Ultime tappe per il camper del Corriere


Molte persone aprono la giornata sul sito del quotidiano di via Solferino. Di sicuro a loro non sarà sfuggita l’iniziativa del camper, che in queste ultime settimane sta visitando vari quartieri di Milano, a caccia di proteste, segnalazioni, disservizi. Un buon segno? Forse. Magari è la volta buona che i quotidiani “seri” colmano il gap che li separa dal paese reale, ma da lì a veder cambiare davvero qualcosa, credo ci sia molto differenza.

In realtà quella di dar voce all’uomo della strada, è una tendenza che nasce da lontano. A me vengono in mente vecchi numeri de “Il Borghese”, metà anni novanta, diretto da Beppe Fossati ( l’attuale direttore di Cronaca Qui ) con in basso alle pagine la scritta “Chiama il Borghese”, seguivano prefisso e numero. E’ sempre bene ricordare che ai tempi su “Il Borghese”, ci scriveva anche Marco Travaglio.

L’idea è stata ripresa, per l’appunto, anche da Torino Cronaca e da Cronaca Qui – il tremendo spin off all’ombra della Madunina – perché il cittadino, come si diceva qualche post fa, “non ce la fa più”. E allora si ribella, protesta, fonda comitati, stende lenzuoli contro tutto. Secondo voi queste iniziative servono a qualcosa? O sono solo un modo per cercare di attirare l’attenzione sulla carta stampata, in anni in cui i quotidiani perdono migliaia di copie?

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