Rabbia contro il caro affitti

Sul sito del Corriere trovate una bella inchiesta di Ambra Craighero, sul caro affitti a Milano per i fuori sede che frequentano uno qualunque degli atenei meneghini. Leggetela, merita. Un mare magnum di ricatti, pagamenti in nero, impianti non a norma, coinquilini maleodoranti e altre prelibatezze simili.

A me però, non appena ho letto l’ultima riga, è venuto in mente un altro pezzo, uscito qualche tempo fa sul Sole24Ore, che raccontava di un curioso fenomeno immobiliare. Ovvero, seconda una ricerca presentata dalla Tirelli & Partners, la richiesta di appartamenti di lusso, in zone proibitive per i comuni mortali, è alta, tanto alta che l’offerta è messa in crisi da una domanda sempre più alta. In sintesi, c’è la fila per il superattico in Brera (sui diecimila euro al metro quadro) e il bilocale a Baggio non se lo fila nessuno.

Viene in mente “Caro Diario” di Moretti, quando cerca casa, e gli propongono un appartamento in una via in cui “Non si può fare un discorso di prezzo… di qui è passato Garibaldi”. Sarà. Ecco però, a me viene in mente un’altra cosa ancora: che più che gli studenti fuori sede, ad essere in difficoltà, sono i residenti, la gente che deve scegliere tra due schiavitù, quella del mutuo, o quella dell’affitto. E lì spesso non c’è il portafogli dei genitori a dare una mano. Voi cosa ne pensate?

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