A giorni lo sgombero del campo Rom di via Gatto/Cavriana

Rom a Milano

Stando alle comunicazioni ufficiali del Comune, sarebbe imminente lo sgombero del campo Rom di via Gatto/Cavriana in zona Forlanini, così come promesso qualche giorno fa durante un’assemblea con i residenti della zona dall’assessore alla Sicurezza Marco Granelli.

Nella nota del Comune si legge che “alle famiglie che hanno occupato l’area saranno proposte situazioni abitative legali dove possibile e opportuno.”

Speriamo quindi che ci siano alternative il più “opportune” e “legali” possibile. Sarebbe stato bello ottenere qualche informazione in più a riguardo: attualmente il campo di via Gatto/Cavriana è occupato da 50 nuclei familiari, per un totale di circa 150 persone. Sarà scetticismo, ma risulta difficile immaginare come e dove riversare “legalmente” e “opportunamente” così tante famiglie.

Lo sgombero imminente fa seguito a una serie di richiami attuati dal consiglio di zona, in particolare dalla rappresentanza della Lega Nord che ha evidentemente segnalato tutti i disagi e le criticità che comportano la presenza di un campo abusivo sul territorio, chiedendone l’immediato sgombero.

Il campo in questione è, fra le altre cose, particolarmente popoloso perché vi si è riversata anche una buona parte dei Rom dell’ex campo di via Sacile, andato distrutto in seguito ad un incendio.
Che non sia semplice coesistere accanto a realtà di disagio è evidente a chiunque, e che la convivenza risulti meno tollerabile laddove aumentano episodi di microcriminalità, non è certo una sorpresa. Occorre però, ancora una volta, fare uno sforzo d’immaginazione, che vada oltre la proposta di sgombero e che cerchi di abbracciare la questione con una prospettiva più ampia per la tutela di tutti gli abitanti del territorio, Rom compresi.

Sgomberare un campo senza proporre alternative, tout court, significa riversare gli occupanti verso altre realtà analoghe, andando magari ad accrescere altri campi in altre zone che presentano ulteriori criticità. E’ evidente che, se per qualche abitante della zona Forlanini il provvedimento possa considerarsi sufficiente, risulta difficile immaginare questo modus operandi funzionale nell’interesse di tutta la città. I consigli di zona dovrebbero lavorare in sinergia con gli altri consigli per far fronte a queste tematiche che son spinose e complesse per tutti? E’ probabile.

E’ certo invece che, come aveva evidenziato l’associazione Naga, impegnata nella promozione e tutela dei diritti dei cittadini stranieri, “la politica di allontanamento dal territorio non può essere una risposta: è evidente che i continui sgomberi subìti hanno avuto il solo risultato di peggiorare le condizioni abitative di queste persone”.

foto: Flickr

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