Più immigrati a Milano, troppi irregolari

Immigrati stranieri in aumento a Milano secondo gli ultimi dati dell'Osservatorio della Provincia.

In genere, gli immigrati residenti e lavoratori tendono a spostarsi nell'hinterland, mentre la maggior parte di chi è senza permesso (oltre il 50%) vive in città.

Secondo il decimo rapporto - con dat relativi al 2006 - gli immigrati nella provincia di Milano sono passati in cinque anni (2001-2006) da 218mila a 389 mila. I più numerosi - nell'intera provincia - sono gli asiatici, seguiti da cittadini dell'Est europeo, latinoamericani e nordafricani. Preoccupa soprattutto il numero di irregolari, praticamente raddoppiato da 48mila 200 a 87mila 600.

Il Giornale lancia un allarme proprio sugli stranieri senza permesso, ma si dimentica un particolare: l'esplosione degli irregolari coincide con il quinquennio di Berlusconi al governo (legge Bossi-Fini), mentre la Lombardia intera da dieci anni è guidata da Formigoni e Milano ha giunte di destra ormai dal 1994.

Probabilmente sarebbe ora di smetterla di usare la questione immigrazione per alimentare la polemica politica quotidiana e cercare soluzione di medio-lungo periodo per accogliere gli immigrati di cui abbiamo bisogno e arginare l'irregolarità: è lì, infatti, e non tra gli immigrati che hanno lavoro e famiglia che può attecchire più facilmente la delinquenza.

Dal Rapporto, poi, emergono anche segnali positivi: a Milano il 43% degli immigrati ha un diploma e uno su quattro è laureato; quasi due su dieci leggono giornali italiani e molti di più si informano attraverso radio e tv. Forse è questa la chiave dell'integrazione: la formazione per gli adulti e l'educazione per i bambini.

Per quanto riguarda la religione, a Milano due stranieri su cinque sono cattolici, uno su cinque musulmano, uno su cinque cristiano e il 5% si dichiara non credente.

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