Milano: lotta ai graffiti con pennelli e pittura

Prima di tutto chiamiamoli con il loro nome: scarabocchi, tags, non graffiti. Poi veniamo al dunque: a Milano, a parte l'Amsa che negli ultimi tempi si è dedicata anche alla pulizia di edifici e monumenti, c'è qualcun altro che combatte contro gli scarabocchi che insozzano la città.

Lo ha raccontato Olga Piscitelli sul Corriere della Sera: un milanese di 54 anni nel tempo libero indossa i panni dell'imbianchino e ripulisce i muri sporchi, ovviamente dopo aver chiesto il permesso ai proprietari. Niente chiacchiere e niente polemiche: fatti.

Prende pennelli e pittura e ricopre le scritte inutili. Un'opera meritoria che se si diffondesse (o almeno se ciascuno intervenisse sulla facciata del proprio palazzo) forse dopo un po' toglierebbe la voglia a chi passa il tempo a scrivere sui muri.

Che poi non tutti i graffiti sono uguali: un conto è magari disegnare qualcosa su un muro di cemento dell'autostrada in periferia, ben altro è sporcare un palazzo privato o peggio un monumento o un'opera d'arte come è successo con Botero.

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