Ruba in classe. Il padre: arrestatelo.

furto in classe al Severi

Mesi fa i liceali infilavano le mani nei pantaloni della professoressa in perizoma. Ancora prima, al Parini, si aprivano i rubinetti: ma questa ancora ci mancava. E’ successo tutto al Liceo Scientifico Severi, in Porta Volta, scuola centrale, pubblica, frequentata dai figli della buona borghesia meneghina.

Per capirci, anni fa c’era uno studente, in quinta, che andava a lezione posteggiando una Z3 sul marciapiede, mentre le Panda dei professori arrancavano verso il misero parcheggio interno. I fatti: alcuni giorni fa due studenti, non dell’istituto, si introducono in un’aula, mentre i ragazzi sono a ginnastica.

Aprono zaini, giubbotti, borse, e arraffano quello che possono, tra cui 1200 euro, trovati nel portafoglio di un’insegnante – assente al momento del furto - che in quell’aula ci si era messa per qualche minuto, magari per correggere qualche compito in classe.

E’ proprio lei a beccarli in flagranza di reato, mentre qualcun altro prende la targa dello scooter sul quale i giovani mariuoli si erano dati alla fuga. C’è una denuncia. Dei carabinieri che arrivano in casa di uno dei due malfattori in erba: il minorenne è figlio di un pezzo grosso, un amministratore delegato, che appena si trova in casa i militari esclama:«Ha sbagliato, arrestatelo, qualche giorno di carcere non gli farà male». Trovate il resto della storia sul link.

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