
La primavera è ormai arrivata, e le temperature consentono una piacevole permanenza all’aperto. Insomma, ci sono tutti gli elementi necessari perchè ricominci la stagione dei botellon. Oltre a quello previsto per il prossimo 17 aprile in piazza Leonardo Da Vinci, ne è stato infatti recentemente annunciato un altro per sabato 24 in piazza dell’Ateneo Nuovo in Bicocca.
L’austero quartiere disegnato da Vittorio Gregotti sta diventando infatti da qualche tempo oggetto di crescenti attenzioni da parte dei giovani nottambuli e molti - anche su questo blog - hanno suggerito che potrebbe diventare presto il nuovo quartiere in delle notti milanesi.
C’è solo una piccola incognita che ancora tormenta i 2700 iscritti all’evento botellonico su Facebook: cosa farà la Polizia? Sulla bacheca c’è chi annuncia un dispiegamento massiccio di forze dell’ordine per impedire il raduno e chi cita articoli della Costituzione che garantiscono il diritto a riunirsi in luogo pubblico.
Ancora pochi giorni e sapremo chi avrà la meglio.
Foto | Flickr.

Una buona notizia per i fan delle due ruote che in un modo o nell’altro bazzicano le università milanesi: leggo sul sito della Bicocca che è in arrivo un nuovo servizio per i ciclisti, la Ciclofficina Mobile, ovvero
“un furgone accessoriato per essere una vera e propria officina viaggiante. Sarà possibile, con l’aiuto dei meccanici ciclisti dell’Associazione +bc, mantenere in ordine e riparare la propria bicicletta senza spendere nulla, salvo il costo dei pezzi di ricambio. Il servizio è stato finanziato interamente dalla Fondazione Cariplo in relazione al progetto “Mobility Management per il Sistema Universitario Milanese”, avviato nel 2005 in collaborazione con il Consorzio Poliedra ed e’ offerto gratuitamente agli Atenei milanesi”
La Ciclofficina Mobile farà tappa ogni giorno della settimana in un diverso ateneo milanese (Bicocca, Bocconi, Cattolica, Politecnico, Universita’ degli Studi): nel campus firmato da Vittorio Gregotti sarà ogni mercoledì dalle 10.00 alle 17.30, nei pressi di Piazza dell’Ateneo Nuovo, Edificio U7, ingresso parcheggi.
Non sono riuscito a reperire informazioni sui giorni di sosta nelle altre università meneghine: se li scoprite voi, segnalateceli nei commenti.
Foto | Flickr.
Ricordate i reportage di 02blog sulle assurdità in Bicocca? Quelli sull’edificio moderno costruito addosso a una villa settecentesca e sulla piazzetta ribassata più inutile del mondo? Bene, ecco a voi un nuovo episodio nella saga delle bizzarrie del quartiere disegnato da Vittorio Gregotti, ognuna delle quali è un piccolo segno rivelatore di come viene disegnata la Milano di oggi (e di domani).
Il pendio verde che costeggia viale Sarca, tra le vie Emanueli e Padre Gerardo Beccaro, visto dal satellite si presenta con un’affascinante pianta simmetrica, che avrà sicuramente fatto compiacere di sè l’architetto che l’ha disegnata. Peccato che, qua sulla terra, il parchetto presenti più di un aspetto problematico.
Mi riferisco in particolare al curioso quanto deprimente fenomeno dei marciapiedi paralleli. Un’occhiata alla gallery spiega più di mille parole, ma cercherò comunque di tradurre in verbo quest’opera urbanistica paradossale.
