Torture viabilistiche: i semafori sincronizzati al contrario di Corso Bueno Aires

Una volta un mio amico diceva il verde e il rosso dei semafori erano determinati dalla teoria dei flussi e che se sono verdi in successione per un verso non possono esserlo nell'altro. Io gli ho detto che avevo capito, ma in fisica sono stato sempre rimandato, quindi se c'è qualche saputello (inteso in senso simpatico) che legge, è il benvenuto per darci una spiegazione scientifica di questo fenomeno che stamattina mi stava mandando al manicomio.

A dire il vero non me ne sono accorto oggi, è così da sempre, ma sapete, quando sei in scooter sotto un monsone, l'ultima cosa che ti auguri è di trovare dieci semafori rossi uno in fila all'altro. Non vi racconto poi dei poveretti che erano in giro in bici: per loro dovrebbe intervenire il Consiglio per i diritti umani dell'ONU.

Insomma il punto è questo: perché i semafori di Corso Buenos Aires sono sincronizzati in modo da diventare tutti rossi, a meno che uno non vada a passo d'uomo o alla velocità di una macchina di Formula Uno?

E' un fenomeno voluto dall'uomo, è evidente, non è Madre Natura che decide la durata del verde in un semaforo. Quindi perché l'uomo (i vigili, il Comune, chiunque si occupi di incroci in questa città) ha ritenuto conveniente far sì che per percorrere un chilometro dobbiamo impiegarci un quarto d'ora quando non c'è traffico? Si creano code, si produce inquinamento e soprattutto ci si consuma il sistema nervoso.

Basta con i semafori sincronizzati male: arrivare in tempo è un diritto!

Foto | Flickr

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