Spazzolini, bibite e un localizzatore per autovelox: le spese di Renzo Bossi

I consiglieri regionali, presenti, passati e soprattutto futuri, possono imparare una sola lezione dalla vicenda delle 'spese pazze': gli scontrini sono parlanti in tutti i sensi. E quando finiscono sui giornali beh, si rischia di fare figure non proprio eccelse.

A questo proposito ecco ad esempio quali sono le spese contestate dalla Procura al figlio del Senatùr, Renzo Bossi: avrebbe comprato un localizzatore per autovelox, un antivirus e a altri prodotti per un totale di 188 euro e 90 centesimi nel negozio Mondadori di Piazza Duomo; c'è poi un'altra spesa, che vede tra gli acquisti una birra, un'energy drink, due spazzolini 'col nome' e caramelle (41 euro e 6 centesimi); altro scontrino, un orologio Oregon e un frigorifero al costo di 159 euro, oltre a bibite, taxi, 24 aperitivi, biscotti, materiale informatico e snack. Il totale, comprese le altre spese che non abbiamo citato, ammonta a 22.600 euro.

Intanto Rosi Mauro si è recata dal pm: la vice presidente del Senato, che è stata consigliera regionale lombarda nella scorsa legislatura, ha detto di essersi presentata dopo aver appreso la notizia dalla stampa,

"senza aver ricevuto alcun avviso a comparire per chiarire e dissipare ogni dubbio in merito a tre fatture relative all'acquisto di tre computer, una stampante e un telefono cellulare, materiale in uso ai miei collaboratori, come consentito dal regolamento regionale. Dunque nulla di irregolare e di illecito"

Sempre oggi è emerso sui quotidiani il nome di Monica Rizzi, leghista ed eletta nel Bresciano. Il legale Alessandro Diddi ha dichiarato che la sua assistita non aveva ricevuto alcun invito a comparire da parte della Procura e se ciò accadesse si metteranno a disposizione dei magistrati per chiarire come sono state gestite le risorse destinate ai consiglieri.

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