
Poter mangiare un panino a fine serata presso il classico “baracchino” ambulante è una delle poche cose della vita notturna milanese che rimpiango quando sono altrove. Se condividete questa passione con me, fate attenzione a questa notizia, che rischia di lasciarvi - in tutti i sensi - con l’amaro in bocca.
Secondo il blog “Dal Polo Nord” (legato all’omonimo libro sulla penetrazione mafiosa al settentrione) il giro dei Camion-bar milanesi sarebbe in mano alla ‘ndrangheta:
Lo si apprende dall’operazione “All inside” condotta dalla Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria, e divulgata alla stampa lo scorso aprile.
Il clan Pesce-Bellocco di Rosarno (Rc) attraverso suoi sodali da tempo attivi in Lombardia, ha messo le mani proprio sugli ambulanti e i camion bar e ristoranti
Continua a leggere: I camion-bar a Milano sono in mano alla 'ndrangheta?
Le temperature ancora (quasi) estive di questo inizio ottobre consentono lo svolgersi anche in questo periodo di uno dei nuovi riti della vita notturna milanese: stiamo parlando, ovviamente del Botellon, importazione spagnola a base di alcol, gioventù e spazi pubblici.
Leggo sulle pagine milanesi de La Repubblica di ieri che il vice-sindaco De Corato, dopo un ultimo raduno di 600 giovani in Piazza Leonardo, ne avrebbe proposto - avendo forse constatato l’impossibilità di contrastare il fenomeno con le maniere forti - lo “spostamento” nelle aree meno residenziali del centro:
“Cambiate indirizzo al botellon, spostatelo nelle piazze centrali dove si concentrano gli uffici per non dare fastidio a chi vuole dormire”: Palazzo Marino lancia un appello ai ragazzi che organizzano il maxi raduno periodico in piazza Leonardo Da Vinci. (..) Ma quali sono queste aree? Almeno quattro le ipotesi: piazza Affari, via Dante, piazza Cordusio, fino a Piazza Duomo
In realtà, se ci si pensa bene, la proposta di De Corato (che il vice-sindaco aveva lanciato già qualche mese fa) si rivela essere poco più di una boutade: perchè? La risposta dopo il salto.
Continua a leggere: Botellon in centro a Milano: quanto è realistico il progetto di De Corato?
Sono certo che i lettori di 02blog mi perdoneranno se dedico un post a raccontare la mia serata di sabato, in un certo senso utile per comprendere cosa sta accadendo alla vita notturna milanese in questi mesi: verso le 23 mi reco al Parco Lambro, allettato da un’e-mail e da un invito ricevuto su Facebook, che preannunciavano una festa:
FREE LAMBRO! THIS IS NOT A NU RAVE THIS IS MI-RAVE! Da quel lontano fine Agosto ad oggi la speranza i rivivere una pentola di sangria all’aria aperta con la musica in crescendo poghi, danze, urla migliaia di persone rotolarsi nell’erba, togliersi le scarpe, dondolare tra sound o fare capriole nell’erba! finalmente ci siamo LA FESTA DEL CAPRIOLO -è il suo compleanno- 6 DIFFERENTI SOUND DISSEMINATI NEL PARCO: 30milaW di impianto 6 DIFFERENTI GENERI:dub/techno reggae/dubstep/rock/electro NO INGRESSO! NO SPESE! NO CODE! SI PARTY! !!! MILANO CHIUDE? IL LAMBRO APRE! BELLA GENTE BAR POPOLARE BIRRA 2 EURO COCKTAIL 4 EURO
Arrivato all’ingresso di via Feltre, però, trovo alcune camionette della Polizia, e inoltrandomi nel parco solo giovani che si aggirano con aria spaesata: la festa è stata soffocata sul nascere dall’intervento delle forze dell’ordine. Si sparge però rapidamente la voce che vi sia un altro avvenimento a spontaneo: un botellon in Bicocca. Come molti altri, mi dirigo quindi verso il nord-Milano, armato di macchina fotografica.

