Terme di Milano: la cronaca di un sabato dove di relax c'è n'è ben poco

Se anche voi pensate che passare una giornata alle Terme sia sinonimo di relax e benessere, non pensate di farlo il sabato pomeriggio alle Terme di Milano. Ecco la cronaca di quella che doveva essere una giornata di festa che per diversi motivi è stata, incredibilmente, fonte di stress e nervosismo dovuto all'inettitudine e alla poca elasticità mentale.

Ore 15.30, in cinque amici portiamo a sorpresa una futura sposa a passare una bella giornata fatta di coccole. Entriamo entusiasti per accingerci a vivere l'esperienza del "pacchetto sposa", una serie di trattamenti appositamente creata per chi convola a nozze. Primo scontro con il regolamento: dato che siamo una persona in meno del previsto dobbiamo pagare una quota in più, ma pazienza questo ci può stare.

Ci vengono consegnati accapatoi, teli e ciabattine e dopo esserci cambiati tutti giù a provare il "savonage", un particolare e splendido trattamento (in sala privata) di scrubbing con olio di Aleppo e altri aromi, dove la dolce e brava Antonella insieme ad un altro operatore (purtroppo non ricordo il nome) ci fa gustare il preludio di quella che avrebbe dovuto essere una giornata di cura per il corpo e la mente.

Usciamo ringraziando dalla nostra saletta privè e ci accingiamo a fare il percorso libero tra vasche idromassaggio e saune di ogni tipo.

Ci rendiamo subito conto che la quantità di persone deambulanti è quella del venerdì sera alle casse di un supermercato. Bene per le casse di un'attività commerciale, male per la qualità. Ma anche questo ci sta.

Entriamo in una sauna sovraffollata dove necessariamente si deve stare scomodamente molto vicini ai corpi sudaticci dei vicini. Poco relax e alta irritabilità di chi ha problemi di convivenza civile, dato che il chiacchiericcio (anche sommesso) di molti non può offrire quel silenzio che alcuni giustamente cercano (ma chi cerca questo può andare in altre strutture più idonee). Ecco quindi che un signore, tra i vapori, ricorda malamente a tutta la gente all'interno della sauna che il silenzio dovrebbe essere la condizione ideale per godere del momento (non ce l'aveva con noi, ma ripeto prendi una sala privata o vai in un'altra struttura). Tensione fra gli ospiti e visto che la situazione non è delle più rilassanti decidiamo di alzarci per provare altre cose. Il regolamento, l'igiene e la buona educazione ci ricordano che prima di andarsene bisogna sciacquare la zona dove ci si è seduti e si sono lasciati liquidi corporali. Ma isteriche milanesi (io sono milanese) si lamentano degli schizzi di acqua fredda. Insomma, secondo le "signore", meglio far sedere sul nostro sudore gli avventori in piedi. Sottolineiamo, comunque scusandoci, che è giusto pulire e gli avventori che prendono il nostro posto ovviamente ringraziano. Usciamo quindi dalla sauna "tesa" ed ecco che scopriamo che manca uno dei nostri accappatoi con telo annesso. Ci sono centinaia di persone, per carità, può capitare. Mi offro per andare alla reception e chiedere un altro telo e accappatoio.

"Mi spiace ma il regolamento non ci permette di fornire altri teli", "noi confidiamo nell'attenzione degli avventori". Ok ma il problema resta e io sto sgocciolando da sotto il mio accappatoio. "Come si può risolvere questo problema visto che dobbiamo continuare la nostra giornata?" rispondo ancora calmo. Facce senza risposta, finchè una geniale operatrice se ne esce "se vuole gliene noleggiamo un altro". "E se poi distrattamente qualcuno lo prende di nuovo?"...facce senza risposta e il nervosismo sale. "Dobbiamo prenderne anche noi uno a caso?" facce senza risposta...praticamente si secondo lo staff della reception... "Ah bene" decido di tornare nell'area termale per esporre la situazione e per fortuna incontriamo nuovamente Antonella con le colleghe Silvia ed Erica, che ci risolvono "l'enorme problema" come chiunque con una mente elastica avrebbe dovuto e potuto fare. Se non fosse stato per loro avremmo davvero dovuto scegliere di lasciare un altro ospite senza il proprio telo? Il nervoso aumenta e la folla che deambula pure.

Continuiamo con il nostro pacchetto che a questo punto prevede una vasca idromassaggio esterna riservata con aperitivo e frutta (la sposa deve essere degnamente coccolata e festeggiata). Ci accoglie Alessandro con un sorriso e cortesia davvero degni di nota, ma la vasca dove dobbiamo stare non è così calda come ci si potrebbe aspettare. Segnaliamo il problema ma nulla accade. Pazienza sarà e dovrà essere lo spumante a riscaldarci sotto la neve. Ma non è sufficiente per riuscire a restare in acqua così ci ritroviamo costretti ad uscire prima del tempo dalla nostra vasca per evitare spiacevoli conseguenze sulla nostra salute. Corriamo quindi nell'originale tram trasformato in sauna e riprendiamo una temperatura consona, ma da quella postazione diamo uno sguardo all'area chill out dall'altra parte del vetro, dove vediamo una folla da giornate di saldi deambulare senza metà, perplessi su dove potersi appoggiare per bere una tisana o sgranocchiare della frutta (la foto che apre il post è d'archivio e si riferisce ad un giovedì sera alle Terme di Milano).

Troppa gente e troppo stress per un luogo che dovrebbe far rilassare, decidiamo quindi che è meglio concludere la nostra "experience", domandandoci se un regolamento così stretto non dovrebbe anche prevedere un limite consono (e non mi riferisco a problemi di sicurezza) per l'accesso.

Peccato davvero per una struttura che si vanta di essere un tempio del relax e del benessere. Per fortuna ce ne sono diverse altre in città. Più piccole ma assolutamente più idonee per passare un pomeriggio termale.

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