeno e di vita, non solo per tutte le attività commerciali che per questi undici mesi hanno visto sommarsi ai disagi della crisi dei consumi, l’ulteriore disagio arrecato dall’imposizione di un vero e proprio coprifuoco, ma anche e soprattutto per gli abitanti delle aree in questione che molto più di chiusure, di divieti e di coprifuochi, hanno bisogno di libertà, investimenti e fiducia.
Progettato dal gruppo di lavoro “Il Fosco” del Politecnico di Milano, ovvero Giorgio Bordiga, Maura Corvace, Sara Manzini e Riccardo Volpato, “Sonata per Sarpi” è un vivace documentario di cinque minuti ambientato nelle strade, nei negozi e nei cortili della Milano settentrionale, via Piero della Francesca, via Bullona con la vecchia stazione, via Giuseppe Giusti, via Paolo Sarpi…
Io non so se sia una delle “zone più controverse di Milano” come lo definisce uno dei suoi autori, di certo è un incrocio di vie che finisce spesso sui giornali, che fa notizia ma al contempo è “invisibile”. Un breve filmato come quello qui presentato aiuta a immaginare il quartiere senza i filtri dei media, incontrando i personaggi che lo popolano – Cristina, Francesco, Dian, don Mario e don Domenico… – direttamente.
“Non è proprio cinese, neanche italiano” afferma uno dei protagonisti di “Sonata per Sarpi” parlando del luogo in cui vive (che è in fondo anche il nostro luogo, non importa se distante cento metri o tre chilometri) forse definendo così al meglio un pezzo di città che, più di altri, sta vivendo un giorno dopo l’altro un cambiamento sociale radicale. Complimenti a “Il Fosco”.
Video | Sonata per Sarpi / Giorgio Bordiga by Vimeo

A poche settimane dallo sciopero degli immigrati, su cui abbiamo abbondantemente ragionato su polisblog.it, a Milano in via Pergolesi è nata la prima filiale di Extra Banca. Una banca che si propone di curare il credito dei cittadini non italiani residenti nel nostro paese.
Extra Banca, come dichiarato in più occasioni dal direttore generale Paolo Caroli, è al momento gestita da 20 dipendenti. La maggior parte di loro è straniera e può garantire ai clienti un servizio poliglotta. Ad oggi l’assistenza sarà gestita in 11 lingue diverse.
Il progetto è stato benedetto anche da Giorgio Napolitano secondo il quale Extra Banca si basa sui principi fondamentali delle moderne società multietniche a cui aspirano anche le persone che insieme lo scorso 1° marzo hanno sfilato per tutelare i diritti dei cittadini immigrati.
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I ripetuti scontri registrati a Milano negli ultimi anni nei quartieri dove risiedono le comunità di immigrati ha reso il capoluogo lombardo un po’ meno cosmopolita quindi, a tratti, inadatto alla prossima esposizione universale.
La moda, da sola, non basta per ridare a Milano il lustro che progressivamente a perso in Via Paolo Sarpi e in Via Padova. Si deve, necessariamente, ragionare anche su altro. Sullo sport ad esempio.
Le istituzioni, se davvero credono nell’integrazione, dovrebbero seguire l’esempio della Padania e fare di Mario Balotelli, calciatore interista spesso al centro di episodi razzisti, un ambasciatore chiedendo pubblicamente la sua presenza nella nazionale di Marcello Lippi.

A pochi giorni dagli scontri di via Padova, che hanno riacceso le polemiche sull’integrazione degli stranieri a Milano, ecco uscire un opera visuale dedicata a un altro dei quartieri “etnici” di Milano: quello di via Paolo Sarpi.
Stiamo parlando di Giallo a Milano - Made in Chinatown, film-documentario ed esperimento cross-mediale diretto da Sergio Basso e prodotto da La Sarraz Pictures, da ieri nei cinema delle principali città italiane. Il relativo gruppo di Facebook lo presenta così:
Un bel giorno un italiano chiede la mano a una cinese, e questo genera una catena di reazioni nella comunità.Dal focus particolare su una delle Chinatown più vecchie e grandi d’Europa, il film porta lo spettatore in una metafora universale, sull’odio e sui sogni tra Occidente e Cina.Un film con un accesso diretto alla comunità cinese, con un regista italiano…che parla cinese
Continua a leggere: "Made in Chinatown": esce il film-documentario sul quartiere Sarpi

