Il tovagliolo che fa impazzire Facebook

C’è poco da fare, i milanesi vanno pazzi per le etichette e adorano definire se stessi e gli altri entro categorie ben precise. Era solo questione di tempo che qualcuno riportasse "scientificamente" le diverse tipologie della fauna milanese, per la precisione attraverso un quadro semiotico disegnato su un tovagliolo di carta e scritto a penna, che è apparso oggi sul nuovo Blog “Squadrati”.

D'altronde, se è vero che mai come a Milano vale il detto “dimmi dove vai e ti dirò chi sei”, ecco come orientarsi nelle tendenze meneghine, che semplificate e riassunte descrivono le preferenze dei quattro gruppi di maggioranza riscontrabili in città: snob, radical chic, frikkettoni e truzzi .

Cominciando dal quadrante positivo, quello in alto a destra per intenderci, troviamo gli snob, in cui l’ordinata y verso l’alto è stata chiamata “elitario” e ascissa x verso destra “destra” appunto; il secondo quadrante è quello dei “radical chic”, mix di ascissa negativa che diventa “sinistra”, ma che mantiene l’ordinata positiva “elitario”; nel terzo, quello in basso a sinistra si collocano i “frikkettoni” ovvero quelli che si muovono fra l’ascissa negativa “sinistra” e ordinata negativa “collettivo”.

Nell’ultimo quadrante in cui si mantiene y negativo “collettivo”, ma si condivide con l’asse x positiva “destra” troviamo i “truzzi”.

Et voilà, all’interno di questo sistema ecco snocciolato lo scibile della vita notturna milanese, in un’ironica lettura, ma neanche troppo, di quanto a volte la banalità della nostra città corrisponda al vero.
Tutti locali e luoghi di ritrovo si collocano perfettamente all’interno dei vari quadranti.

Agli snob che sono elitari e un po’ di destra spettano: bar Armani, Montenapoleone, la Galleria Sozzani, la Rinascente Food & Restaurant e Brera. Condividono con i Radical Chic del II quadrante per un pelo il Plastic, cui però, dal momento che son elitari, ma di sinistra, si aggiungono la Lomo Gallery, la Bocciofila, la Cascina Cuccagna, le Cantine Isola, lo Spazio Oberdan, Santeria e Frida, mentre Ciclofficina e Rocket stanno un po’ più in basso e strizzano già l’occhio al quadrante dei fricchettoni, che essendo di sinistra, ma “zero elitario” e in modalità “collettivo” spettano inoltre il Conchetta, l’Arci Bellezza, il Biko, il Bitte, l’Ostello Bello, e soprattutto il Parco Lambro.

Manca il Leonka, come giustamente hanno fatto notare dei lettori nei commenti.

Infine ecco cosa rimane ai truzzi, che dalla fine degli anni novanta si aggirano ufficialmente fra “collettivo” e “destra”. Bella contraddizione, ma a ben vedere non sempre così priva di senso. A loro piacciono il Karma, il Bobino, l’Hollywood, il Radetzky e in generale il naviglio Pavese. E Il più vicino al punto d’origine comune a tutti non è un caso che sia il Magnolia.

Una chiave di lettura interessante che sta rimbalzando velocemente su Facebook con commenti entusiastici, e approvazione da parte degli “opinion leader” milanesi, se per il Deboscio è “una bell’idea” per BonsaiTv è addirittura una “Mappa indispensabile per capirci qualcosa della brillante (?) vita notturna milanese.”

Un’idea carina, anche se forse varrebbe la pena soffermarsi un attimo a riflettere su come gran parte di quel che offre Milano sia riassumibile in quattro categorie, scarabocchiate a penna su un tovagliolo qualsiasi.

Foto: Squadrati

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