San Vittore: arriva la vista di Napolitano per denunciare il sovraffollamento


San Vittore in quanto simbolo, nefasto, della situazione di molte carceri italiane: 1.600 detenuti, il 60 per cento dei quali provengono da Paesi extracomunitari, in una struttura progettata per ospitarne al massimo la metà. Oggi il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, sarà in visita al carcere milanese di San Vittore per la prima volta nella storia del penitenziario cittadino. Così il Presidente in una lettera ai detenuti:

Ho più volte e anche molto di recente colto ogni occasione per denunciare l'insostenibilità delle condizioni delle carceri e di coloro che vi sono rinchiusi, appelli caduti nel vuoto. Ho pensato tuttavia di dovere, accogliendo l'invito rivoltomi a visitare San Vittore, levare nuovamente la mia voce dopo che sul tema è intervenuta ancora la Corte europea per i diritti dell'uomo con una condanna - mortificante, come l'ho definita - per l'Italia.

Una situazione esplosiva per la quale non ci sono ancora soluzioni e che i politici preferiscono ignorare (tranne la recente battaglia di Pannella, che tempo fa aveva iniziato uno sciopero della fame per ottenere l'amnistia e il diritto di voto per i detenuti).

I Numeri parlano chiaro: in soli vent'anni il numero dei detenuti è passato da 53 a 113 per ogni 100 mila abitanti. "Bisogna far qualcosa presto prima che il disagio sfoci in tragedia". Così scrissero in una lunga lettera al Presidente Sergio Segio e Sergio Cusani - l'ex leader di Prima linea e l'ex imputato di Tangentopoli - invocando «un soprassalto di iniziativa a livello sociale e politico». Speriamo sia la volta buona.

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