Milano: la grande beffa della notte dei saldi



Da qualche altra parte - giornali, siti, portali - leggerete o sentirete che la Grande notte dei saldi a Milano è stata un successo. Beh, non credeteci!

C'era, è vero, moltissima gente in giro, segno che la voglia di uscire di casa e di partecipare a un evento cittadino era tantissima. Ma di saldi, anzi di acquisti neppure l'ombra. O comunque molto meno di quanto annunciasse il programma del Comune e di quanto fosse lecito attendersi.

In via Torino pochissimi negozi aperti, idem per corso Vittorio Emanuele, dove a parte la Rinascente e qualche catena internazionale, le saracinesche erano tutte abbassate. Tra le firme, gli unici a tenere aperto sono stati Armani - in Ticinese e in via Manzoni - e Dolce & Gabbana con entrambi i monomarca di corso Venezia. Per il resto un deserto.

Deludente l'organizzazione, deludente la partecipazione dei negozianti. Con che coraggio l'Unione del commercio si lamenta dei disservizi della città e delle presunte difficoltà? Evidentemente gli esercenti hanno concluso affari a sufficienza nel fine settimana per aprire anche stanotte. Il presidente Carlo Sangalli non ha nulla da dire?

E il sindaco Letizia Moratti, che ha tanto tempo da dedicare alle mostre d'arte, perché non si preoccupa delle iniziative sponsorizzate dal Comune e che coinvolgono l'intera cittadinanza? Forse troverebbe disservizi e cattiva amministrazione, in cui mostrare la sua capacità manageriale, se ne ha.

Davvero, un'altra occasione persa, l'ennesima.

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