Chiusura Buenos Aires, i commercianti sul piede di guerra

Un chilometro e mezzo di strada con circa 400 negozi. Corso Buenos Aires è l'arteria pulsante del commercio, calamita per turisti e non solo. I marciapiedi larghi, ristrutturati da un paio d’anni, invogliano a passeggiare da piazza Oberdan fino a Loreto. La notizia che il corso verrà chiuso una domenica al mese ha generato polemiche senza fine. Nonostante l'amministrazione abbia spiegato che si tratta di una sperimentazione e che andrà di pari passo con le domeniche a piedi, l'Ascobaires, la più antica associazione di commercianti è sul piede di guerra.

Queste la parole del presidente Gabriel Meghnagi che denuncia:

Non c'è stato nessun coinvolgimento. Siamo contrari alle domeniche senz'auto in corso Buenos Aires perché la gente andrà a comprare altrove. Chi verrà a fare shopping in bici? Dalla strada gli sguardi non saranno rivolti alle vetrine. Senza contare che solo la domenica ci sono oltre 2mila dipendenti che lavorano in Buenos Aires e che avranno difficoltà a raggiungere il posto di lavoro. Bisognerebbe pensare piuttosto a dare più sicurezza e mezzi pubblici più efficienti

Un'obiezione condivisibile, che però non lascia spazio a nessun dialogo e boccia nettamente la novità, fortemente voluta dall'assessore Pierfrancesco Marana e da Buenos Aires Futura, un'associazione che riunisce una parte dei commercianti dell'arteria.
Maran parla di polemiche inutili, mentre Luigi Ferrario, presidente di Buenos Aires Futura tenta di smontare la tragicità delle parole dell'Ascobaires:

L'isola pedonale attirerà le persone e sarà in linea con quanto già avviene all'estero. La via sarà frequentata molto di più, anche da chi non arriva per lo shopping. Coi mezzi privati si potranno comunque raggiungere le strade nelle immediate vicinanze, e la zona è servitissima dai mezzi pubblici. Non vedo dove sia il problema, questo è il futuro. Chi è contrario ha una visione vecchia, da ancien régime

Sicuramente questo è solo l'inizio di una battaglia che si preannuncia dai toni molto aspri. Vedremo come deciderà di muoversi il Comune e i suoi assessori.

Buenos Aires pedonale una domenica al mese

Nel caso pensaste di avere un dejà-vu, sappiate che non si tratta solo di una sensazione. Sì, ne avete già sentito parlare, sono quelle cose che vengono dette e promesse e poi abbandonate, perché scavalcate da altre, più o meno, lecite priorità. Noi ne avevamo già raccontato qui e, ancora prima, qui. Adesso il Comune di Milano ha deciso di partire con la sperimentazione della chiusura al traffico di Corso Buenos Aires ogni seconda domenica del mese. Una delle più grandi arterie commerciali d'Europa si trasformerà così in una rambla lunga un chilometro e mezzo, da piazza Oberdan a piazzale Loreto.

Nella strada chiusa al traffico, di mese in mese saranno organizzate iniziative diverse. A stabilire quali collaborazioni saranno attivate, e in quale ordine cronologico, sarà il Duc, il Distretto unico del commercio a cui partecipano commercianti, comitati dei residenti e rappresentanti delle istituzioni.
La sperimentazione comincerà ad aprile e proseguirà almeno fino a novembre compreso, escluso agosto. A quel punto Palazzo Marino valuterà la riuscita o meno dell’iniziativa e deciderà se rendere permanente il provvedimento.
Il Comune cercherà di fare in modo, almeno per i primi tempi, di far collimare la chiusura del corso con le domeniche a piedi.
Continua in questo modo la rivoluzione della giunta Pisapia in tema di mobilità, orientata verso un sempre minor uso dell'auto a favore di mezzi alternativi e non inquinanti.

Foto | Flickr

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