Assurdità in Bicocca: il parchetto dei marciapiedi paralleli
Continua a leggere: Assurdità in Bicocca parte 3: il parchetto zona-tampone di viale Sarca
Sono certo che i lettori di 02blog mi perdoneranno se dedico un post a raccontare la mia serata di sabato, in un certo senso utile per comprendere cosa sta accadendo alla vita notturna milanese in questi mesi: verso le 23 mi reco al Parco Lambro, allettato da un’e-mail e da un invito ricevuto su Facebook, che preannunciavano una festa:
FREE LAMBRO! THIS IS NOT A NU RAVE THIS IS MI-RAVE! Da quel lontano fine Agosto ad oggi la speranza i rivivere una pentola di sangria all’aria aperta con la musica in crescendo poghi, danze, urla migliaia di persone rotolarsi nell’erba, togliersi le scarpe, dondolare tra sound o fare capriole nell’erba! finalmente ci siamo LA FESTA DEL CAPRIOLO -è il suo compleanno- 6 DIFFERENTI SOUND DISSEMINATI NEL PARCO: 30milaW di impianto 6 DIFFERENTI GENERI:dub/techno reggae/dubstep/rock/electro NO INGRESSO! NO SPESE! NO CODE! SI PARTY! !!! MILANO CHIUDE? IL LAMBRO APRE! BELLA GENTE BAR POPOLARE BIRRA 2 EURO COCKTAIL 4 EURO
Arrivato all’ingresso di via Feltre, però, trovo alcune camionette della Polizia, e inoltrandomi nel parco solo giovani che si aggirano con aria spaesata: la festa è stata soffocata sul nascere dall’intervento delle forze dell’ordine. Si sparge però rapidamente la voce che vi sia un altro avvenimento a spontaneo: un botellon in Bicocca. Come molti altri, mi dirigo quindi verso il nord-Milano, armato di macchina fotografica.
Cos’hanno in comune Igor Ivanov, Dominique De Villepin e Jean Todt? I primi due sono ex ministri degli esteri, certo, ma Jean Todt no, si è sempre occupato di auto. Gli ultimi due sono francesi, ma il primo è nato a Mosca, Russia.
Per quanto sembri incredibile, l’unica cosa che li accomuna tutti e tre è il fatto di far parte dell’advisory board di Hangar Bicocca, spazio dedicato all’arte contemporanea in quella parte della periferia nord di Milano che è stata firmata da Vittorio Gregotti.
La cooptazione di questi nomi altisonanti potrà dare prestigio alla fondazione? Oppure è più che altro il segno del declino di chi una volta faceva discorsi di fuoco al consiglio di sicurezza dell’ONU (vedi video), e ora per ingannare il tempo si riduce a dare consigli a un museo in Bicocca? Probabilmente un po’ entrambe le cose.
Anche Massimiliano Fuksas entra nella querelle sull’Expo 2015, di cui vi avevamo accennato ieri: il calcio d’inizio l’aveva dato Gregotti, spiegando che, insomma, anche mollare il colpo non sarebbe una vergogna, visto che siamo in epoca di crisi finanziaria interstellare.
Ma Fuksas non ci sta. E dalle pagine di Repubblica, spiega che
Non è una montagna di difficoltà così alta da suggerire più umiltà e sobrietà anche per l’evento del 2015?
«Le ripeto, io sono contrario a chi di fonte alla crisi e alle difficoltà dice: meglio spendere meno, essere frugali, licenziare i dipendenti, diventare sobri come monaci. Non è quello che ci vuole, se si ha un po’ di realismo. Di fronte alla perdita di posti di lavoro, invece, è etico usare tutti gli strumenti per dare un briciolo di impulso alle cose, al di là delle discussioni filologiche»
Qui sopra un video in cui il nostro ci spiega la formula magica per la Milano dell’esposizione:”Vogliamo una Milano che sorprenda…oggi c’è un’aiuola. Domani? C’è un muro! Il cemento? Paradigma di mondanità ed eleganza”. E qui tutto torna! E’ alla corrente del sorpresismo cui Fuffas fa riferimento! Ve lo ricordate? Dopo il salto…
Continua a leggere: Massimiliano Fuksas, sull'Expo 2015, avanti tutta

Se ne era parlato anche nei mesi scorsi, di rinunciare all’Expo 2015. Ora però, sembra che tutto torni di attualità, almeno sulle pagine milanesi de La Repubblica. Vittorio Gregotti infatti, il grande vecchio dell’architettura - nonchè uno dei consiglieri d’amministrazione del Corriere - spiega che, bè si, ci si potrebbe pensare a mollare tutto.
