Qualche settimana fa vi ho presentato il mio piccolo reportage sull’arredo urbano di Milano, e non poche delle foto che lo corredavano erano state scattate dalle parti di Chinatown. Oggi sono passato per caso di nuovo in via Paolo Sarpi e ho notato una vera e propria bizzarria: i primi due paletti antiparcheggio di via Braccio da Montone sono stati avvolti da qualcuno in una sorta di maglioncino dai colori sgargianti!
Date un’occhiata alla gallery: si direbbe proprio che le guaine di lana siano state create su misura per i paletti. Chi potrà essere l’autore di tutto questo? I tanto bistrattati commercianti cinesi? Gli agguerriti comitati di quartiere italiani? Qualche sedicente artista d’avanguardia?
In ogni caso, un bel modo di creare un po’ di sano stupore e di ravvivare quell’arredo urbano milanese che, come abbiamo visto qualche tempo fa, non è esattamente un modello di virtù estetiche.
Non è che ne sentissimo la mancanza, ma torna la soap opera dell’isola pedonale di Via Paolo Sarpi, un progetto infinito con il preciso scopo di allontanare il commercio dei grossisiti cinesi che per ora non ha sortito alcun effetto tranne quello di fare arrabbiare sia i residenti che i commercianti riuniti sotto il nome Ales.
Riassumiamo brevemente. Attivata la ZTL, da Via Paolo Sarpi sono state allontanate le automobili a esclusione di taxi e residenti, ma anche le linee urbane degli autobus. L’Associazion Liberi Esercenti Sarpi (ALES) che già anni fa aveva richiesto interventi per la pedonalizzazione dell’area ha a gennaio aveva fatto la voce grossa contro il Comune minacciando una denuncia. L’accusa era quella di non aver rispettato i patti e che le decisioni prese hanno seriamente minato i loro commerci (ma non c’era la crisi? n.d.r.). Oggi sembra che il Comune voglia fare un passo indietro verso il progetto di completa pedonalizzazione dell’area, anzi Paolo Sarpi potrebbe riaprire al traffico privato, incassando così le vivaci proteste sia di commercianti che di residenti.
Il progetto proposto dall’assessore Maurizio Cadeo prevede che la strada potrà essere percorsa in due blocchi, in senso opposto. In questo modo si potrà raggiungere i negozi ma non transitare lungo tutta la via, riducendo il volume di traffico rispetto al passato. Risultato? Tutti arrabbiati e i cinesi sono sempre lì coi i loro carrellini…
La telenovela di via Paolo Sarpi ha ogni giorno una nuova puntata: dopo l’incontro dell’altroieri con assessori, commercianti e rappresentanti della comunità cinese il vicesindaco Riccardo De Corato ha infatti dichiarato che si andrà avanti con la pedonalizzazione (con inizio lavori in autunno), nonostante il parere contrario dell’Associazione Liberi Esercenti Sarpi (ALES) e - ma forse era scontato - dei grossisti cinesi.
Sul fronte grossisti ci sono inoltre alcune novità che rischiano di turbare i sonni del vicesindaco: sembra infatti che molti di loro si stiano trasferendo nelle zone limitrofe a via Sarpi (via Messina, piazza Baiamonti, via Mondello), scatenando nuove proteste da parte dei residenti. De Corato ha promesso un’intensificazione dei controlli da parte della polizia locale e non ha escluso che in futuro la pedonalizzazione venga estesa. Come dire: siamo punto e a capo.
Sembra peraltro che i cinesi non intendano affatto abbandonare il loro angolo di Milano: secondo il rappresentante della comunità infatti la maggior parte dei grossisti pensa di restare, convertendo la propria attività in vendita al dettaglio. Uno smacco per il comune che - più o meno esplicitamente - aveva posto come obiettivo dell’intera operazione proprio la “cacciata dei cinesi”.
In mezzo a questo turbine di avvenimenti, abbiamo deciso di chiedere a voi, per una volta, un’opinione: come sarebbe la via Paolo Sarpi dei vostri sogni?

