Sotto scorta la vicepresidente delle donne marocchine

Ha ricevuto una scorta di protezione Dounia Ettaib, la vice presidente lombarda dell'Associazione donne marocchine in Italia (Acmid-Donna). Venerdì la donna era stata aggredita e minacciata da due uomini arabi a Milano, vicino alla moschea di viale Jenner: i due, forse suoi connazionali, le "rimproveravano" di fare cattiva pubblicità all'Islam e di essere "una prostituta, come Hina".

Ettaib, infatti, aveva manifestato a Brescia insieme all'Acmid fuori dal Tribunale dove si celebrava l'udienza per l'omicidio di Hina Saleem, la ragazza pakistana di 20 anni uccisa dal padre e dallo zio perché voleva vivere liberamente una relazione con un uomo italiano. L'Acmid aveva chiesto di costituirsi parte civile al processo, ma la domanda è stata respinta e anzi i due imputati hanno ottenuto il rito abbreviato che garantisce uno sconto di pena.

La voce ufficiale dell'Islam, comunque, difende Ettaib e condanna le violenze. Così il presidente dell'Istituto culturale islamico di viale Jenner, Abdel Hamid Shaari: "Ribadiamo la nostra condanna per quello che è successo perché chiunque utilizzi violenza verbale e fisica per dissensi politici, religiosi o sociali sbaglia in maniera grave. La strada corretta è il dialogo. Dounia Ettaib è impegnata nel sociale, a difesa dei diritti delle donne e quindi chi l'ha aggredita ha fatto molto male".

Certo, fa specie che le donne marocchine - e le altre immigrate - debbano lottare e subire l'ostracismo per difendere in Italia diritti che nel loro paese sono sacrosanti.

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