
Ricordate le ronde? Per mesi non si era parlato d’altro: secondo alcuni si trattava della manna che avrebbe permesso finalmente di riprendere controllo di una città in preda alla criminalità. Altri vi hanno intravisto l’anticamera del fascismo.
Saranno delusi entrambi, ora che si scopre che sono state un flop. O un bluff, se preferite. Leggo infatti sul Corriere della Sera che l’unica ad aver fatto richiesta d’iscrizione è stata l’Associazione Poliziotti Italiani (in congedo) che già pattugliava le strade prima della nuova legge.
Le ragioni di questo fallimento? Semplici: la legge ha posto molti paletti. Troppi forse, anche se sensati. Si sono escluse ad esempio le pattuglie di ispirazione politica: quindi fuori la “Guardia nazionale italiana” in camicia bruna dell’MSI di Gaetano Saya, ma anche i Blue Berets ad esso legati e i “Volontari verdi per la sicurezza” di chiara matrice leghista.
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Ebbene si, dopo la questione Blue Berets, dopo l’offerta dei Volontari Verdi, adesso nasce pure la scuola. Ad ideare la cosa ci hanno pensato Centro Studi Sicurezza, Centro Identitario ‘Bassano’ e, per l’appunto, i Volontari Verdi di Max Bastoni.
I corsi dovrebbero essere tenuti presso il Palaiseo di Milano, ammetto l’ignoranza, non l’avevo mai sentito nominare prima, dove si terranno lezioni per preparare i futuri rondisti dal punto di vista mentale, fisico e legale.
Non è ancora chiaro come saranno distribuite le ore di lezione, con che modalità ci si dovrà iscrivere, né quando aprirà. Per ora si sa solo che la cosa è in cantiere.
Via | Libero
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