Milano, la pubblicità conquista anche il bus

Non c'è pace in questa città, nemmeno d'agosto nemmeno sull'autobus. Il potere delle merci - e quindi della pubblicità - non lascia più spazi liberi, né alla vista né all'udito.

Prima sono stati i cartelloni pubblicitari stradali, poi la réclame è arrivata sulle banchine della metropolitana anche in forma di video; ancora, tram filobus e autobus milanese sono stati rivestiti da qualunque tipo di messaggio pubblicitario. Ma adesso è arrivato l'ultimo attacco: la pubblicità entra sul tram e non si limita alle forme discrete dei volantini appesi alle maniglie. L'ultima frontiera è il messaggio pubblicitario in formato audio e video, sparato a tutto volume dalle casse dell'autobus: nel caso concreto sul numero 73 che da Linate porta a San Babila.

Ora: Atm è libera di vendere i propri spazi pubblicitari a chi vuole, ci mancherebbe altro. Ma se il mio viaggio in tram - che pago con un abbonamento annuale non proprio a buon mercato - deve essere tormentato dagli annunci, beh almeno mi aspetterei uno sconto sul biglietto. In fondo la pubblicità è una forma di finanziamento che sostituisce, in parte, l'opzione a pagamento. Succede così con la tv analogica e con i giornali gratuiti.

Per non dire che schermi e altoparlanti dovrebbero servire a indicare le fermate in arrivo e non essere intasati dalla pubblicità.

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