Dopo le gelaterie, le pizzerie, le risotterie, i ristoranti giapponesi e i kebab, abbiamo chiesto ai lettori di 02blog di segnalarci dove si trova la migliore cioccolata calda della città. E il vincitore è risultato essere Chocolat, che era già stato segnalato nella classifica delle gelaterie.
Il bar-caffé di via Boccaccio 9 si è infatti piazzato primo con 25 voti, il 34% del totale. Sugli altri gradini del podio, ben distanziati dal vincitore ma molto vicini tra loro, troviamo Cioccolati Italiani di via De Amicis 25 (13 voti, 18%), che era sembrato spadroneggiare nei commenti ai post precedenti, e - a parimerito - Choco Cult di via Buonarroti 7 e la catena Grom (per entrambi il 15% dei voti).
Poche preferenze per gli altri, tra cui Sant Ambroeus di corso Matteotti 7, Café Saint George di via Torino 56 e il Pinguino Blu di via Paolo Sarpi 2. Dopo il salto la classifica al completo.

Ogni tanto alcune aree dimenticate di Milano tornano a far parlare di loro. Oggi tocca all’ area dismessa dell’ex scalo Farini, di proprietà delle Ferrovie di Stato. Un superficie di circa sessanta ettari a due passi dal nuovo centro direzionale della Regione e dai cantieri dell’area di Porta Garibaldi.
Questa grande area dimenticata attende di essere riqualificata da oltre venti anni. Le proposte non mancano, come quella di trasformarla in un polmone verde, potenzialmente grande come (e forse più) del Parco Sempione in modo da trasformare un proprietà pubblica in una risorsa piuttosto che per dare vita a all’ennesimo cantiere per la creazione di un nuovo quartiere.
Oggi è il Comitato Valtellina ad alzare la voce cercando di far valere le ragioni di chi abita o frequenta la zona. L’area è infatti in uno stato indegno di una città che vorrebbe fregiarsi di ospitare l’Expo2015, o comunque del si un concetto di civiltà. La zona è invasa da sporcizia e abbandonata al degrado, utilizzata come luogo di parcheggio abusivo e di scambi tra container (spesso degli import-export cinesi di Chinatown, allontanati da Via Paolo Sarpi a suon di multe). Sono in molti a sognare un parco pubblico…
Sono vent’anni lo Scalo necessita di trovare la giusta destinazione e il piano regolatore di allora già prevedeva la sua conversione in verde pubblico, come ricorda il Comitato. Ma ora si parla un nuovo cantiere edilizio. A quando una buona notizia?
Siamo in via Bertini, incrocio con Via Aleardi, poco a nord di Via Paolo Sarpi. Da qualche mese questa svolta è diventata il punto di partenza del bus che sostituisce la linea dei tram 29/30 sulla circonvallazione interna in direzione Porta Garibaldi, un autobus ogni 10 minuti che deve passare da questa strettoia per invertire la marcia.
Come spesso accade le automobili vengono parcheggiate a cavallo del marciapiede, spesso anche all’angolo della strada (che all’occhio di chi non conosce la situazione descritta sopra pare una tranquilla via di quartiere). Peccato che basta pochissimo perché il bus non riesca a passare, bloccandosi di traverso e congestionando l’incrocio fino a che l’automobilista di turno non si decide a liberare il passo (o il carro attrezzi per lui).
In mancanza di una segnalazione adeguata ed esasperati dalla situazione i residenti hanno esposto cartelli “fai da te”, non tanto per preservare le automobili dalle multe, quanto per evitare il supplizio quotidiano. Servirà a qualcosa?
Cartelli fai da te