Girovagando su Facebook ho scoperto che un tale Simone Tortini è riuscito ad aggiudicarsi il sagrato delle Colonne di San Lorenzo per organizzare una serie di mostre sul tema della convivenza nella piazza, con il benestare del Comune e del parroco di San Lorenzo. Per annunciarlo ha fondato un gruppo sul noto social network, “Laboratorio di dialogo artistico alle Colonne“, in cui spiega:
“Questa serie di esposizioni vedrebbe come protagoniste le opere di autori giovani ed emergenti, contrapposte a quelle dei cittadini del quartiere che si lamentano del casino creato dalla vita notturna in Ticinese (..) Lo scopo è far prendere coscienza ad entrambi i soggetti delle altrui necessità in modo da compiere il primo passo per l’instaurazione di un dialogo costruttivo che porti ad un equilibrio tra le varie esigenze”
In questo momento il gruppo è alla ricerca di giovani che propongano le loro opere, per cui se avete tendenze artistiche fatevi sotto. A me interessa però sapere che cosa ne pensate di questa iniziativa: si tratta di un buon modo di ravvivare la città e aiutare la pace sociale delle notti milanesi? Oppure è solo la solita aria fritta da artisti con la testa nelle nuvole e i piedi poco per terra?
Foto | Flickr.
A Milano la birra costa cara, difficilmente meno di 5€. Molti giovani milanesi assetati di malto e vita notturna cercano dunque di aggirare il problema andando a cercare promozioni e riduzioni varie. Non è un mistero per nessuno, eppure ce ne si dimentica spesso quando si cercano di spiegare fenomeni come la cosiddetta movida al Mom o alle colonne di San Lorenzo.
Noi di 02blog abbiamo deciso di dedicare una serie di recensioni a quei locali che, una volta alla settimana, abbassano il prezzo della birra a 3€. Si parte oggi con l’Outback Café di Via Carlo Tenca 10 (Zona Repubblica - Viale Tunisia), di cui avevamo già parlato qualche tempo fa in occasione del suo nono anniversario.
Oltre che per la sua promozione del giovedì (dalle 21 alle 2 pinta di Harp, Kilkenny o Guinness a 3€), il locale si caratterizza per le opere d’arte sempre diverse appese ai muri e per il proprietario Roby, “personaggio estroverso e dalla battuta veloce”, come lo definiscono i suoi fan sul gruppo di Facebook che hanno creato. Le ragazze che lavorano al banco cambiano molto spesso, ma sono sempre molto carine.
Chi non conosce Paris Hilton, colei che sta ai nostri bizzarri tempi come Marilyn Monroe stava agli anni ‘50? E’ di oggi la notizia che l’ereditiera più famosa del mondo ha avuto parole di elogio, ma anche di critica per la nostra città. Secondo quanto riporta il Quotidiano Nazionale, infatti, avrebbe dichiarato:
La trovo una città bellissima, vivace con tanta gente simpatica. Ma quello che non capisco è perché ci sia cosi poca vita notturna rispetto alle altre capitali europee. Sembra che la gente pensi solo a lavorare e poco a divertirsi. A me piace stare sveglia anche fino alle sette del mattino e li di martedì è difficile
L’assessore allo sport e al tempo libero Giovanni Terzi ha già affermato di essere d’accordo con Paris. Voi cosa ne pensate? Intanto beccatevi questa galleria di foto della Hilton mentre si gode la vita notturna.. quella di Miami però! (foto di Adam Cole, Flickr). Una galleria di lei a Milano la trovate invece qui.
Paris Hilton mentre festeggia a Miami


Foto in alto: Sebastian Fritzon, Flickr.
Si dice spesso che il servizio fornito da Atm è insufficiente, ma raramente si esce dai discorsi vaghi per illustrare nei dettagli quelli che sono i problemi del nostro trasporto pubblico. Facendo un giro sul sito di Legambiente, mi sono imbattuto per caso in una presentazione che chiarisce molte cose a questo proposito: la trovate qui.
L’autore, Fabio Casiroli, è membro di Systematica, agenzia di pianificazione e consulenza sui temi della mobilità, e professore al Politecnico: uno che se ne intende, dunque. Con una breve serie di slide, Casiroli punta il dinto contro quello che è IL problema dei nostri mezzi pubblici: sono buoni solo per andare al lavoro.
Se infatti identifichiamo l’area da cui, all’ora di punta di un giorno feriale, è possibile raggiungere Piazza Cordusio con i mezzi in 45 minuti, scopriamo che è molto vasta, e che vi abitano circa 4,1 milioni di persone. La potete vedere nell’immagine qua sopra.
Continua a leggere: ATM: un servizio buono solo per il percorso casa-lavoro?
Checché ne possiamo pensare noi poveri milanesi (di spirito indendo), l’immagine che la nostra città offre all’estero pare non risentire troppo della crisi o dei piccoli problemi (che diventano enormi per chi non è un turista). Capitale della moda, ricca di locali eleganti e favolosi ristoranti, Milano è ancora una meta sognata e desiderata da un pubblico elitario. L’editore H2g pubblica così una guida che offre una prospettiva edonistica della metropoli lombarda, ben diversa dalle pubblicazioni che consigliano i ristoranti da pochi euro a cui ormai siamo abituati.
Selezionati dalla giornalista di moda Fleur Britten, redatti rigorosamente in inglese (non esiste la versione italiana), A Hedonist’s Guide to Milan offre un assaggio di dolce vita all’ombra della madonnina, una promessa che forse non sarà rispettata al 100%, ma in questo momento non ce ne deve interessare. Forse, anzi, è proprio così che dovremmo fare; credere nelle potenzialità della città e venderle nel migliore dei modi, dopotutto anche una guida turistica, a suo modo, è una forma di pubblicità.
Sebbene io non sia certo il più edonista dei milanesi, questo libriccino dalla sobria copertina nera, lo colloco volentieri nella mia ideale libreria indispensabile della città di Milano.
Un libro per risponedere alla domanda Does Milan have more to offer than the ‘Last Supper and La Scala?

“Zona Nove” è un giornale di quartiere nato ai tempi della “vecchia” zona, quella, per intenderci, che comprendeva le sole Niguarda, Ca’Granda e Bicocca, nel nord della città. Con la nuova suddivisione del 1999, la zona 9 ha mantenuto incredibilmente lo stesso numero, ma si è ritrovata ad accogliere al suo interno parecchi nuovi quartieri.
Tra questi, la famosa Isola, nota per la vivace vita notturna e per l’opera di rinnovamento edilizio che ne sta toccando i margini. Ed è proprio per catturare l’attenzione di questo quartiere periferico della vecchia Milano che il giornale di quartiere niguardese ha ideato una nuova pubblicazione, “Zona Nove Isola“, ormai giunta al suo terzo numero in un anno, costituito da ben 8 pagine a colori.
Attenzione però: il periodico in questione è diretta espressione della Società Edificatrice Niguarda. Per i meno esperti, si legge così: ex Democratici di Sinistra, ora Partito Democratico. Il giornale è dunque piuttosto vivace nelle sue critiche agli amministratori milanesi di centrodestra, e a volte finisce per scadere nel patetico.
Continua a leggere: "Zona Nove": un nuovo giornale di quartiere per l'Isola
Quando viaggiate le guide turistiche che portate con voi sono spessissimo realizzati da viaggiatori di professione e, quando sono meno accurate, raccolgono comunicati che possono contenere parecchie inesattezze.
La collana My Local Guide (MyLG) si candida come essere una novità dal questo punti di vista, una voce diversa dalle altre: non scritta da viaggiatori, ma dagli abitanti. Personalmente ho sempre pensato che il modo migliore per conoscere una città è quello di girarla accompagnato da qualcuno che la vive quotidianamente, quindi non posso che essere piacevolmente colpito da questa iniziativa editoriale.
La nuova guida sarà presentata al Lab della Triennale di Milano il 30 ottobre alle ore 18.30, presso lo spazio Lab in Viale Alemagna 6, in presenza degli editori di Edizioni Lightbox Mara Sartore e Matteo Bartoli, il grande esperto di gastronomia Allan Bay, la caporedattrice della guida Magdalena Szymkow e l’autore Simone Mosca, scrittore e giornalista milanese. Ospite speciale sarà Antonio Oliverio, Assessore Affari Generali, Turismo e Moda della Provincia di Milano,che ha contribuito alla realizzazione del progetto.
Continua a leggere: My Local Guide - La guida a Milano dei Milanesi