Diana Bracco ovviamente smentisce tutto, chiaro. Ma già ieri vi raccontavano delle difficoltà finanziarie legate all’esposizione. Altri sostengono che la strada giusta sarebbe quella di ripensare i temi, di realizzare la manifestazione in tono minore.
Risultato? Una figura da cioccolatai immane: rimetterebbe in discussione le mie teorie sul posteriore di Letizia, che stimavo come dotato di invincibili capacità apotropaiche. Via al sondaggio!
Foto | Flickr
L’edificio che vedete nella foto qua sopra è l’emblema di un paradosso tipicamente milanese: si tratta infatti di un’antica dimora - a quanto pare citata in archivi storici fin dal ‘700 come “Villa della Delizie” - che si trova nel bel mezzo del quartiere Bicocca, all’angolo tra via Segnanino e via Cozzi per la precisione.
Per quanto sembri incredibile essa è stata risparmiata sia dall’industrializzazione dell’area di un secolo fa che dalla successiva, discussissima, riqualificazione del quartiere firmata Vittorio Gregotti: la villa è infatti rimasta abbandonata per anni, fino ad un recente restauro conservativo che l’ha riportata all’antico splendore, con tanto di stucchi e ornamenti. Da qualche tempo l’edificio ospita tra l’altro alcuni uffici della vicina Università Bicocca.
Il Comune di Milano ha però concesso recentemente l’autorizzazione a costruire un plesso residenziale di 4 piani (il doppio della villa) appoggiato direttamente contro un muro dell’antico di edificio. Non è possibile al momento ottenere un rendering del risultato finale, ma mi sembra difficile che non finisca per non essere il classico “pugno nell’occhio”. I lavori sono già in corso, date un’occhiata alla gallery qua sotto: voi cosa ne pensate?
La Villa delle delizie in Bicocca e il nuovo edificio residenziale
Quello che vedete nella foto qui a fianco è l’ultimo arrivato tra i progetti della Bicocca. Il tanto famoso quanto discusso quartiere firmato Vittorio Gregotti si avvia infatti a completamento e, dopo le 8 torri residenziali firmate Sergio Pascolo di cui vi avevamo parlato quest’estate, si regala un nuovo edificio per l’Università.
Si tratta di un enorme blocco rosso-ocra (quello che ormai molti chiamano confidenzialmente “color Bicocca”), progettato dallo studio Gregotti per 47.000 metri quadri, che verrà a chiudere il quadrilatero di Piazza dell’Ateneo Nuovo. Previsto il trasferimento nell’edificio delle facoltà di Giurisprudenza e Sociologia (attualmente negli adiacenti U6 e U7), oltre che la realizzazione di numerosi posti letto per gli studenti, in particolar modo stranieri: l’Università spera infatti in questo modo di poter dare una svolta al suo tentativo di internazionalizzazione.

Novità sul fronte delle proteste nel mondo universitario milanese: dopo gli scontri con la polizia in Piazza Cadorna e le lezioni in Piazza Duomo degli studenti della Statale, ora sembrano mobilitarsi anche gli studenti della Bicocca.
L’Università del discusso quartiere firmato da Vittorio Gregotti era infatti finora rimasta piuttosto in disparte, se si eccettuano un paio di riunioni all’aperto di giovani ricercatori. “Liste di Sinistra” ha però annunciato per oggi pomeriggio un’assemblea generale, dal titolo provocatorio “Riusciremo a laurearci o si chiude prima?”. Che sia l’inizio di una mobilitazione più vasta sui terreni una volta di proprietà della Pirelli?
Lasciando per una volta da parte il merito delle proteste, possiamo utilizzare questa vicenda per porci qualche domanda: perché la Bicocca - che è ormai la terza università milanese, con più di 30.000 studenti - è sempre circondata, nella percezione dei milanesi, da una sorta di aura di mediocrità e passività? Si tratta solo di una cattiva reputazione? Oppure c’è qualcosa, forse nelle geometrie neo-sovietiche del Gregotti, o nella presenza di guarde giurate armate in ogni edificio, che impedisce all’ateneo di affermarsi come luogo di eventi e di creatività giovanile? A voi la parola.
Foto: Kazze, Flickr.