Back to '70! Milano celebra gli anni più "movimentati" della nostra storia

Chi c'era, chi li ha vissuti, ha un ricordo indelebile di quello che sono stati quegli anni di fermento culturale e politico. Chi ci è nato verso la metà, come il sottoscritto, li ha vissuti marginalmente ma li sente ugualmente forti, ricordi indelebili di modi e tempi: dalla tappezzeria optical alle lampade sferiche, dal Big Jim ai telefilm storici fino alla violenza e agli scontri politici. Parafrasando a metà un noto gruppo italiano: "non si esce vivi dagli anni '70". Qui il link a Pagine 70, un sito per veri "feticisti" di quegli anni.

Ebbene il mitico e contraddittorio decennio si prepara a rivivere lungo tutto il mese con una mostra alla Triennale ("Il decennio lungo del secolo breve"), il musical La febbre del sabato sera, allo Smeraldo fino al 14 ottobre, la riapertura dello storico Derby e centinaia di iniziative promosse dal Comune in una due giorni a "zampa di elefante": il 27 e 28 ottobre.

La mostra alla Triennale (dal 27 ottobre al 30 marzo) si articolerà in 3 mila metri quadrati su due piani. Un put-pourri che riunisce cinema, teatro, arte, design, architettura. La curiosità: per questa mostra non verrà presentato un catalogo, ma un dizionario (edizioni Skira) con oltre 150 voci realizzato dai protagonisti di quel periodo.

Il 27 e 28 ottobre il Comune di Milano promette cento eventi in 48 ore, molti ad ingresso libero. Musica, telefilm a tema, dj set, cover band e i dinosauri Kool & the Gang in piazza Duomo e gli Earth Wind & Fire. E poi i Giochi senza frontiere, i balli, i lustrini, la rinascita del «Derby» (il 27 ottobre) nello spazio dell'ex cinema Nuovo Arti di via Mascagni con Teo Teocoli, Mario Lavezzi e gli altri protagonisti di quella stagione.

Questo il divertimento. E lo scontro sociale, la lotta armata, l'austerity, gli omicidi, gli attentati? Per non dimenticare anche le tematiche politiche l'Assessore Terzi promette una location dove saranno proiettati filmati dell'epoca e telegiornali, per non dimenticare "un momento di forte contraddizione. Ma comunque segnato dalla presenza dell'identità dell'uomo. Cosa che oggi rischia di mancare in nome della globalizzazione".

  • shares
  • Mail
1 commenti Aggiorna
Ordina: