Sicurezza, Milano si scopre tormentata dalla paura

voglia di sicurezzaNon importano i dati raccolti dalle forze dell'ordine che parlano di arresti in crescita, non interessano i numeri delle denuncie, le carceri piene, le telecamere ovunque, la legge sull'immigrazione molto rigida, i milanesi anche in questo nuovo millennio non dormono sonni tranquilli e, quello che per il giornale è "il palazzo che sa ascolatare i milanesi" ha organizzato per il 26 marzo una mega-manifestazione per la sicurezza cittadina.

La Moratti vuole più forze dell'ordine, pensa siano necessari cinquecento agenti. Commercianti, artigiani, comitati di quartiere, gruppi di milanesi sono tutti d'accordo e saranno presenti alla manifestazione per dare il loro supporto alle richieste del sindaco verso il governo romano che nega nuovi agenti oltre ai duemila previsti dalla finanziaria.

La sicurezza è una delle priorità della politica e sono convinto che moltissimi milanesi si troveranno d'accordo con il sindaco che chiede maggiori presidi, viene però da chiedersi quanto questo bisogno di sicurezza sia guidato da pericoli reali e quanto, invece, sia una sensazione di esposizione alla delinquenza dovuta alla stampa e non comprovata da dati oggettivi.

Il sindaco avrebbe il ruolo di tranquillizzare la propria cittadinanza, evitare di agitarla creando scontri istituzionali su temi così importanti. Nessuno si stupirà se sosterrò che quando un sindaco sceglie di scendere in piazza, evidentemente, l'intenzione è puramente politica.

Le manifestazioni sulla sicurezza e sulle forze dell'ordine dovrebbero essere giustificate da una situazione grave e pericolosa, magari scatenata da un casus belli che sconvolge l'opinione pubblica, non dovrebbero essere guidate da una richiesta politica fra organi istituzionali che hanno pari responsabilità in tema di sicurezza.

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