Nella serata ieri Geox ha inaugurato il suo nuovo negozio in via Torino (molto vicino all’angolo con Piazza Duomo). Solo una vetrina in più in una delle vie più commerciali di Milano? Forse, anche se non si tratta certo di uno shop qualsiasi: innanzitutto perchè pare che sia il più grande flagshipstore del marchio al mondo, in grado di accogliere l’intero campionario Geox.
In secondo luogo, l’edificio è stato chiamato Breathing Building. Il perchè è presto detto:
Superati i primi due piani dedicati alle vetrine Geox, il resto dell’immobile e’ interamente ricoperto da centinaia di lastre in acciaio inox di tre colori (oro, bronzo e rame). Le lamelle sono cesellate con minuscoli fori che permettono una trasparenza verso l’interno. Ogni lastra, inoltre, ha un sistema di movimentazione computerizzato simile a quello dei flap degli aerei che permette di aprire, chiudere e regolare l’inclinazione a seconda delle esigenze di climatizzazione interna: qualcosa di cangiante e in perenne movimento che anima il “Palazzo che Respira”
L’amico Francesco era presente ieri sera all’inaugurazione ed è stato così gentile da inviarci alcune delle sue foto, che vi proponiamo in gallery. Qualcun’altro di voi ha già avuto modo di vedere l’edificio dal vivo e ci può raccontare le sue impressioni?
Breathing Building: a Milano il palazzo che respira della Geox

Eccoci arrivati al terzo appuntamento con la nuova rubrica per chi vuole visitare Milano in tempi rapidissimi. Basta un weekend per vedere tutto quello che conta a Milano o è troppo? E se ci vengo solo per poche ore cosa faccio? Cosa fare? Dove andare? Dove fermarci a dormire? Scorriamo i giornali e non riusciamo a decidere.
Chiudiamo gli occhi e immaginiamo un ideale percorso per condurre mano nella mano un amico a scoprire cosa vedere (e cosa evitare): una lista dei posti imperdibili, almeno per noi (quindi assolutamente opinabili). Cosa fare a Milano in quattro, otto, ventiquattro ore. O in un week-end.
Scatta la missione impossibile. Sincronizziamo gi orologi e, nonostante il freddo pungente, prepariamo il fiato e i muscoli a una corsa in “apnea” per Milano della durata di quattro ore. Ovvio che questo lasso di tempo non è certo sufficiente per scoprire la metropoli lombarda, ma proviamo a impostare un percorso che vi conduca dove non potete non andare. Diciamocela tutta, questa volta la cultura possiamo lasciarla da parte perché richiede tempo e noi di tempo proprio non ne abbiamo.
Milano, lo abbiamo già detto non è una città molto grande per estensione, quindi questa volta ci organizziamo un percorso che permetta di spostarsi in modo rapido utilizzando soprattutto due tipologie di mezzi. Dimenticatevi gli autobus, sempre imbottigliati nel traffico, la metropolitana invece sarebbe comoda per spostamenti più lunghi, ma per oggi ci dedichiamo a giro molto più a stretto contatto con le strade. L’idea è quindi quella usare i propri piedi per camminare o di approfittare di qualche passaggio rapido in Tram (meglio con un biglietto giornaliero da 3€ in tasca).
Continua a leggere: Metropoli Espresso. Cosa fare a Milano in 4 ore
Quasi un mese fa abbiamo riportato, su segnalazione di un lettore, le foto dei cartelli deturpati ed illeggibili della metropolitana a Lambrate. Dispiace constatare che non si tratta di un fenomeno limitato ai soli mezzi pubblici.
Prendete il pannello ad usum turisti della foto qui sopra, collocato nella centralissima via Torino. Dovrebbe illustrare ai visitatori un “percorso archeologico” attraverso la città, ma da un lato risulta sostanzialmente illeggibile, mentre dall’altro è talmente sporco da scoraggiare perfino l’avvicinamento.
Senza contare l’immagine della città che ad un turista viene trasmessa da tanta incuria. Non stupiamoci poi quando scopriamo che Milano ha segnato quest’estate una diminuzione del 35-40% nel numero di ospiti. Chi è causa del suo mal…
Vedete il volantino qua sopra? Ieri pomeriggio ce n’erano a decine lungo la centralissima via Torino, attaccati ai pali. A me sa molto di burla, o di esperimento sociologico - magari legati alle recenti vicende piccanti che hanno coinvolto il nostro Presidente del Consiglio.
Non deve averla pensata allo stesso modo il vecchietto da me incontrato che, con aria severa di moralizzatore, si dedicava a staccare uno per uno tutti i volantini che incontrava.
L’oscuramento del numero e dell’e-mail di Mr (o Mrs?) Luxury Model sono opera nostra e di Paint: se davvero avete voglia di intraprendere una carriera nel mondo della prostituzione d’alto bordo, dovrete andare a cercare i veri fogliettini in via Torino. Sempre che il vecchietto non li abbia già staccati tutti.

La sensazione è quella di essere preso in giro. Stavo dirigendomi verso l’Atm Point di Piazza Duomo per fare l’abbonamento del bike sharing quando, percorrendo a piedi Via Torino mi sono imbattuto in due della postazioni di scambio delle biciclette, la prima vicino a Largo Carrobbio, la seconda in Piazza San Giorgio.
Le postazioni restano impacchettate come le vediamo da qualche mese. Desolatamente vuote, senza alcuna delle 800 biciclette promesse (che all’inizio dovevano essere 3/5000). Qualcuno ci cammina vicino chiedendosi allibito cosa mai saranno quelle strane ringhiere. La sensazione è che nessuno ci creda in questo progetto. Ogni passo che faccio verso il Duomo la voglia di avere in tasca la carta per affittare le biciclette mi cala un pò fino a quando decido di fare dietrofront e tornare in ufficio. Mi ricordo che sul balcone ho la mia fida mountain bike, forse con qui 25 € riesco a cambiare la camera d’aria bucata, comprare un lucchetto antitaglio e magari mi rimangono anche gli spicci per un caffè e brioches.
Allora decido di iniziare proprio con la colazione.
A che punto è il Bike Sharing?



Continua a leggere: Bike Sharing - Faccio l'abbonamento e poi?

Non vorrei esagerare, ma credo che il palazzo che ho fotografato sia sempre stato così da che io sono in vita, quindi pressapoco trent’anni. E’ forse un ricordo della seconda guerra mondiale addirittura? Sinceramente, non che mi dispiacciano questi siti di ‘archeologia urbana’, anzi l’idea di essere a contatto ogni giorno con la storia della mia città mi piace anche se si tratta di ruderi simili. In ogni caso è singolare che in un’area così centrale da anni ci sia un palazzo mezzo diroccato. La via in questione è tra via Torino e Piazza Sant Alessandro, per la precizione Via Torino angolo Via della Palla. Voi che ne dite?