Cow Parade, un campo di battaglia chiamato Milano

La Cow Parade tira le somme (in anticipo visto che prosegue fino al 17/6), e se dal punto di vista artistico è stato un evento molto interessante e divertente, dal punto di vista della civiltà ha rappresentato un test che i milanesi non hanno saputo superare.

Chi ha tirato le somme finali ci dice che un quinto delle mucche, 20 su 100, sono state danneggiate o rubate. C'è la mucca interattiva di Alice ritrovata sotto la metropolitana; cinque mucche finite nella fontana in S. Babila; un'altra ritrovata in mezzo a Via Cerva mentre ostacolava il traffico, tra l'altro con un orecchio mozzato; la mucca Anima, spostata dall'esterno di Messaggerie in Piazza S.Babila dove è stata divisa a metà. La mucca Felicity (quella a pancia in su) ha la coda spezzata, mentre la mucca Zebra non si sa dove sia finita. E l'elenco potrebbe continuare.

La colpa di tutto ciò non la si può sempre riversare sugli altri, questo è evidentemente un problema generalizzato che ha toccato noi milanesi, ma temo che sia allargabile più o meno a una buona fetta d'Italia. Viviamo sui fasti del passato riempiendoci la bocca con Leonardo Da Vinci, Michelangelo e Dante, ma oggi chi siamo? Siamo un paese civile?

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