Polizia e carabinieri nei parchi milanesi?

Il sindaco di Milano, Letizia Moratti, promette "linea dura" contro l'illegalità diffusa e il vicesindaco De Corato chiede che polizia e carabinieri controllino i parchi cittadini, in particolare nei fine settimana quando la maggior parte dei milanesi fugge dalla città e le aree verdi sono l'unico riparo per gli anziani e gli strati più deboli della cittadinanza.

Ma che cos'è successo? Domenica tre vigili - fra cui uno che era già stato colpito nel corso dei tafferugli il 12 aprile in Paolo Sarpi - sono stati aggrediti da una sessantina di immigrati peruviani, chiamati a raccolta da un loro connazionale che era stato fermato dai vigili per controllare un carico di merce contraffatta.

Il tutto al parco Cassinis, vicino a Rogoredo, dove i peruviani - in maggioranza donne - hanno colpito gli uomini in divisa con le bottiglie che si erano appena scolati per tutto il pomeriggio.

A me, personalmente, questa scena ricorda le periferie di Napoli dove la folla attacca la polizia per salvare i piccoli delinquenti camorristi. Immigrati o cittadini, è tutta questione di legalità e rispetto delle regole. Un modello civile che il sindaco e il Comune dovrebbero far valere per tutti, dalle signore con il Suv agli immigrati in piazza Duomo e nei parchi fino agli ultras di calcio.

Perché senza legalita viviamo nella giungla e a rimetterci, come scriveva Alma l'altro giorno, sono sempre i più deboli.

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