Milano ricorda il vigile Nicolò Savarino: intitolati in sua memoria il parco di via Livigno e il Comando di Polizia Locale

La città di Milano ricorda Nicolò Savarino, il Vigile di Quartiere investito da un suv durante un controllo, a un anno dalla sua scomparsa (l'uomo venne ucciso il 12 gennaio 2012).

Oggi alle 12.30 è stato intitolato al 'vigile buono' il parco di via Livigno 5 con l'apposizione di una targa: presenti, insieme ai familiari, il sindaco Giuliano Pisapia, l'assessore alla Sicurezza, Polizia locale, Protezione civile e Volontariato Marco Granelli e il comandante della Polizia locale Tullio Mastrangelo.

A Savarino sarà anche intitolato il Comando di Polizia locale di Zona 9.

Pisapia ha commentato così la decisione:

"Milano è ancora colpita nel profondo da questa tragedia, dall’assassinio di Nicolò Savarino, quello che tutti ricordano come il ‘vigile buono’. A testimonianza di ciò penso ancora con commozione alla folla che ha riempito piazza Duomo il giorno dei funerali. Non esito a chiamarlo 'eroe Savarino', un eroe normale che aveva scelto Milano come la sua città, la città in cui vivere e lavorare, dove costruire il proprio futuro. Milano lo ha onorato, consegnando alla famiglia la Medaglia d’Oro alla Memoria lo scorso 7 dicembre, e lo onora tutti i giorni attraverso il lavoro dei sui colleghi, dei ‘Ghisa’ che sono impegnati sul territorio per la sicurezza di noi cittadini. Sono felice che Nicolò sarà ricordato anche attraverso l’intitolazione di un parco, perché anche i bambini che in quel parco giocheranno impareranno a conoscere quel nome, quello di un uomo che amava il suo lavoro e lo svolgeva con dedizione, professionalità e grande umanità"

Alle ore 21 di oggi inoltre si terrà una fiaccolata in memoria, organizzata dal consiglio di Zona e dalla presidente Beatrice Uguccione, che partirà da via Alfieri per arrivare presso il Comando di Zona 9.

Per l'omicidio di Savarino era stato fermato in Ungheria, pochi giorni dopo l'omicidio, Remi Nicolic, un giovane nomade di cui in un primo momento non si conosceva con certezza l'età: infatti possedeva sia documenti che attestavano la sua maggiore età sia documenti che affermavano il contrario.

In seguito al ritrovamento del suo certificato di nascita, su cui si leggeva che il ragazzo era nato in un carcere francese (la madre era detenuta) il 15 maggio del 1994, era stato chiarito che il ragazzo al momento del fatto era minorenne, e che quindi dovrà essere giudicato presso il Tribunale minorile.

La prima udienza dovrebbe tenersi a febbraio di quest'anno, e di sicuro il ragazzo riceverà una pena inferiore rispetto a quella che avrebbe potuto ricevere se fosse stato maggiorenne.

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