Open, il primo film di Macao

E ora il montaggio. Si sono concluse sabato sera, in una scena corale - partecipatissima - fra comparse, performers e videomaker, le riprese di Open, il primo film prodotto da Macao sotto la supervisione del direttore della fotografia Luca Bigazzi.

"Mi aspettavo di tutto dall'ultima scena, ma mai avrei pensato di suonare un tamburo su un carretto assieme ad un trombettista e un sassofonista, eravamo una piccola banda itinerante.. e alla fine sembrava pure la cosa più normale in mezzo agli altri" commenta soddisfatto Byron.

Abbiamo chiesto a Tibi del tavolo di comunicazione di parlarcene.

Un film a coronamento di un progetto corale, che valore assume nel panorama culturale milanese?

Milano potrebbe essere una capitale della creatività, proprio perché è svincolata dalle strette logiche di Palazzo. Purtroppo le ultime amministrazioni non hanno incentivato questa sua natura, ottenendo anzi l'effetto contrario. Lanciare un film autoprodotto significa tracciare un'altra rotta.

Non solo: il film è stato anche realizzato con una pratica senza precedenti: una regia collettiva e partecipata. Ed è quindi molto diverso dai film collettivi presenti finora (che sono solo opere a cui registi diversi collaborano con la propria identità).

Che cos’è oggi Macao? A quasi un anno dalla sua nascita come riassumeresti la sua esistenza e la sua presenza sul territorio?

Macao è un organismo in continuo divenire, dunque vivo. La soluzione ai problemi che si pongono non è sempre lineare, né immediata, ma questo, invece di essere un problema, è una forza.

Grazie alla capacità di portare avanti percorsi diversi, e nello stesso tempo d’incorciarli tra di loro, è stato possibile mettere a punto un'autoinchiesta sulle forme di vita e sulle forme del lavoro presenti tra le persone che frequentano Macao, un documento di cittadinanza attiva per trovare nuove forme di riconoscimento delle realtà che rivendicano il bene comune, che riconoscano una legittimazione delle pratiche di cittadinanza attiva, un seminario nazionale sulla produzione artistica e culturale

Quali sono i progetti e le prospettive per il futuro?

Impossibile definire un programma. Macao sta lavorando a più livelli di ricerca che abbracciano diversi campi, con un occhio di riguardo al rapporto con il territorio. Sono in programma scuole popolari di cinema, giornalismo, laboratori di autoproduzioni, una rivista, un circuito cinematografico capace di portare in sala le pellicole dimenticate dalle majors.

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