Non si finisce mai di stupirsi, ecco la nuova puntata della telenovela ZTL di Via Paolo Sarpi. Le ultime notizie parlano di una possibile azione legali nei confronti del Comune qualora dovesse persistere la chiusura della zona al traffico automobilistico.
L’Associazion Liberi Esercenti Sarpi (ALES) sta valutando l’ipotesi di agire giudizialmente contro il Comune di Milano se non dovesse essere revocato lo stop alle auto. In pratica o le auto o il tribunale. Sarebbe la voce dei commerciante a farsi grossa, alla luce dei primi due mesi di area di traffico limitato. Così è stata motivata la richiesta di un incontro urgente con il sindaco Letizia Moratti e il suo vice Riccardo De Corato e l’assessore alla Mobilitò Edoardo Croci.
Peccato che nel 2005 era anche l’ALES avesse levato la voce per chiedere che la Zona di Paolo Sarpi divenisse un’area pedonale, come si puà leggere negli archivi di Corriere.it. Bisogna precisare che l’accusa dell’ALES è soprattutto legata a una serie di accordi che non sarebbero stati rispettati che verranno resi noti nell’eventuale incontro con il Sindaco. Ora non aspettiamo altro che la prossima puntata di quella che pare proprio una soap molto coinvolgente (a patto che non si abiti o si lavori proprio in quella zona, sigh)!

Cosa succede nella Chinatown milanese? Mistero. Prima fioccano le multe, poi nasce una zona traffico limitato stabilita in fretta e furia. Ma cosa è cambiato? Un giorno leggi sui giornali che i negozianti cinesi hanno capito che l’ingrosso non è più conveniente nelle strette strade del triangolo Via Bramante - Via Canonica - Via Paolo Sarpi e quindi spuntano negozi vuoti e da affittare. Poi il bilancio cambia e risulta che siano oltre una decina le nuove attività gestite da cinesi costituite in zona negli ultimi mesi.
Ora che la Ztl è attiva da un paio di mesi, già si parla di fase 2, ovvero il progetto è quello di trasformare l’intera area in isola pedonale, escludendo del tutto il traffico a motore, situazione che non è sicuramente possibili fintanto che esiste la realtà del commercio all’ingrosso. I punti di riferimento cittadini sono Via Dante e Corso di Porta Ticinese, due fra le vie più passeggiate di Milano. In testa a chi vorrebbe l’area pedonale c’è il comitato ViviSarpi che lotta da tempo per la riqualificazione del quartiere.
Abbiamo parlato abbondantemente della Zona a Traffico Limitato di Via Paolo Sarpi, dei problemi tra commercianti e residenti, del rapporto tra cinesi e italiani e anche di quanto sono brutti quegli alti gradini di cemento che sono stati messi in fretta e furia pur di evitare che la zona si trasformasse in area di parcheggio o di carico e scarico.
Bastava della terra al posto del cemento e sarebbero diventate delle belle aiuole, invece si è scelta la via più breve. Sono però apparse delle macchie verdi nella via, accuratamente addobbate in modo natalizio. Enormi vasoni su cui evito ogni tipo di giudizio estetico, anzi che rimando a voi nei commenti…che ne pensate?
Piante in Paolo Sarpi
Molti di voi ricorderanno il recente caso dei gruppi razzisti italiani su Facebook, per la cancellazione dei quali si era mosso addirittura il Parlamento Europeo. Ne avevano parlato, tra gli altri, i colleghi di Polisblog.
In quel caso il gruppo etnico oggetto di offese e propositi più o meno bellicosi erano i Rom: noi di 02blog però, girovagando tra le pieghe del social network di Mark Zuckerberg, siamo incappati in un gruppo milanese DOC che si scaglia contro la comunità orientale di Via Paolo Sarpi, intitolato, non senza una certa ambizione, “Aboliamo e sopprimiamo tutti i cinesi presenti in Italia!!!”
