Donato alla città il monumento a Roberto Franceschi

Il monumento che ricorda l'assassinio di Roberto Franceschi, avvenuto 40 anni fa davanti all'Università Bocconi di Milano durante gli scontri con la polizia, è diventato patrimonio culturale della città ed è stato donato dalla Fondazione Franceschi al Comune. Queste le parole del sindaco Pisapia, presente alla commemorazione e alla cerimonia di "consegna" del monumento, voluto e posato nel 1977 dal Movimento Studentesco:

Oggi i milanesi diventano proprietari di un segno di memoria e di pace: il monumento a Roberto Franceschi, che trasforma il luogo della sua morte in una sorgente di speranza e di impegno. Quelli sparati anche in questo luogo sono proiettili contro il pensiero e il confronto democratico. C'è un senso di sgomento e ferite che non si possono rimarginare, e noi non possiamo né vogliamo dimenticare. Milano vuole ricordare per sempre perchè è sulla memoria che si costruisce il futuro

Con il sindaco, a ricordare Franceschi sotto l'opera di sette metri all'angolo fra via Bocconi e via Sarfatti, la madre Lidia, i membri della fondazione, il rettore dell'ateneo Andrea Sironi, Enzo Mari, con Arnaldo Pomodoro fra gli artisti che promossero la realizzazione della scultura, gli assessori alla Cultura Stefano Boeri e al Commercio Franco D'Alfonso, il presidente del consiglio comunale Basilio Rizzo, consiglieri ed esponenti della sinistra cittadina.

Milano ricorda Roberto Franceschi, ucciso 40 anni fa

Accadeva quarant'anni fa. Una data lontana, ma da ricordare, come ce ne sono state moltissime tra la fine degli anni '60 e dei primi anni '80, dove i giovani, gli studenti, gli operai, lottavano e protestavano in cerca di giustizia sociale, progresso economico e civile, lavoro, diritto allo studio, libertà e ed emancipazione femminile.

Tra questi giovani vi era Roberto Franceschi, studente all'Università Bocconi, che la sera del 23 gennaio 1973 venne ucciso da un colpo di pistola alla testa, sparato da un agente di polizia che non venne mai condannato.
Lo studente si trovava all'ingresso dell'ateneo milanese, in attesa di prendere parte a un'assemblea serale del Movimento Studentesco.

La giornata di commemorazione prenderà il via alle 11 all'angolo tra via Bocconi e via Sarfatti, con una cerimonia davanti al monumento dedicato dagli artisti milanesi a Roberto Franceschi nell'aprile del 1977, alla presenza del sindaco Giuliano Pisapia, di Lidia Franceschi, presidente onorario della Fondazione, del rettore Andrea Sironi e del designer Enzo Mari. La scultura rappresenta un maglio industriale usato per forgiare il ferro, opera collettiva di 40 artisti milanesi e commissionato dal Movimento Studentesco e collocato, con una grande manifestazione, il 16 aprile del 1977.
L'epigrafe alla base della scultura recita "A Roberto Franceschi e a tutti coloro che nella nuova resistenza dal '45 a oggi caddero nella lotta per affermare che i mezzi di produzione devono appartenere al proletariato".

Proseguirà, quindi, alle 17, presso lo Spazio espositivo di via Roentgen con l'inaugurazione della mostra "1966-1976 Milano e gli anni della grande speranza. Artisti, studenti, lavoratori tra impegno e utopia", un percorso articolato in sezioni dedicate alle principali aree di ricerca di quegli anni che coinvolgerà l'intero tessuto dell'Università e che sarà visitabile fino al 10 aprile.

Alle 20, presso l'aula magna di via Gobbi 5, verranno assegnate le borse di studio intitolate a Roberto Franceschi, destinate a finanziare progetti di studio su argomenti attinenti ai temi della povertà e della disuguaglianza. I vincitori entreranno a far parte del Network Roberto Franceschi, rete sovranazionale di studiosi premiati dalla Fondazione negli anni. La serata terminerà quindi con lo spettacolo teatrale "The History Boys", tratto da un testo del 2004 di Alan Bennett, a cura della Compagnia Teatro dell'Elfo e con la presenza di Elio De Capitani.

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