La libreria Utopia sloggia da via Moscova e si trasferisce in Città Studi

Era una delle poche librerie a Milano con un'anima ben definita. La libreria Utopia in Moscova faceva parte del paesaggio urbano, a dire il vero un po' in distonia con tutto il resto intorno: ristoranti, negozi di lusso e locali alla moda. Ma la libreria Utopia era li da prima di tutti, dal 77 un baluardo della cultura e della passione per i libri, in mezzo, diciamolo, alla desolazione culturale di una zona che ha cambiato anima (e frequentazioni).

Paradosso dei paradossi, proprio sopra l'Utopia viveva Fabrizio Corona, il simbolo di tutto ciò che l'Utopia e il suo gestore Lucio Morawetz combattevano tutti i giorni in una guerra silenziosa. Eppure, dopo anni di resistenza, l'Utopia abbandona l'avamposto in centro per tornare "nei ranghi", in città Studi per la precisione. Il motivo? I costi non più sostenibili per la libreria, l'affitto prima di tutto, poi la diminuzione degli incassi.

Oggi alle 18.30 c'è il brindisi di saluto per amici e clienti in una libreria ormai pronta per l'imminente trasloco. In zona è stato uno stillicidio di librerie e l'Utopia è l'ultima di una lunga lista. Da febbraio la nuova Utopia si trasferisce nell'ex libreria Anna Kuliscioff in via Vallazze 34 e sarà più grande: con sala conferenze e spazi più ampi per ragazzi e poesia. La lotta continua.

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