Per farsi un’idea della moderazione di questo gruppo - del tutto spontaneo - basta leggere qualche riga della presentazione scritta dai fondatori:
Per tutti quelli che non ne possono + di queste “bande” di cinesi bastardi che ci occupano le strade, che ci rubano le vie della grande Milano, che ci fanno ammalare e ci uccidono con i loro prodotti asportati dal loro stato (..), che ci fanno mangiare nei loro ristoranti prodotti andati a male e toccati dalle loro mani luride (..). Tiriamo su le maniche e rechiamoci tutti insieme in Paolo Sarpi a dare fuoco a tutto ciò che hanno costruito con i NOSTRI soldi!!!! GUERRA AI CINESIIII!!!!
Continua a leggere: Cinesi di Paolo Sarpi: su Facebook c'è chi vuole "sopprimerli"
Vàgolo per il quartiere cinese cercando di mantenere attiva l’immaginazione sociologica, sbircio nei negozi, mi insinuo in vie secondarie e cortili, osservo i citofoni.
Provo a cogliere i segnali del mutamento: cosa è cambiato a Chinatown con la ZTL? Cosa succede in questo quartiere così unico a Milano eppure fotocopia degli altri quartieri cinesi del resto d’Italia e d’Europa?
Si realizzerà la prevedibile conversione dei negozi dall’ingrosso al dettaglio o in servizi d’altro tipo come parrucchieri, centri massaggi, phone center, internet point che non richiedono un oneroso trasporto di merci? Per ora cinesi si arrabattano: biciclette, passeggini, enormi sacchi vengono adoperati con ingegno.
insegne cinesi di paolo sarpi, via bramante e dintorni
Continua a leggere: Cosa insegna l'insegna? Viaggio tra i cinesi di via Paolo Sarpi e dintorni
La ZTL di Via Paolo Sarpi è partita da poche ore. Due passi per Chinatown servono per sondare gli umori della gente. I cinesi restano imperturbabili dietro i loro volti duri e, come sempre, non lasciano trasparire i propri pensieri. E’ sufficiente però guardardi in giro tra negozi che fino all’altro ieri vendevano capi di abbigliamento a non più di 5 € che ora hanno in vetrina offerte di affitto e altri annunci più o meno abusivi di appartamenti e centri massaggi in vendita.
Appaiono raggianti i residenti della zona. Signore di una certa età di ritorno dal supermercato cariche di sacchetti della spesa sfoggiano sorrisi a 32 denti come forse non facevano da anni. Gli anziani del quartiere girano per la strada guardandola come fosse per la prima volta e diventano preda facile dei numerosi inviati delle redazioni locali dei quotidiani che, addocchiata la preda, la bombardano di domande più o meno banali. Qualche fotografo in giro (compreso il sottoscritto), nel tentativo di cogliere uno sguardo storto, un attimo di tensione. Ma niente. Un sacco di biciclette (ma nessuna del bike sharing) e qualcuno che ancora non ha capito cosa sta succedendo. Per il resto una mattina come tante…
La discussa Zona a Traffico Limitato della Chinatown milanese è ormai imminente: il via è previsto per il prossimo lunedì 17. Noi di 02blog ci siamo recati sul posto per documentare, armati di macchina fotografica, in quali soluzioni di arredo urbano si sia concretizzata la tanto decantata (dal Comune) Ztl.
Le impressioni? Deludenti. La principale innovazione introdotta sulla Via Paolo Sarpi vera e propria, al di là delle telecamere, consiste nel fatto che in corrispondenza di quasi ogni incrocio il marciapiede è stato allargato e, in parte, raddoppiato in altezza. Uno stratagemma in grado di impedire anche al SUV più grande di parcheggiare abusivamente, ma che risulta esteticamente deprimente e impedisce praticamente qualsiasi altro uso della parte di marciapiede guadagnata (anche camminarci sopra!).
Ztl Paolo Sarpi: tutte le foto
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